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ORIOLO ROMANO LAZIO 1965

Mercoledì 13 luglio 2005, alle ore 19.00, si inaugura a Milano FORMA, Centro Internazionale di Fotografia, con la mostra GIANNI BERENGO GARDIN, un omaggio a uno dei nomi più rappresentativi della fotografia italiana ed europea, e a un grande milanese anche se d’adozione.

Per la prima volta, una mostra di questa ampiezza rende omaggio al genio tranquillo e costante di Gianni Berengo Gardin, ai suoi 50 anni di fotografia vissuti con l’umiltà e la passione di un grande artigiano. La sua fotografia è caratterizzata da un intenso umanesimo venato d’ironia; il suo proverbiale understatement che lo protegge da interpretazioni troppo violente, e il rispetto che dimostra davanti alla realtà, fanno di lui uno dei più originali cronisti della società contemporanea. GIANNI BERENGO GARDIN, una mostra di 150 immagini in bianco e nero, dagli anni cinquanta ad oggi è una produzione di FORMA presentata in collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie ed è curata da Alessandra Mauro.

La scelta che si propone ai visitatori raccoglie le immagini più rappresentative di Berengo Gardin e divide la sua lunga produzione in 11 percorsi tematici: Venezia, Lavoro quotidiano, Donne, Parigi, Empatia, Contro, Paesaggi con figure, Cerimonia, Milano, Sottigliezze, Vita di Provincia. Spazio quindi ai reportage dedicati a Venezia, la città della sua famiglia e da dove è partito per diventare fotografo, a Milano, dove vive da tanti anni, e alla Parigi degli anni ’50, luogo dell’acculturazione fotografica.

FIRENZE 1993 CAMPO NOMADI

FIRENZE 1993 CAMPO NOMADI

Ma anche ai celebri lavori di denuncia – i manicomi, la protesta del ‘68 e poi gli zingari – e i lunghi reportage sul lavoro, la quotidianità, le donne, la provincia italiana, e le tante “sottigliezze” che il suo obiettivo ha saputo cogliere, con tutta la possibile empatia, l’estrema sensibilità, la grandezza formale, l’attenzione costante verso la realtà e le persone, che non smettono di interessarlo e di incuriosirlo. Una sezione è dedicata ai “paesaggi con figure”, tema su cui Berengo si è affermato come maestro. La mostra è anche un’occasione per festeggiare un anniversario importante: i 75 anni, da compiere proprio quest’anno, di Gianni Berengo Gardin che continua a dimostrare una vitalità straordinaria e a scattare nuove fotografie tutti i giorni.

“La fotografia è la mia benzina, è quello che mi dà l’energia e la forza di muovermi e vivere ogni giorno”(Gianni Berengo Gardin).

“Delle due l’una. O Berengo ha torto, o Berengo ha più di mille anni. Sostiene in tutta sincerità che a un buon fotografo scappa una grande fotografia all’anno, forse due ma basterebbe contare le immagini di questo libro, dividerle per due, per scoprire che Berengo ha ben più di cento anni…Berengo ama le macchine fotografiche perché gli assomigliano, perché egli stesso è una macchina fotografica. La sua eccitazione è silenziosa; non si traduce in effluvi di parole. Berengo ascolta…Ogni lavoro è come il lavoro del fotografo. Richiede esperienza e improvvisazione, partecipazione e distacco. Ogni lavoro è un’arte. Anche quello del fotografo”(Sandro Fusina).

La mostra è accompagnata da un grande libro, pubblicato da Contrasto, che raccoglie 350 fotografie tra le più rappresentative dagli inizi della carriera di Berengo Gardin fino ad oggi, con testi di Sandro Fusina, Goffredo Fofi e Frank Horvat. Un volume della collezione FotoNote viene ugualmente pubblicato per l’occasione.