Philippe Séclier

Philippe Séclier

   

  Viaggio negli Usa                                    Reportage dall’Italia
“un marxista a New York”                      “La lunga strada di sabbia”
Fotografie di Duilio Pallottelli                         Fotografie di Philippe Séclier

 

Giovedì 6 ottobre, alle ore 18,30 si inaugura a FORMA, nello spazio laboratorio Pier Paolo Pasolini. Una certa idea del mondo.

Si tratta di una piccola mostra che vuole ricordare, a trenta anni dalla morte, il grande intellettuale italiano, la sua folgorante presenza e l’osservazione sempre nuova e sincera sul mondo. Due diversi reportage, e due diverse testimonianze fotografiche, si confrontano e si completano: uno sguardo sull’Italia e uno sugli Stati Uniti.

Nel 1959 Psolini si trova a percorrere l’Italia delle prime vacanze borghesi, delle spiagge che cominciano ad affollarsi, della spensieratezza di massa, e realizza così, per la rivista Successo, il bellissimo reportage “La lunga strada di sabbia”. A quarant’anni di distanza, il fotografo Philippe Séclier ha ripercorso lo stesso itinerario cercando le tracce, la testimonianza, gli indizi così carichi di significato di quel viaggio. Nel 1966, negli USA, Pasolini scopre un paese forte, duro che lo affascina e lo conquista con la sua immediatezza: ”io sono un marxista indipendente, non ho mai chiesto l’iscrizione al partito, e dell’America sono innamorato fin da ragazzo. Perché, non lo so bene” – così, sulle pagine dell’Europeo, racconta la sua esperienza a New York.

Duilio Pallottelli

Duilio Pallottelli

Il fotografo Duilio Pallottelli – colonna dell’Europeo – è accanto a lui e scatta i ritratti dell’artista in giro per la città, a Times Square o in un ristorante, e ne registra lo sguardo stupito e ammirato del viaggiatore curioso. Pallottelli ferma anche, in una serie di rari e preziosi provini, l’incontro tra Pasolini e il grande fotografo Richard Avedon. Insieme guardano i libri di fotografia, parlano e Avedon allestisce per lui uno studio di posa pronto per un ritratto.

Una mostra di scrittura e immagini. Gli appunti di viaggio, la malinconia per l’Italia che cambia, l’entusiasmo per il mondo nuovo. E poi i ritratti di Pasolini a New York, anonimo passante o in studio con Avedon, e infine, nelle foto di Séclier le traccia del suo passaggio; il vuoto che ha lasciato, nei luoghi dove è stato e nelle nostre coscienze.