Fly or die, 2006

Fly or die, 2006

Martedì 3 marzo 2009, alle 18.30, si inaugura a Forma, Centro Internazionale di Fotografia la mostra di Martial Cherrier MARTIAL.

Se è vero che l’arte non è altro che il prodotto di continue metamorfosi e trasformazioni, allora Martial Cherrier è un artista nel senso pieno del termine.

E non perché usi la tela, i colori, oppure il marmo. Ma perché usa il suo corpo che, nel tempo, ha trasformato secondo le dure e ferree regole dell’arte dei body builder. Lavoro sui muscoli, certamente, ma anche assunzione di sostanze anabolizzanti, di cibi propedeutici: questi sono gli strumenti di un gioco incessante in grado di cambiare le membra, i muscoli, la pelle e far diventare il corpo una scultura vivente. Bella e terribile, affascinante e fragile come un’ala di farfalla.

Ex campione di body building, negli anni Martial ha scrutato e indagato se stesso. L’edificazione del corpo del body builder presuppone l’assunzione massiccia di sostanze da ingerire o da iniettare. Alimenti speciali e tanta acqua ma anche ormoni, steroidi anabolizzanti e calmanti: sostanze che diventano parti inseparabili di questa costruzione corporale.

E come, di tutti gli esseri viventi, la farfalla è quella in grado di compiere nella sua esistenza una metamorfosi completa e sorprendente, così Martial è diventato un essere perfetto e innaturale.

Fly or die, 2006

Fly or die, 2006

Con sguardo da entomologo, l’autore ha osservato i propri cambiamenti e raccontato, con sintesi artistica originale e possente, le fasi di questa metamorfosi, l’euforia della perfezione, il dramma sotteso e perenne di ritrovarsi diverso. L’identità umana si specchia nella metafora, estrema ma terribilmente concreta, del corpo in trasformazione di Martial.

La mostra è presentata in collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi. Il libro Martial è pubblicato da Contrasto.