Cesvi, martedì 9 marzo dalle 17.00 alle 19.00, presenta a Forma. Centro Internazionale di Fotografia, il progetto e la mostra “FEMMES, Il Marocco che cambia nelle storie delle donne di Larache”.
Un mosaico di contesti umani differenti: dalla medina alla bidonville, dalla giovane sarta alla parrucchiera imprenditrice, dall’insegnante di taekwondo alla receptionist.

Attraverso le storie e i volti di 9 donne, con foto di Marta Sarlo (Contrasto) e video-interviste di Fatima Bianchi, la mostra vuole rappresentare il cambiamento di un paese a due vie, proteso tra tradizionalismo e modernità, attraverso una lettura tutta al femminile.

Naja Ennaji, 39 anni, immigrata con la famiglia dal Rif al quartiere povero di Wafa a Larache, era analfabeta e grazie al corso di alfabetizzazione e di sartoria con accesso al microcredito, nell’ambito del progetto Cesvi in Marocco, ha avviato una sartoria in proprio. A tre mesi dall’apertura gli affari vanno bene, Naja sorride soddisfatta e con lei suo marito, molto tradizionalista, all’inizio restio a farla lavorare. Altre sue amiche hanno seguito il suo esempio e due dei suoi figli hanno frequentato i corsi di sartoria e cameriere, con una prospettiva diversa per tutta la famiglia. Naja mostra orgogliosa i suoi abiti confezionati per ogni occasione con modelli presi da magazine patinati con le ultime tendenze protese tra tradizione e modernità.

Fatine Ouazzani, 26 anni, ha sempre lavorato per mantenersi gli studi perché la famiglia è in difficoltà economiche. Dopo gli studi in lingue e dopo il corso da cameriera e una contemporanea esperienza come receptionist, viene assunta presso l’hotel Ramda Al Mohades a Tangeri. Un lavoro che le consente di interagire con clienti di nazionalità diverse, che accoglie parlando perfettamente francese, inglese, spagnolo. Fatine ha realizzato il suo sogno e può anche aiutare economicamente la sua famiglia. Avrebbe potuto lavorare all’estero ma grazie a questa opportunità preferisce lavorare nel suo paese.

Due contesti completamente differenti, da un quartiere povero di Larache ad un hotel a 4 stelle a Tangeri ma dietro la stessa determinazione: ciascuna donna ha fatto il suo passo verso il futuro.
Entrambe rappresentano il futuro volto del Marocco, letto attraverso gli occhi delle donne, che dopo la riforma del codice della famiglia nel 2004, vogliono un ruolo attivo nella famiglia e nella società e, come in tanti paesi del sud del mondo, rappresentano un motore di sviluppo economico e di cambiamento sociale.

La mostra, realizzata da Cesvi con il sostegno di Regione Lombardia, sarà aperta al pubblico con ingresso libero presso Forma Centro Internazionale di Fotografia (Piazza Tito Lucrezio Caro 1, sala Capriate, I piano) dal 9 al 21 marzo (Tutti i giorni dalle 10 alle 20, Giovedì e Venerdì fino alle 22. Chiuso il Lunedì).

Il 9 marzo dalle 17.00 alle 19.00 si terrà un incontro-dibattito aperto al pubblico con la partecipazione di Lella Costa, testimonial e voce delle più importanti campagne Cesvi e una delle donne protagoniste della mostra, che racconterà la sua testimonianza. A seguire, inaugurazione della mostra.

Le protagoniste della mostra sono alcune beneficiarie del progetto di sviluppo sociale ed economico realizzato da Cesvi, in collaborazione con l’associazione marocchina Ecodel, a Larache in Marocco.
Grazie al progetto è stato creato il centro di formazione professionale Wafa all’interno dell’omonimo quartiere che organizza corsi di alfabetizzazione e formazione professionale per gli abitanti delle bidonville, spesso donne analfabete e giovani disoccupati. Oltre 300 persone partecipano ogni anno a corsi di informatica, cucina, pasticceria, sartoria, cameriere e parrucchiere con successivo stage e accesso a fondi di micro-credito per l’avvio di attività commerciali.