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Una esposizione universale porta con sé grandi flussi di persone, grandi attività e cambiamenti nella città che la ospita, grandi problematiche da affrontare e, a volte, grandi
vantaggi.
Quali sono dunque le relazioni che si stabiliscono tra la città di Milano ed Expo2015 mentre questa è in corso?
Quali azioni-reazioni si producono nel corpo vivo della città in conseguenza di questa presenza, così ingombrante pur se delocalizzata nelle frange più esterne (estreme?) della metropoli?
La fotografia e il video, così come altre forme espressive che li utilizzano, possono essere acuti nell’indagare e nel rivelare; in tale chiave, sono stati utilizzati da oltre 40 studenti italiani e internazionali del Master in Photography and Visual Design e del Biennio in Design della Comunicazione di NABA come strumenti chiave che aprano ad una conoscenza più attenta e specifica. Si sono così affrontate tematiche molto ampie e diverse tra loro, fra cui la circolazione dei visitatori e quella della comunicazione prodotta dagli stessi nei social network, l’influsso di Expo sulle attività commerciali della città, l’invadente e ossessiva presenza del marchio Expo, i percorsi che portano e collegano Expo al centro storico, gli aspetti legati al tema della sicurezza e quelli che rimandano ai meccanismi occupazionali dell’esposizione, i flussi di merci e di cibo, il futuro e il presente dell’area dove si svolge Expo, e molto altro ancora. Attraverso l’approfondimento di specifici casi studio e sfruttando l’inesauribile potere delle immagini, questa mostra si propone come osservatorio su tutto ciò che, in città, rimane al di fuori del sito di Expo, intrecciando una serie di sguardi che dall’esterno puntano al cuore della nostra organizzazione sociale.