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L'archivio mostre

Little big press
Fashion
Centoquaranta anni di amore per la terra
Never forget Aleppo di Paola Gennari Santori
The wrong side di Jérôme Sessini
A liquid vision di Giuseppe Mastromatteo
Nino Migliori
La materia dei sogni: installazioni, sperimentazioni, fotografie.

Quando il vento incontra l'acqua
Infanzia in pericolo
Le luci di New York di Saul Leiter
Zingari di Josef Koudelka
365D
Lashkars di Massimo Berruti
Magnum. La scelta della foto
La sofferenza della Luce di Alex Webb
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Dieci rupie fotografie di Andrea Micheli
La scelta della felicità. Fotografie di Jacques Henri Lartigue
Polaroids, fotografie di Julian Schnabel
La scienza in posa
Milano, un minuto prima
Rimini di Marco Pesaresi
Fabio Lovino. Una festa mobile, ritratti di cinema, attori, amici
Women changing India


In the shadow of things di Leonie Hampton
l'occhio del cronista
Dies Irae di Paolo Pellegrin
Aquapark di Stefano Cerio
Mick Jagger. The photobook
Marco Anelli. Nel tuo sguardo
Robert Doisneau, Dal mestiere all'opera e
Palm Springs 1960

Nature Sensibili
Fotografie di Lorenzo Cicconi Massi, Maurizio Galimberti e Irene Kung.

Liu Bolin, Hiding in Italy
PREMIO PICTET
Vite private di Erwin Olaf
Sulla scena di Phil Stern
La fotografia in Italia. 1945-1975
Starved for Attention: il cibo non basta
Flamboya. Fotografie di Viviane Sassen
Oltre il reale. Fotografie di Irene Kung
Premio Canon Giovani Fotografi 2010
Tokyo Untitled
PASSAGGI, FIGURE E PAESAGGI
TI MOUN YO, Children of Haiti.
Le forme dell’invisibile
Volti dallo Zimbawe
Dentro ogni casa
“cittàltra”
CliCiak – Fotografia e Cinema
Fotografie dal mondo

Premio Canon Giovani Fotografi
La musica del caso.
Omaggio a Willy Ronis

Colleziona 2010
La scena e il sogno delle fotografie

Il Coniglio Bianco
Albert Watson

Luoghi dell'Infinito
Massimo Siragusa

L'EMOZIONE DI UN VIAGGIO
Testimoni/Testigos
Rifugiati
Tokyo in eclisse
Nippon Kōbō
TERRITORIO ITALIANO
ROBERT CAPA
Questa è la guerra! Robert Capa al lavoro
GERDA TARO Una retrospettiva

Martial
Mario Giacomelli
Una fantastica ossessione
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Responsability
La scelta della fotografia
POLAROID VENEZIA
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Josef Koudelka. Invasione, Praga '68
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Richard Avedon - Fotografie 1946-2004
Andrew Zuckerman - CREATURE
MILANO: RITRATTO IN MOVIMENTO
FOTOGRAFICA07
Lorenzo Cicconi Massi - VIAGGIO INTORNO A CASA
Jessica Dimmock - IL NONO PIANO
Mimmo Jodice - PERDERSI A GUARDARE
DARFUR/DARFUR
David Goldblatt - FOTOGRAFIE
Ferdinando Cioffi - UN FOTOGRAFO LUMINISTA
RACCONTARE IL VIAGGIO. FOTOGRAFIE E RICORDI DELLA PECHINO-PARIGI (1907)
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BUCHI. MAGIA DEGLI SPAZI VUOTI
FACCIA A FACCIA
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ITALIA, UN'EMOZIONE VERDE
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CARTOLINE DALL'ITALIA
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LIFE. I GRANDI FOTOGRAFI
MiArt 2006
Piergiorgio Branzi - INCANTI E ALTRI RITRATTI
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STORIE DA MISS
GIANNI BERENGO GARDIN



Membri della Brigata dei Martiri di al-Aqsa a Gaza. Palestina, 2004

La carriera di Paolo Pellegrin è costellata da innumerevoli premi e riconoscimenti internazionali, segno di quanto la forza e l’intelligenza dei suoi lavori si impongano, nel corso del tempo, come parti di un’opera universale e coerente.
Pellegrin incarna una nuova generazione di fotogiornalisti: cosciente dei nuovi mezzi di produzione e di diffusione delle immagini di attualità, impegnato a rinnovare la visione degli avvenimenti che documenta, attento sempre a mantenere un atteggiamento etico, nella forma e nei modi del proprio lavoro.
Paolo Pellegrin usa spesso una metafora: la fotografia per lui è come una lingua da imparare. Una lingua lontana, magari di un ceppo sconosciuto, a cui ci si avvicina, affascinati dal suo mistero. Poco a poco, il mistero svela i contorni e si lascia cogliere e permette a chi l’adopera, al fotografo, di usarla per raccontare storie.
E di storie Paolo Pellegrin ne ha narrate parecchie.
Di quelle a volte dure, tragiche perfino, come la guerra, la prigionia, il dolore, i disastri ambientali. Ogni volta, per ogni storia, Pellegrin ha cercato di comprendere, di non giudicare ma di seguire con lo sguardo quel che accadeva e di interpretarlo con tutta la sua esperienza di giornalista e la sua sensibilità di essere umano.

Questa mostra, la prima grande retrospettiva dedicata al suo lavoro, raccoglie in oltre 200 immagini molte di queste storie e di questi reportage realizzati seguendo la strada quella del fotogiornalismo puro, che non ha paura di guardare negli occhi il mondo e, soprattutto, di raccontarlo.

“Il mio ruolo – la mia responsabilità – è di creare un archivio della nostra memoria collettiva”, dichiara Pellegrin.
Nessuno come lui ha saputo rinnovare gli insegnamenti e i principi della tradizione del fotogiornalismo in una nuova chiave, con un linguaggio nuovo; quello del ventunesimo secolo.

Paolo Pellegrin nasce a Roma nel 1964. Comincia a fotografare negli anni ‘80. Nel 1999 entra a Magnum Photos (membro nel 2005). Segue l’attualità internazionale e pubblica sulle principali testate del mondo. Nel 1995 il suo reportage sull’AIDS in Uganda vince il primo premio al World Press Photo (categoria “Daily Life”): primo di una serie di riconoscimenti fra cui Kodak Young Photographer Award, Visa D’Or di Perpignan, il WPP 2000, categoria “People in the News” per il lavoro sul Kosovo e il prestigioso Hasselblad Grant. Nel 2002 ottiene l’Hansel-Meith Award e il primo premio al WPP, categoria “People in the News”. Nel 2005 vince il primo premio del WPP, categoria “Ritratti-Stories”. Recentemente ha realizzato il libro As I was dying e ha partecipato alla collettiva di Magnum Ricominciare a vivere. Ha pubblicato: Cambogia con MSF e Kosovo: The Flight of Reason.


 

 

 

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