Prossimamente a Forma Meravigli

ISTANTI DI LUOGHI DI FERDINANDO SCIANNA

Bolivia, 1986

Bolivia, 1986

 

ISTANTI DI LUOGHI

Fotografie di Ferdinando Scianna

Cartella stampa http://bit.ly/IstantiDiLuoghi

 

 

Ho sempre pensato che io faccio fotografie perché il mondo è lì, non che il mondo è lì perché io ne faccia fotografie.

Ferdinando Scianna

 

 

Giovedì 20 aprile alle 18.30 inaugura, presso le sale di Forma Meravigli, la mostra Istanti di luoghi di Ferdinando Scianna a cura di Alessandra Mauro.

 

Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

 

 

Per la prima volta dopo anni a Milano una nuova grande mostra dedicata alle fotografie di Ferdinando Scianna.

In esposizione a Forma Meravigli una selezione di oltre 50 fotografie in bianco e nero dedicate al paesaggio con un racconto per immagini che abbraccia tutto il mondo: dalla sua Sicilia alla Costa D’Avorio, dalla Val Padana al Sudamerica dal cuore dell’Europa alla Russia.

Istanti di luoghi è come un album di famiglia raccolto da Ferdinando Scianna che per mezzo secolo ha usato l’obiettivo per guardare, incontrare e tentare di raccontare il mondo.

È impossibile racchiudere in un’unica definizione il percorso di Ferdinando Scianna, primo fotografo italiano membro della prestigiosa agenzia Magnum, non è tuttavia un fotogiornalista puro, né può essere considerato un ritrattista, un fotografo di moda o tantomeno un paesaggista.

Istanti di luoghi, mostra ma anche libro, è frutto di uno sguardo all’interno dell’immensa produzione fotografica di Ferdinando Scianna, dove le fotografie di paesaggio sono una presenza costante fin dai primi anni della sua carriera.

 

Sono i luoghi che ha incontrato durante la sua vita i protagonisti del suo lavoro, luoghi incontrati, non cercati, non monumenti o attrazioni turistiche, ma spazi dove il fotografo ha potuto riconoscersi siano essi vedute desertiche, la vista intima sul mare da una finestra aperta o lo scorcio di una metropoli.

 

La mostra di Forma Meravigli è arricchita da una sala dedicata ai libri di Ferdinando Scianna: Ritratto di un autore in 16 libri pubblicati (e alcuni mai realizzati).

Lo stesso autore ha affermato che il fare libri è da sempre l’obiettivo del suo fotografare, il pubblico avrà quindi la possibilità di scoprire la storia di alcuni dei titoli che hanno fatto la storia della fotografia italiana assieme all’occasione di poter vedere le maquette di alcuni mai pubblicati.

 

La mostra è accompagnata dal libro “Istanti di luoghi” edito da Contrasto.

Ferdinando Scianna nasce a Bagheria in Sicilia, nel 1943. Comincia a fotografare negli anni ’60, mentre frequenta la facoltà di Lettere e Filosofia all’ Università di Palermo. In questo periodo fotografa, in modo sistematico, la sua terra, la sua gente, le sue feste. Nel 1965 esce il volume Feste Religiose in Sicilia, con un saggio di Leonardo Sciascia: ha così inizio una lunga collaborazione e amicizia tra Scianna e lo scrittore siciliano. Pochi anni più tardi, nel 1967, si trasferisce a Milano, lavora per L’Europeo, e poi come corrispondente da Parigi, citta in cui vivrà per dieci anni. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri, sempre con un’introduzione di Sciascia. A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine Litteraire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, Ie cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù. Il grande fotografo lo introdurrà nel 1982, come primo italiano, nella prestigiosa agenzia Magnum. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda riscuotendo un successo internazionale. È autore di numerosi libri fotografici e svolge da anni un’attività critica e giornalistica; ha pubblicato moltissimi articoli su temi relativi alla fotografia e alla comunicazione per immagini in generale. Gli ultimi libri pubblicati con Contrasto sono Ti mangio con gli occhi (2013), Visti&Scritti (2014), Obiettivo ambiguo (2015) e In gioco (2016).

 

Istanti di luoghi

Fino al 30 luglio 2017

Tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00

Giovedì dalle 12.00 alle 23.00

Lunedì e martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

#IstantiDiLuoghi

 

Forma Meravigli

Via Meravigli 5

20123 Milano

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Ufficio Stampa Forma

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Harraga

Fotografie di Giulio Piscitelli

Giovedì 23 febbraio alle 18.30 inaugura, presso le sale di Forma Meravigli, la mostra Harraga. Fotografie di Giulio Piscitelli a cura di Giulia Tornari.

Con questo lavoro Giulio Piscitelli ha vinto la 13esima edizione del Premio Amilcare G.Ponchielli, istituito dal GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale).

Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Harraga è il termine con cui, in dialetto marocchino e algerino, si definisce il migrante che viaggia senza documenti, che “brucia le frontiere”.

Le fotografie in mostra a Forma Meravigli sono frutto di un lungo progetto, iniziato nel 2010, che si articola in tre momenti fondamentali che corrispondono alle diverse fasi del reportage: dalle rotte africane verso l’Europa, passando per l’Italia e la Francia, fino ad arrivare alla rotta balcanica.

Giulio Piscitelli ha vissuto e sperimentato in prima persone il viaggio dei migranti che tentano di raggiungere il suolo europeo, ha condiviso con loro lo sfinimento fisico e mentale. È salito lui stesso su uno di quei barconi, ormai tragicamente famosi, che portano i migranti dalla Tunisia alle coste italiane.

In mostra un racconto per fotografie crudo ed empatico che va dalla documentazione delle enclave spagnole di Melilla, ai viaggi verso Lampedusa e la tragica realtà di sfruttamento di Castel Volturno e Rosarno, dall’attraversamento del deserto dei profughi del Corno d’Africa, ai siriani, iracheni e afghani che approdano sulle isole greche nella speranza di raggiungere l’Europa.

Grazie alla vittoria del Premio Ponchielli, Giulio Piscitelli ha potuto completare il suo lavoro in Iraq fotografando, nel dicembre 2016, la guerra per la liberazione dall’Isis della città di Mosul; nelle sale di Forma Meravigli il pubblico potrà vedere per la prima volta una selezione di questi scatti inediti.

La mostra è accompagnata dal libro “Harraga. In viaggio bruciando le frontiere” edito da Contrasto.

Giulio Piscitelli (Napoli, 1981), dopo la laurea in Scienze della Comunicazione, si avvicina alla fotografia iniziando a collaborare con agenzie di news italiane e straniere. Dal 2010 lavora come freelance, realizzando reportage sull’attualità internazionale. I suoi lavori sono stati esposti al Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia, all’Angkor Photo Festival, al Visa pour l’Image, presso la War Photo Limited Gallery e la Hannemberg Gallery. A partire dal 2010 si è concentrato sulla crisi migratoria in Europa, producendo il lavoro da cui è tratto Harraga; contemporaneamente ha esteso il suo interesse fotogiornalistico alle crisi internazionali, documentando il colpo di stato in Egitto, la guerra in Siria, Iraq e Ucraina. I suoi lavori sono apparsi su quotidiani e riviste in Italia e all’estero, tra cui: Internazionale, New York Times, Espresso, Stern, Io donna, Newsweek, Vanity Fair, Time, La Stampa, Vrji. Attualmente Giulio Piscitelli vive a Napoli e il suo lavoro è rappresentato dall’agenzia Contrasto dal 2013.

 

Harraga

Fino al 26 marzo 2017

Tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00

Giovedì dalle 12.00 alle 23.00

Lunedì e martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

#Harraga

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LE MOTIVAZIONI DEL PREMIO PONCHIELLI 2016

 

Luca Dini direttore di Vanity Fair e Presidente della giuria della 13° edizione del Premio Ponchielli ha mandato al GRIN le motivazioni dei quattro premiati di quest’anno (un vincitore e tre menzionati ex aequo) insieme al suo discorso pronunciato nella serata della proclamazione dei risultati del Premio, ospitata a Forma Meravigli. E vogliamo condividerlo con tutti perché è una riflessione profonda e attuale sul valore del lavoro dei fotografi e dei photo editor.

 

“Quando sono diventato direttore, ormai dieci anni fa, una cosa sentivo dire: di quello che succede all’estero agli italiani non frega più niente.

Sono felice di poter dire che tutti i quattro premiati di questa sera vincono per un lavoro realizzato all’estero.

Sono felice di poter dire che tutti i quattro premiati di questa sera hanno lavorato e lavorano per Vanity Fair.

Sono felice di poter dire che ho guardato le foto senza sapere di chi erano, e ho scelto fotografi che hanno lavorato e lavorano per Vanity Fair. E comunque devo aggiungere che anche molti degli altri in concorso, la maggior parte direi, ha lavorato e lavora per Vanity Fair. Perché a Vanity Fair siamo orgogliosi di essere uno dei pochi giornali che ancora fa lavorare i fotoreporter.

Non ho avuto la fortuna di conoscere, se non incrociandolo nei corridoi di Rcs, Gianni Amilcare Ponchielli. Però vi sono grato per avermi voluto qui, stasera. Perché ho sempre considerato fondamentale il lavoro del photo editor. E colgo l’occasione per ringraziare la sorte di avermi messo in rotta di collisione con il photo editor migliore che c’è, Marco Finazzi.

L’esistenza dei quotidiani è messa in discussione da un’informazione digitale che rende sempre meno rilevante la capacità di dare una notizia la mattina.

Quello che salverà noi periodici è anche e proprio la fotografia, la capacità – che il digitale non ha ancora saputo eguagliare – di farti fermare, emozionare, identificare.

Identificare è la mia parola d’ordine. Detesto la stanca abitudine dei magazine italiani di comprare un bel reportage e scriverci sopra un testo a tavolino, che poco o niente ha a che vedere con quello che le immagini mostrano. Perché la fotografia salverà noi periodici. Ma ci salverà solo se avremo il coraggio di continuare a mandare in giro per il mondo giornalisti che scattano insieme a giornalisti che scrivono. Solo se avremo la voglia di far vedere il volto delle persone di cui raccontiamo le storie, e raccontare le storie delle persone di cui mostriamo il volto. Perché è vero che agli italiani, in astratto, non frega nulla di quello che succede all’estero, e anche in Italia. Ma gliene frega se scatta il meccanismo di identificazione. Se iniziano a pensare che quella persona potrebbe essere mia madre, mio figlio, mia sorella, mio cugino. Potrei essere io.

Giulio Piscitelli – che molto coerentemente stasera non è qui, perché non è questo il suo posto – ha scattato per noi uno dei lavori di cui sono più fiero. Un viaggio a ritroso sulla pista dei migranti. Da Lampedusa alla Libia al Sahara al Sudan all’Eritrea. Imma Vitelli ha raccontato storie pazzesche. Ma guardare negli occhi un profugo che pensava di essere condannato a morire nel Sahara, e che sta bevendo il primo sorso d’acqua da giorni, ha una forza che difficilmente a parole si può rendere.

Giulio Di Sturco – in assoluto quello che più ha lavorato per noi – è i nostri occhi sull’Asia. Ci ha aiutato a raccontare storie pazzesche. Molto spesso in coppia proprio con Imma Vitelli, ci ha portato a Milano il Tibet e il Bangladesh, la Birmania e la Thailandia e l’India e tanto altro ancora.

Gabriele Micalizzi ha fotografato per noi i senzatetto di Milano. E ha mostrato la stessa capacità di essere in presa diretta scattando in Libia foto sconvolgenti che ci mostrano come la guerra non avvenga negli hotel dove dormono i corrispondenti e gli inviati. Non a caso Andy Rocchelli era suo amico e socio.

E Simona Ghizzoni – di cui ricordo su Vanity Fair uno splendido reportage sulle donne maltrattate in Italia – è la dimostrazione vivente di come uno sguardo femminile sappia colorare di empatia e sensibilità diversa anche un mondo difficilissimo da raccontare, quello delle mutilazioni genitali.

Ringrazio il Gruppo Redattori Iconografici Nazionale per avermi voluto qui. Ringrazio tutti quelli che hanno collaborato e collaborano per rendere possibile il premio Amilcare Ponchielli.

Ne approfitto per ricordare Andy Rocchelli, e quelli che si sono sacrificati per portarci un pezzettino di mondo. Sono soprattutto loro che rendono degno il nostro lavoro”.

 

Milano, 26 ottobre 2016

 

 

 

 

logo_Grin

Il G.R.I.N., Gruppo Redattori Iconografici Nazionale, è nato nell’ottobre del 2002: una trentina di giornalisti e un numero ancor più consistente di operatori che si occupano di immagine nelle redazioni di giornali o di agenzie fotografiche si sono riuniti e si sono dati uno statuto allo scopo di essere riconosciuti come gruppo di specializzazione all’interno della Federazione Nazionale della Stampa Italiana. Obiettivi: essere un punto di riferimento per quanti si occupano di fotografia all’interno delle redazioni di giornali e periodici, creare occasioni costanti di aggiornamento culturale e professionale, arrivare a garantire la tutela sindacale per le figure dei redattori e dei ricercatori iconografici.

Fra le sue attività ha istituito il Premio Amilcare G. Ponchielli, dedicato al ricordo di uno dei primi photo editor italiani, che vuole essere un contributo per la realizzazione del miglior progetto di fotogiornalismo dell’anno. Il premio ha potuto essere attribuito grazie al sostegno fattivo di Epson, Pirelli, UniCredit, Seat PG, Fnac Italia,Galleria Bel Vedere e Faggiolati Pumps.

Nel 2016 il premio, giunto alla sua tredicesima edizione, continua a contribuire, nel corso del tempo, a sostenere e valorizzare il lavoro della giovane fotografia italiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

invito 23 marzo Piscitelli - Forma Meravigli2

CONVERSAZIONI SULLA FOTOGRAFIA CON SILVIA CAMPORESI

A LEZIONE CON TRE PROTAGONISTI DELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

DAL 26 APRILE AL 31 MAGGIO 2017

LA FOTOGRAFA SILVIA CAMPORESI DIALOGA CON OLIVO BARBIERI, VALERIO BISPURI, MASSIMO VITALI

Fondazione Forma per la Fotografia porta a Milano per la prima volta il format “Conversazioni sulla Fotografia” di Silvia Camporesi, dopo il grande successo di pubblico delle edizioni di Forlì e  Bologna. Tre appuntamenti imperdibili dedicati a tutti coloro che desiderano approfondire le diverse declinazioni della fotografia contemporanea, attraverso la voce e l’esperienza diretta di alcuni dei suoi protagonisti, in un’inedita formula di conversazione tra due fotografi.

Silvia Camporesi dialogherà con tre importanti autori – Olivo Barbieri, Massimo Vitali, Valerio Bispuri – che racconteranno il loro percorso fotografico e la metodologia che sta alla base della loro produzione artistica.

In un incontro finale, Silvia Camporesi si dedicherà alla visione e all’analisi critica dei progetti proposti dai partecipanti. Il corso si concluderà con un’esposizione a Forma Meravigli delle immagini selezionate.

 

MERCOLEDÌ 26 APRILE, ORE 18 – 20

OLIVO BARBIERI

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Appartenente alla generazione più giovane di fotografi che all’inizio degli anni ottanta si riunisce intorno alla figura di Luigi Ghirri partecipando a molti progetti da lui promossi, fra cui Viaggio in Italia, Olivo Barbieri (Carpi, 1954) è uno dei più importanti fotografi italiani. Il suo percorso di fotografo inizia alla fine degli anni ’70: dai primi Flippers ritrovati in una fabbrica abbandonata che giocano con le decadenti icone del moderno, passando per le stranianti immagini notturne dei contesti urbani cui si contrappongono le visioni di volti e paesaggi dei dipinti conservati nei musei; dall’esplorazione delle città italiane e delle periferie degli anni ’80, ai ripetuti viaggi in Cina e in Estremo Oriente, fino alle visioni dall’alto degli anni ’90.

www.olivobarbieri.it

MERCOLEDÌ 10 MAGGIO, ORE 18 – 20

VALERIO BISPURI

per sito bispuri

Valerio Bispuri (Roma, 1971) è uno dei più noti fotoreporter italiani. Professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere. Ha realizzato reportage in Africa, Asia e Medio Oriente, ma è in America Latina che ha soprattutto vissuto e lavorato.Per dieci anni si è occupato di Encerrados, un progetto fotografico che mostra le condizioni di vita dei “rinchiusi” nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano. Encerrados è diventato un libro edito da Contrasto. Nel 2015 Valerio ha terminato un altro lavoro durato tredici anni con cui denuncia la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo, il Paco. Questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale. www.valeriobispuri.it

MERCOLEDÌ 24 MAGGIO, ORE 18 – 20

MASSIMO VITALI

vitali per sito

Massimo Vitali (Como, 1944) inizia il suo percorso studiando Fotografia a Londra, al London College of Printing. All’inizio degli anni ‘60 inizia a lavorare come fotogiornalista e incontra Simon Guttmann, il fondatore dell’agenzia Report, figura determinante per la sua crescita come “fotografo impegnato”. Ai primi anni ’80, la sfiducia nella capacità assoluta della fotografia di riprodurre le complessità della realtà determina un cambiamento nella sua carriera e Vitali inizia a dedicarsi alla “fotografia come mezzo di ricerca artistica”. La sua famosa sulle spiagge italiane esprime un nuovo approccio nel ritrarre la realtà, spiegando l’apoteosi della massa attraverso la forma più intrigante e tangibile dell’arte contemporanea, la fotografia. Vive e lavora tra Lucca e Berlino. www.massimovitali.com

 

MERCOLEDì 31 MAGGIO

SILVIA CAMPORESI

camporesi per sito

Giornata conclusiva in cui Silvia Camporesi si dedicherà alla visione e all’analisi critica dei progetti proposti dai partecipanti. Il corso si concluderà con un’esposizione a Forma Meravigli delle immagini selezionate.

Laureata in filosofia, vive e lavora a Forlì. Attraverso i linguaggi della fotografia e del video costruisce racconti che traggono spunto dal mito, dalla letteratura, dalle religioni e dalla vita reale. Negli ultimi anni la sua ricerca è dedicata al  paesaggio italiano. Da diversi anni affianca l’attività artistica all’insegnamento. www.silviacamporesi.it

:::REQUISITI e COSTI:::

 “Conversazioni sulla fotografia” è un ciclo di incontri a posti limitati a cui è possibile partecipare sottoscrivendo un’iscrizione complessiva di 120 euro. Il corso è aperto a tutti.

IL NUMERO DEI POSTI È LIMITATO.

SI PREGA DI PRESENTARE CON ANTICIPO LA DOMANDA DI ISCRIZIONE.

Per partecipare è necessario effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale: EROGAZIONE LIBERALE (indicare il workshop).

La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Modalità di pagamento:

– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia,

– carta di credito o bancomat presso Forma Meravigli,

– bonifico bancario presso:

Intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA

Banca Prossima

IBAN: IT02B0335901600100000119318

BIC/SWIFT: BCITITMX

CONDIZIONI: Qualora, una volta effettuata l’iscrizione, si fosse impossibilitati a partecipare è possibile ottenere il rimborso totale di quanto già versato presentando disdetta entro cinque giorni dall’inizio del primo incontro. Disdette ricevute da cinque giorni all’inizio del ciclo di incontri in poi riceveranno il rimborso totale meno una trattenuta di euro 50 per spese di segreteria. Nessun rimborso sarà dovuto per disdette pervenute a ciclo iniziato.

PER INFORMAZIONE SCRIVETECI A:  scuola@formafoto.it, Tel 02 5811 8067

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DIRECTOR’S CUT

Ripensare il canone cinematografico

15 lezioni – proiezioni dedicate ai nuovi maestri del cinema contemporaneo

Dal 21 aprile al 13 novembre 2017

un progetto di filmidee

in collaborazione con

Fondazione FORMA per la Fotografia

 

Quali registi stanno lasciando il segno nella contemporaneità cinematografica rivoluzionata dal digitale? Chi sono i nuovi maestri della settima arte?

Immaginando il configurarsi di un nuovo canone cinematografico ormai lontano dalla classicità, abbiamo ristretto il campo a quei registi  osannati dalla critica o prediletti dal pubblico dei cinefili, capaci di rispecchiare le tendenze odierne.

A Forma Meravigli, da aprile a novembre, si terranno le prime 15 lezioni-proiezioni in cui sarà possibile vedere e analizzare il lavoro dei nuovi maestri del cinema contemporaneo. Dai fratelli Coen a David Fincher, da Terrence Malick a Pablo Larrain passando per il maestro del cinema italiano Marco Bellocchio.

Ciascun incontro – a Forma Meravigli, dalle 19 alle 23 – prevede una lezione frontale monografica, volta a enucleare uno specifico tema all’interno dell’opera del regista preso in esame, con l’ausilio di spezzoni e la proiezione finale di una delle sue opere. In qualità di relatori si alterneranno i collaboratori della rivista Filmidee.

Director’s cut prenderà il via il 21 aprile con una lezione dedicata al cinema di Paul Thomas ANDERSON a cura di Roberto Manassero.

 

Sarà possibile accedere ai singoli incontri o scegliere delle formule di abbonamento; per informazioni e prenotazioni scrivere a scuola@formafoto.it

1 incontro / 10 euro

abbonamento 5 incontri / 45 euro

abbonamento 10 incontri / 80 euro (2 incontri omaggio)

abbonamento 15 incontri / 120 euro (3 incontri omaggio)

 

Il programma completo della prima sessione di 15 incontri:

21 APRILE, Roberto Manassero / Paul Thomas ANDERSON
3 MAGGIO_Elisa Cuter / Harmony KORINE
15 MAGGIO_Giampiero Raganelli / Lav DIAZ
31 MAGGIO_Lorenzo Rossi / David FINCHER
12 GIUGNO_Emanuele Sacchi / Richard LINKLATER
19 GIUGNO_Marco Grosoli / Béla TARR
26 GIUGNO_Lorenzo Pedrazzi / Denis VILLENEUVE
3 LUGLIO_Pasquale Cicchetti / Terrence MALICK
18 SETTEMBRE_Alessandro Stellino / Olivier ASSAYAS
25 SETTEMBRE_Tommaso Isabella / Pedro COSTA
2 OTTOBRE_Jacopo Favi /Alain GUIRAUDIE
16 OTTOBRE_Francesca Monti / Pablo LARRAÍN
23 OTTOBRE_Gabriele Gimmelli / Joel & Ethan COEN
6 NOVEMBRE_Daniela Persico / WANG Bing
13 NOVEMBRE_Marco Longo / Marco BELLOCCHIO

 

FORMA MERAVIGLI
Via Meravigli 5, 20123 Milano

FILMIDEE
www.filmidee.it

Per costi e iscrizioni:
info@filmidee.it
scuola@formafoto.it
 – T 0258118067

valerio-1

 

WORKSHOP | SHOOT

con Valerio Bispuri

 

Quando: 12, 13 e 14 maggio 2017

Durata: 3 giorni (venerdì-sabato-domenica)

Dove: Forma Meravigli

Partecipanti: max 10

Costo: 350€

 

:::PRESENTAZIONE:::

 

Tre giorni di full immersion con Valerio Bispuri, pluripremiato fotoreporter italiano. Un weekend a stretto contatto con la vita di Valerio e con il suo lavoro.

Il primo giorno di workshop sarà dedicato a una riflessione teorica sulla scelta della storia e su come affrontare il racconto che si vuole intraprendere, approfondendone l’aspetto emotivo, con l’idea che una grande fotografia non è mai casuale ma sempre frutto di un percorso interno, di una propria immagine interiore.

Il secondo giorno sarà caratterizzato dall’attività sul campo. Immerso in una location urbana il partecipante avrà la possibilità di costruire una storia fotografica con il sostegno di Valerio.

Il terzo giorno verranno infine analizzati i lavori dei partecipanti realizzati in questa occasione, per comprendere quali sono gli aspetti su cui lavorare e migliorare.
:::PROGRAMMA:::

 

GIORNO 1, 3h di lezione

Introduzione del workshop

Cenni sulla costruzione della storia | Preparazione della giornata di scatto. |Come avvicinarsi alla storia. |Come affrontare gli ostacoli temporali e logistici. |Analisi della luce e della composizione dell’immagine. |Postura e movimenti davanti alla scena. |Analisi di alcuni scatti dei partecipanti.

 

GIORNO 2, 8h di lezione

Giornata di full immersion di scatto.

Ogni partecipante dovrà realizzare individualmente una storia fotografica con il sostegno di Valerio che sarà pronto a intervenire in caso di dubbi o difficoltà.

 

GIORNO 3, 8h di lezione

Analisi critica e dettagliata dei lavori.

Si analizzeranno in modo dettagliato i lavori realizzati il giorno precedente.

 

:::REQUISITI:::

 

Il workshop è indirizzato agli appassionati di fotografia di reportage e intende approfondire il concetto di progettazione, realizzazione ed editing.

 

:::ATTREZZATURA NECESSARIA:::

 

  • Fotocamera reflex digitale
  • Batterie e schede di memoria di riserva

Valerio consiglia un’ottica fissa a scelta tra i 24 e i 35 mm e sconsiglia gli zoom.

 

:::BIO:::

Valerio Bispuri (Roma, 1971) è fotoreporter professionista dal 2001 e collabora con numerose riviste italiane e straniere. Ha realizzato reportage in Africa, Asia e Medio Oriente, ma è in America Latina che ha soprattutto vissuto e lavorato.

Per dieci anni si è occupato di Encerrados, un progetto fotografico che mostra le condizioni di vita dei “rinchiusi” nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano. Encerrados è diventato un libro edito da Contrasto. Nel 2015 Valerio ha terminato un altro lavoro durato tredici anni con cui denuncia la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo, il Paco. In programma la pubblicazione di un libro, edito da Contrasto.

Questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale, tra cui il Poy America Latina 2011 (menzione speciale), il Sony World Photography Award 2013 (1° posto, Contemporary Issues),il Days Japan International Photojournalism Award 2013, il Poy 2014 (2° posto, Feature Story Editing – Magazine).

www.valeriobispuri.it

 

IL NUMERO DEI POSTI È LIMITATO. SI PREGA DI PRESENTARE CON ANTICIPO LA DOMANDA DI ISCRIZIONE.

Per partecipare è necessario effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale: EROGAZIONE LIBERALE (indicare il workshop).

La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Modalità di pagamento:

– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia,

– carta di credito o bancomat presso Forma Meravigli,

– bonifico bancario presso:

Intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA

Banca Prossima

IBAN: IT02B0335901600100000119318

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WORKSHOP | LABORATORIO SUL FOTOREPORTAGE

CON MONIKA BULAJ

LA SCRITTURA CREATIVA E NON FICTION DEL REALE

Quando: 18 e 19 marzo 2017

Durata: 2 giorni (sabato e domenica)

Dove: Forma Meravigli

Partecipanti: max 13 persone

Costo: 300 euro

 

:::PRESENTAZIONE:::

 

“Molte persone mi chiedono per chi è il workshop, e se loro abbiano requisiti necessari. Ho deciso sin dall’inizio di aprire i miei corsi a tutti. Quindi vengono allo stesso workshop: un fotogiornalista professionista, una bambina di 9 anni, le persone che hanno acquistato la prima fotocamera 3 mesi fa, gli appassionati che fotografano “da sempre. […] Non conosco nessun metodo se non quello di mettersi ogni giorno in discussione, mettendo al centro della visione l’attenzione pura, quasi infantile, profondamente intuitiva, alla realtà. La fotografia è per me una questione di impegno, di pratica (la téchne dei greci, dunque, “l’arte” ma anche “il saper fare”), di meditazione, di sensibilità e di pazienza. Partiremo dalla base, dai punti cardinali dell’immagine: il Tempo e lo Spazio, in senso filosofico, visivo e tecnico. Parleremo di come ritagliare, inquadrare, selezionare il reale, quindi dello Sguardo, della soggettività”.

Monika Bulaj

 

Il workshop è aperto a tutti gli appassionati di fotografia, professionisti del settore e amatori che desiderano approfondire la propria esperienza visiva e conoscitiva dell’immagine. I partecipanti affronteranno le tematiche legate alla visione del reale, all’inquadratura e quindi allo sguardo e alla sua soggettività, sia da un punto di vista tecnico che filosofico-conoscitivo.

A partire dai lavori dei singoli partecipanti, da quello dei grandi maestri e da quello della stessa Monika Bulaj, il gruppo sarà guidato all’analisi compositiva e narrativa dell’immagine. È un percorso alla ricerca della propria sensibilità e della percezione univoca che contraddistingue ogni individuo, giungendo a capirne i possibili sviluppi in materia.

Il lavoro indagherà l’importanza di vedere la realtà senza trasformarla, senza contaminarla o stravolgerla in alcun modo; da questa tematica si discuterà quindi dell’etica del reportage e delle questioni morali annesse alla post-produzione, approfondendone anche l’evoluzione nella storia dell’immagine, nel linguaggio giornalistico e documentaristico e dei vari cambiamenti in tali ambiti.

Si lavorerà sul montaggio e sulla costruzione di storie grazie ai preziosi esempi tratti dalla narrativa, dalla poesia, dal cinema e dal teatro. In tale contesto si andranno a toccare le tematiche della progettazione dei lavori a lungo termine quali l’editing di libri, mostre, proiezioni, redazionali e preparazione di portfolio.

 

:::PROGRAMMA:::

 

GIORNO 1, ore 10 – 18

Uscita fotografica serale

 

GIORNO 2, ore 10 – 18

Uscita fotografica diurna prima dell’incontro.

 

:::REQUISITI:::

 

Il workshop è aperto a tutti.

Per analizzare i progetti è consigliabile portare i propri lavori: una sola storia di 12 o 20 immagini.

Le stampe possono essere analogiche o in formato digitale ( jpg) in risoluzione 250 pixel, di dimensioni non superiori a 7MB.

 

:::ATTREZZATURA NECESSARIA:::

 

  • Macchina fotografica
  • Computer e programma di editing (consigliato)

 

:::BIO:::

 

Fotografa, reporter e documentarista, Monika Bulaj (Varsavia, 1966), svolge la sua ricerca sui confini delle fedi, minoranze etniche e religiose, popoli nomadi, migranti, intoccabili, diseredati, in Europa ed Asia, in Africa e nei Caraibi.

Ha ricevuto diversi premi per la fotografia e il reportage letterario. Nel 2014 le è stato consegnato il Premio Nazionale “Nonviolenza”, per la prima volta assegnato ad una donna

Ha pubblicato libri di reportage letterario e fotografico, con Alinari, Skira, Frassinelli, Electa, Feltrinelli, Bruno Mondadori.Il suo ultimo libro Nur. La luce nascosta dell’Afghanistan è stato scelto da TIME come uno dei migliori libri fotografici del 2013. In uscita il libro Sacred Crosings in inglese con Contrasto e Nur. Zapiski afgańskie (Appunti afghani) in polacco con National Geographic.

Svolge una costante attività didattica, La scrittura creativa e non fiction del reale/Workshop di fotogiornalismo, e ha prodotto circa 60 mostre fotografiche tra l’Europa, New York e Il Cairo.

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IL NUMERO DEI POSTI È LIMITATO. SI PREGA DI PRESENTARE CON ANTICIPO LA DOMANDA DI ISCRIZIONE.

 

Per partecipare è necessario effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale: EROGAZIONE LIBERALE (indicare il workshop).

La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

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John Berger e Jean Mohr

 Il settimo uomo

Una narrazione di immagini e parole

sull’esperienza dei lavoratori migranti in Europa

 

Dal 23 febbraio al 26 marzo 2017 a Forma Meravigli un piccolo omaggio editoriale dedicato a John Berger con quaranta riproduzioni tratte dal suo libro Il Settimo uomo.

Può succedere che un libro, a differenza dei suoi autori, ringiovanisca con il passare degli anni. Ho idea che sia successo a Il settimo uomo.

Con queste parole John Berger apriva la prefazione alla nuova e riveduta edizione del libro pubblicato negli anni Settanta con il fotografo e amico Jean Mohr. Il settimo uomo non solo raccontava il movimento migratorio in Europa e le conseguenze sociali, economiche e di costume di quegli anni, ma con la sua impaginazione così particolare, curata nei minimi dettagli dagli stessi autori, di fatto rivoluzionò il modo di intendere l’editoria fotografica.

 

Come continua Berger, “Il settimo uomo vuole mostrare come, nel corso degli anni Sessanta del secolo scorso, l’economia delle nazioni ricche d’Europa fosse diventata dipendente dalla manodopera di varie nazioni più povere”.

 

Il mostrare cui si riferisce Berger è fatto di immagini; quelle che, in anni di lavoro, di libri, di film, di trasmissioni televisive, lui ci ha insegnato a guardare, a interrogarci sempre sulla loro realtà e la loro rappresentazione. “A un certo punto, avevamo pensato di girare un film ma (forse per fortuna) non riuscimmo a raccogliere il denaro necessario. Perciò stabilimmo di fare un libro di istanti (registrati attraverso immagini o parole) organizzandoli in capitoli simili a sequenze cinematografiche”.

 

La novità de Il settimo uomo è dunque proprio questa: l’argomento è svolto in una serie di capitoli che, come sequenze, si susseguono in altrettanti frame cinematografici, dove ogni doppia pagina presenta una nuova inquadratura, una nuova combinazione visiva, una possibilità inaspettata di senso nata, appunto, dal dialogo incessante tra la parola e la fotografia.

 

Alla fine, come dice lo stesso Berger, il libro non diventa più un trattato di sociologia “ma piuttosto un piccolo libro di storie, una sequenza di istanti vissuti. Proprio come quelli che si trovano in un album di fotografie di famiglia”.

 

Dunque, questo particolare libro, a metà tra un pamphlet sociologico o economico, un manifesto politico e un album di famiglia, ci mostra separazioni, incontri, riconciliazioni, drammi, matrimoni, ritorni, felicità e disperazioni. Ma senza nessun tipo di semplificazione e nessun intento consolatorio.

Proprio per questo, a tanti anni di distanza, il libro continua a essere un album vivo.

 

“Oggi – conclude Berger – il libro viene ripubblicato e troverà nuovi lettori. Tra loro ci saranno nuovi migranti che all’epoca della sua prima edizione non erano ancora nati. Per loro sarà facile vedere che cosa è cambiato e che cosa non è cambiato. E riconosceranno l’eroismo, il rispetto di sé e la disperazione dei protagonisti, che sarebbero potuti essere i loro genitori. Riconoscerli, li aiuterà a farsi forza nei momenti di panico, e, in altri momenti, accrescerà il loro indomabile coraggio”.

 

 

Il settimo uomo è edito da Contrasto.

 

 

Harraga /Omaggio a John Berger
Fino al 26 marzo 2017

Tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00

Giovedì dalle 12.00 alle 23.00

Lunedì e martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

#Harraga

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LO SGUARDO DI JOHN BERGER

 

Maria Nadotti e Gianluigi Colin ricordano l’autore in occasione dell’uscita di

 

Il settimo uomo

 

2 marzo 2017 ore 18.30

Forma Meravigli

Via Meravigli 5, Milano

 

Giovedì 2 marzo alle 18.30 Forma Meravigli renderà omaggio a John Berger con una serata dedicata al suo libro Il settimo uomo, appena pubblicato da Contrasto, e alla sua lunga attività di narratore nel corso della quale si è occupato a lungo di fotografia, riflettendo molto sulle tematiche legate alla visione. Lo sguardo di John Berger: a pochi mesi dalla scomparsa del grande autore, Maria Nadotti, che ha curato e tradotto il libro, e il giornalista Gianluigi Colin, discuteranno della grande eredità intellettuale che Berger ci ha lasciato concentrandosi soprattutto sui temi legati alla immigrazione e su quelli legati al “vedere”. Nel corso della serata saranno proiettati dei contributi video.

 

L’evento sarà presentato nella sala di Forma Meravigli che omaggia l’autore – dal 23 febbraio al 26 marzo 2017 – esponendo gli interni del volume Il settimo uomo (Contrasto, 2017), libro in cui i testi dell’autore dialogano con le fotografie in bianco e nero di Jean Mohr. Pubblicato per la prima volta quaranta anni fa, Il settimo uomo non solo raccontava il movimento migratorio in Europa e le conseguenze sociali, economiche e di costume di quegli anni, ma con la sua impaginazione così particolare, curata nei minimi dettagli dagli stessi autori, di fatto rivoluzionò il modo di intendere l’editoria fotografica.

 

Come il libro Capire una fotografia (Contrasto, 2014), anche la nuova edizione de Il settimo uomo è curato da Maria Nadotti e vanta una indita introduzione dell’autore e una testimonianza del medico di Lampedusa, dott. Pietro Bartolo.

Il titolo fa riferimento al fatto che, proprio a partire dagli anni Settanta, nelle nazioni industrializzate come la Germania e la Gran Bretagna, un lavoratore su sette era immigrato e proveniva da Paesi più arretrati come Portogallo, Irlanda, Turchia, Grecia, Italia tra gli altri. Tra la narrazione e l’intuizione filosofica, John Berger, uno dei più acuti studiosi dei fenomeni sociali e culturali contemporanei, analizza le grandi problematiche economiche e sociali che inducono i migranti ad abbandonare la propria terra, spesso verso un futuro incerto, e le ragioni che spingono i Paesi industrializzati a cercare lavoratori immigrati. Con il rigore di un giornalista, Berger riesce a spiegare la complessità del fenomeno rintracciando schemi e tematiche che permettono di interpretare anche gli attuali flussi migratori. Con la sensibilità dell’artista, dipinge le speranze, le paure, le frustrazioni e le aspettative di chi emigra e tenta di trovare una nuova collocazione in un nuovo Paese.

 

Attraverso il caldo e vibrante bianco e nero delle fotografie di Jean Mohr Il settimo uomo esplora il tentativo degli immigrati di ritrovare una radice culturale nel Paese di destinazione e allo stesso tempo mostra come l’immigrazione lasci la propria impronta sulla nuova società che si va a formare. Come in tutti i libri della collana In Parole, anche in questo caso il testo non spiega l’immagine e l’immagine non illustra il testo: questi due mezzi creano insieme un altro modo di raccontare e di dare corpo a una terza voce che non è solo la somma di quella dei due singoli autori.

Grazie alla strutturazione in tre parti (Partenza; Lavoro; Ritorno), le sezioni del libro scandiscono le diverse fasi che caratterizzano il percorso degli immigrati dalla decisione di partire passando per la descrizione delle condizioni di lavoro fino poi alle riflessioni sul ritorno nei propri luoghi di origine, quando avviene.

 

Quando il capitalismo industriale si è trasformato in capitalismo speculativo, il mondo è cambiato, perché tutte le decisioni che agiscono sulla vita delle persone non vengono più prese dalle istituzioni capitalistiche rappresentative, bensì offshore dal capitalismo speculativo finanziario. I migranti tuttavia continuano a cercare scampo dalla povertà. Se Jean Mohr e io fossimo un po’ più giovani, potremmo fare anche oggi quel che abbiamo fatto quarant’anni fa. Certo, anche se la situazione è cambiata, non è impossibile farlo.

John Berger, 2016

 

Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

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La prima tappa italiana dell’omaggio a Thom Andersen si terrà a  Forma Meravigli con una serata dedicata al suo primo film-saggio sul fotografo Eadweard Muybridge, presentato in versione digitale restaurata, in lingua originale con sottotitoli italiani.

EADWEARD MUYBRIDGE, ZOOPRAXOGRAPHER (USA, 1975, 59′)
Introduzione di Thom Andersen

Ingresso col biglietto della mostra “Harraga. Fotografie di Giulio Piscitelli” (valido per una visita anche in altra data).
I posti sono limitati (40 circa). Per prenotazioni scrivere a: info@formafoto.it

Realizzato come film di tesi alla UCLA, e anticipato da un lavoro di ricerca nel corso del quale Andersen (assistito dall’artista Morgan Fisher) ha rifotografato più di 3000 immagini del pioniere della cronofotografia, il film è “al tempo stesso una biografia di Muybridge, una rianimazione delle sue storiche fotografie in sequenza e una considerazione ispirata delle loro implicazioni filosofiche. […] Andersen ha preso come materia prima un’idea visiva, espandendola in una meditazione sulla natura della visione. La “zoopraxografia” del titolo si riferisce tanto alla pratica degli studi di movimento di Muybridge – distinta dalla fotografia – quanto al suo apparecchio del 1879 , che permetteva di proiettare le immagini. In questo senso, il film mette al centro il ruolo di Muybridge nell’invenzione del cinema, e il cinema stesso come un’illusione originata dall’immobilità.” (Ross Lipman)

Filmmaker, saggista, insegnante di cinema, Thom Andersen coniuga da sempre ricerca storica e creazione audiovisiva per definire una pratica del film-saggio tanto esemplare quanto personale, unendo erudizione e sottigliezza, cinefilia e coscienza politica. I lavori del regista statunitense sono pazienti scavi nella storia del cinema, che assemblano spezzoni di ogni provenienza per comporre mosaici di epoche e luoghi, come il periodo delle blacklist maccartiste di Red Hollywood (1995) o la Los Angeles cinematografica decostruita in Los Angeles Plays Itself (2003).

Thom Andersen sarà in Italia per inaugurare la residenza del progetto Video Essay: a New Way to See (Torino, 27 febbraio – 5 marzo), realizzato da Filmidee con il contributo della Compagnia di San Paolo di Torino. L’omaggio a Thom Andersen, a cura di Tommaso Isabella e Gianmarco Torri, continuerà nella giornata di lunedì 27 febbraio al Cinema Massimo, sala del Museo Nazionale del Cinema di Torino, in cui saranno presentati i suoi ultimi film: The Thoughts That Once We Had (2015), omaggio ai celebri testi sul cinema di Gilles Deleuze, Juke – Passages from the Films of Spencer Williams (2015), sul pioniere del cinema afro-americano, e A Train Arrives at the Station (2016), un gioco di variazioni sull’immagine aurorale dell’arrivo del treno in stazione. L’omaggio sarà infine ripreso il 1 marzo al Cinema Trevi, sala cinematografica del CSC – Cineteca Nazionale di Roma, dove il cineasta statunitense dialogherà col critico Adriano Aprà, che recentemente ha incluso The Thoughts That Once We Had nella sua retrospettiva “Critofilm – Cinema che pensa il cinema”.

 

 

 

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“Quella folle sensazione in America, quando il sole picchia forte sulle strade e ti arriva la musica di un jukebox o quella di un funerale che passa.

È questo che ha catturato Robert Frank nelle formidabili foto scattate durante il lungo viaggio attraverso qualcosa come quarantotto stati su una vecchia macchina di seconda mano”.

Jack Kerouac

Martedì 29 novembre alle 18.30 inaugura presso le sale di Forma Meravigli, Gli Americani di Robert Frank.

La mostra, con il patrocinio del Comune di Milano, è realizzata in collaborazione con la MEP, Maison Européenne de la Photographie di Parigi, e promossa da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

 

Per la prima volta in mostra a Milano 83 fotografie vintage; la serie completa del progetto fotografico che, a metà degli anni ’50, ha cambiato il modo di pensare al reportage; nelle sale di Forma Meravigli, l’America immortalata on the road dall’obiettivo del più grande fotografo vivente, Robert Frank.

È il 1955 quando il giovane Robert Frank ottiene una borsa di studio dalla Fondazione Guggenheim (Frank è stato il primo fotografo europeo a riceverla) per realizzare un lavoro fotografico che racconti l’America. L’autore percorrerà così tutto il paese, e tra il 1955 e il 1956 toccherà ben 48 stati diversi.

Le strade infinite, i volti delle persone, le piazze delle città, i bar e i negozi, i marciapiedi, i particolari più insignificanti vengono immortalati da Robert Frank che rivoluziona il linguaggio tradizionale del reportage realizzando ritratti sfuocati, mossi, fotografie dai tagli apparentemente casuali ma che in realtà, con cruda consapevolezza, traducono lo spirito dell’America dell’epoca.

Una ballata per immagini dedicata alla strada americana e alla sua nuova e sconsolata epopea; un reportage che, come pochi altri, ha veramente segnato un’epoca diventando per generazioni di fotografi il riferimento principale da cui partire per fotografare, per viaggiare, per conoscere con lo sguardo.

 

Il libro, che significativamente venne pubblicato per la prima volta in Francia e non in America, lo consacrerà definitivamente come maestro della storia della fotografia.

E proprio al libro, diventato un vero e proprio culto per generazioni di fotografi, verrà dedicata una sala all’interno del percorso espositivo di Forma Meravigli con la riproduzione dell’impaginato, stralci del testo introduttivo di Jack Kerouac e con alcune tra le edizioni pubblicate a partire dal 1958, compresa la prima edizione italiana del volume, che uscì in Italia con la copertina illustrata dal grande Saul Steinberg.

Negli anni Sessanta Robert Frank ha abbandonato la fotografia per dedicarsi al cinema. Nel 1994 ha donato gran parte del suo materiale artistico alla National Gallery of Art di Washington che ha poi creato la Robert Frank Collection. Personaggio di culto, è considerato tra i più importanti esponenti della storia della fotografia.

Accompagna l’esposizione il libro omonimo pubblicato da Contrasto.

La mostra fa parte del palinsesto delle iniziative di Expo in città.

Robert Frank, nasce a Zurigo nel 1924. Nel 1947 si trasferirsce negli Stati Uniti dove lavora come fotografo di moda per Harper’s Bazaar. Parallelamente, lavora come reporter freelance. Viene a contatto con i principali esponenti della nuova generazione letteraria e artistica americana, soprattutto con gli esponenti della Beat Generation. È il primo fotografo europeo a ricevere la borsa di studio della Fondazione Guggenheim, grazie alla quale potrà realizzare The Americans nel ‘55 e ‘56. Nel 1959 insieme al pittore Alfred Leslie, dirige il suo primo film, “Pull My Daisy” che sarà considerato il padre del New American Cinema. Stringe una salda amicizia con lo scrittore Jack Kerouac, col quale porta a termine varie collaborazioni. Negli anni Sessanta, Frank abbandona la fotografia per dedicarsi completamente alla realizzazione di film. Nel 1994 dona gran parte del suo materiale artistico alla National Gallery of Art di Washington che crea la Robert Frank Collection; è la prima volta che accade per un artista vivente.

Per informazioni sulle visite guidate, scrivere a: scuola@formafoto.it

Gli Americani di Robert Frank

Fino al 19 febbraio 2017

Tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00

Giovedì dalle 12 alle 23

Lunedì e martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

Riduzione valida per: ragazzi dai 6 ai 14 anni, over 65, scuole e gruppi di almeno 10 persone, Camera di Commercio, tesserati FAI, Touring Club, AFIP, Feltrinelli e ARCI Milano

Ingresso gratuito per i minori di 6 anni

#GliAmericani

Aperture durante le festività

7-8 /12: dalle 11.00 alle 20.00
24/12: dalle 11.00 alle 15.00
25/12: chiuso
26/12: dalle 11.00 alle 20.00

27/12: dalle 11.00 alle 20.00
31/12: dalle 11.00 alle 15.00
1/01: dalle 15.00 alle 20.00

2/01: dalle 11.00 alle 20.00

03/01: dalle 11.00 alle 20.00
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PRIMA E DOPO ROBERT FRANK

Gli Americani e la nuova visione dell’America

 

In occasione della mostra Gli Americani di Robert Frank, in corso dal 30 novembre al 19 febbraio 2017, Forma Meravigli organizza un ciclo di incontri dedicato alla fotografia e alla cultura americana prima e dopo l’esperienza di Robert Frank e de Gli Americani.

 

Giovedì 19 gennaio, ore 18.30

ROBERT FRANK E LA FOTOGRAFIA AMERICANA

A cura di Francesco Zanot

 

Giovedì 26 gennaio, ore 18.30

ROBERT FRANK E IL CINEMA

A cura di Filmidee

 

Giovedì 2 febbraio, ore 18.30

UN VIAGGIO AMERICANO

Proiezione del film di Philippe Séclier dedicato al making of di Gli Americani di Robert Frank

 

I posti sono limitati. L’accesso alle proiezioni è consentito

con il biglietto di ingresso alla mostra Gli Americani di Robert Frank

per info: +39 02 58118067 – info@formafoto.it

MONIKA BULAJ

LA SCRITTURA CREATIVA E NON-FICTION DEL REALE CON MONIKA BULAJ

A partire dai lavori dei singoli partecipanti, da quello dei grandi maestri e da quello della stessa Monika Bulaj, il gruppo sarà guidato all’analisi compositiva e narrativa dell’immagine. È un percorso alla ricerca della propria sensibilità e della percezione univoca che contraddistingue ogni individuo, giungendo a capirne i possibili sviluppi in materia.

Il lavoro indagherà l’importanza di vedere la realtà senza trasformarla, senza contaminarla o stravolgerla in alcun modo; da questa tematica si discuterà quindi dell’etica del reportage e delle questioni morali annesse alla post-produzione, approfondendone anche l’evoluzione nella storia dell’immagine, nel linguaggio giornalistico e documentaristico e dei vari cambiamenti in tali ambiti.

Leggi il programma completo qui

 

 

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CONVERSAZIONI SULLA FOTOGRAFIA CON SILVIA CAMPORESI – ANNULLATO

A LEZIONE CON TRE PROTAGONISTI DELLA FOTOGRAFIA CONTEMPORANEA

DAL 26 APRILE AL 31 MAGGIO 2017

LA FOTOGRAFA SILVIA CAMPORESI DIALOGA CON OLIVO BARBIERI, VALERIO BISPURI, MASSIMO VITALI

Fondazione Forma per la Fotografia porta a Milano per la prima volta il format “Conversazioni sulla Fotografia” di Silvia Camporesi, dopo il grande successo di pubblico delle edizioni di Forlì e  Bologna. Tre appuntamenti imperdibili dedicati a tutti coloro che desiderano approfondire le diverse declinazioni della fotografia contemporanea, attraverso la voce e l’esperienza diretta di alcuni dei suoi protagonisti, in un’inedita formula di conversazione tra due fotografi.

Silvia Camporesi dialogherà con tre importanti autori – Olivo Barbieri, Massimo Vitali, Valerio Bispuri – che racconteranno il loro percorso fotografico e la metodologia che sta alla base della loro produzione artistica.

Leggi il programma completo qui

 

Copy of MONIKA BULAJ

SHOOT CON VALERIO BISPURI

Tre giorni di full immersion con Valerio Bispuri, pluripremiato fotoreporter italiano. Un weekend a stretto contatto con la vita di Valerio e con il suo lavoro.

Il primo giorno di workshop sarà dedicato a una riflessione teorica sulla scelta della storia e su come affrontare il racconto che si vuole intraprendere, approfondendone l’aspetto emotivo, con l’idea che una grande fotografia non è mai casuale ma sempre frutto di un percorso interno, di una propria immagine interiore.

Il secondo giorno sarà caratterizzato dall’attività sul campo. Immerso in una location urbana il partecipante avrà la possibilità di costruire una storia fotografica con il sostegno di Valerio.

Il terzo giorno verranno infine analizzati i lavori dei partecipanti realizzati in questa occasione, per comprendere quali sono gli aspetti su cui lavorare e migliorare.

Leggi il programma completo qui

 

I CORSI BASE DI TECNICA FOTOGRAFICA

Tecnica Fotografica II

NOVITA’ – SABATO MATTINA

Al via le iscrizioni per i corsi di fotografia di Forma Meravigli per l’anno 2017.

Due proposte per venire incontro alle diverse esigenze dei partecipanti. “Tecnica fotografica 1” e “Tecnica fotografica 2”. Tutti i corsi sono tenuti dal docente Emilio Resmini.

Tecnica fotografica 1” affronta le basi della tecnica e funzionamento della macchina fotografica; “Tecnica fotografica 2” entra nello specifico dei generi della fotografia e delle loro specificità: ritratto, reportage, still life ecc.

Durante le lezioni gli studenti avranno a disposizione per consultazione i volumi della libreria di Forma Meravigli. Le lezioni in aula saranno affiancate da un paio di uscite in esterna (diurne e notturne) per rendere pratiche le nozioni apprese.

Al termine delle lezioni verrà rilasciato un attestato di partecipazione

Per informazioni:
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scuola@formafoto.it

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La mostra, GLI AMERICANI DI ROBERT FRANK, in occasione delle festività osserverà degli speciali orari di apertura.

Gli Americani di Robert Frank

Fino al 19 febbraio 2017

Tutti i giorni dalle 11.00 alle 20.00

Giovedì dalle 12 alle 23

Lunedì e martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

Riduzione valida per: ragazzi dai 6 ai 14 anni, over 65, scuole e gruppi di almeno 10 persone, Camera di Commercio, tesserati FAI, Touring Club, AFIP, Feltrinelli e ARCI Milano

Ingresso gratuito per i minori di 6 anni

 

#GliAmericani

 

Aperture durante le festività
24/12: dalle 11.00 alle 15.00
25/12: chiuso
26/12: dalle 11.00 alle 20.0027/12: dalle 11.00 alle 20.00
31/12: dalle 11.00 alle 15.00
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REGALA UN BIGLIETTO DI INGRESSO!

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Acquista presso la biglietteria di Forma Meravigli un coupon che dà diritto alla visita della mostra entro il 19 febbraio 2017

 

OFFERTA CATALOGO!

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Solo presso la libreria di Forma Meravigli, in occasione della mostra, il libro GLI AMERICANI”(Contrasto edizioni) scontato ad un prezzo speciale.

 

REGALA UN CORSO DI FOTOGRAFIA!

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Al via le iscrizioni per i corsi di fotografia di Forma Meravigli per l’anno 2017.

Tre proposte per venire incontro alle diverse esigenze dei partecipanti. “Tecnica fotografica 1” e “Tecnica fotografica 2”con cadenza settimanale e infine una proposta di corso base nel fine settimana: “Tecnica fotografica 1”.

Tutti i corsi sono tenuti dal docente Emilio Resmini.

Tecnica fotografica I

Tecnica fotografica II

Per informazioni: scuola@formafoto.it

PRIMA E DOPO ROBERT FRANK

Gli Americani e la nuova visione dell’America

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In occasione della mostra Gli Americani di Robert Frank, in corso dal 30 novembre al 19 febbraio 2017, Forma Meravigli organizza un ciclo di incontri dedicato alla fotografia e alla cultura americana prima e dopo l’esperienza di Robert Frank e de Gli Americani.

 

Giovedì 19 gennaio, ore 18.30

ROBERT FRANK E LA FOTOGRAFIA AMERICANA

A cura di Francesco Zanot

 

Giovedì 26 gennaio, ore 18.30

ROBERT FRANK E IL CINEMA

A cura di Filmidee

Un viaggio nel cinema di Robert Frank, dai beat di Pull My Daisy (1959) e Me and My Brother (1968) passando per i ritratti intimi e personali di The Sin of Jesus (1961) e Conversations in Vermont (1969). L’iconicità dei suoi scatti prende vita in un bianco e nero sgranato, dove frammenti di quotidianità si susseguono in una narrazione dal piglio documentario, evocativo e rarefatto.

Interviene Tommaso Isabella

Giovedì 2 febbraio, ore 18.30

UN VIAGGIO AMERICANO

Proiezione del film di Philippe Séclier dedicato al making of di Gli Americani di Robert Frank

 

I posti sono limitati. L’accesso alle proiezioni è consentito

con il biglietto di ingresso alla mostra Gli Americani di Robert Frank

per info: +39 02 58118067 – info@formafoto.it

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Mercoledì 16 novembre alle 18.30, Uliano Lucas e Tatiana Agliani in dialogo con Roberto Koch presentano il libro “La realtà e lo sguardo” (Einaudi)

Dalle prime prove di fotogiornalismo tra Otto e Novecento fino alle nuove forme dell’informazione nel nuovo Millennio. Quali sono stati i percorsi del fotogiornalismo italiano?
Quali i suoi protagonisti? Le loro scelte narrative, la loro cultura visiva? Che ruolo è stato attribuito alle immagini nella stampa del nostro paese?

Il libro nasce in risposta a queste domande. Analizza la funzione e il peso attribuito all’informazione visiva sui quotidiani e sui periodici in diversi momenti politico culturali, ripercorre la nascita e l’evoluzione delle diverse testate, ricostruisce le vicende professionali dei fotoreporter e le dinamiche del loro rapporto con le redazioni dei giornali e con le agenzie fotografiche, raccontando l’intreccio tra le trasformazioni del paese e quelle della carta stampata. Dal primo incontro della stampa con la fotografia fra Otto e Novecento, fino alle nuove scelte narrative ed estetiche della fotografia degli anni Novanta, strettamente legate alla riorganizzazione del mondo dell’informazione nella società globale di fine millennio.

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DON’T BLINK. ROBERT FRANK

Anteprima a Milano per il film documentario sul più rivoluzionario fotografo vivente

13 dicembre, CineTeatro San Carlo – Mimat

In concomitanza con la mostra Gli Americani di Robert Frank presso Forma Meravigli a Milano, martedì 13 dicembre speciale anteprima in città per Don’t blink. Robert Frank, documentario di Feltrinelli Real Cinema e Wanted sul più importante tra i fotografi ancora in vita.

Appuntamento alle ore 19.30 e 21.15 presso il CineTeatro San Carlo Mimat (Via Morozzo della Rocca, 12): il film sarà successivamente in programmazione dal 17 dicembre al cineWanted di Via Tertulliano e al Cinema Beltrade e in altre città italiane dal periodo natalizio.

92 anni, fotografo e filmmaker ancora attivo artisticamente nella produzione di libri, fotografie e video, Robert Frank è emigrato dalla Svizzera verso gli Stati Uniti negli anni ’40. Uomo solitario e schivo,  Robert Frank è un personaggio cult che ha documentato la Beat Generation, i Rolling Stones, Gli Americani, gli indiani del Perù, in una corsa irregolare che ha coinvolto un territorio molto vasto. Tra il 1955 e il 1956 ha percorso 48 diversi stati per il progetto Gli Americani, finanziato dalla borsa di studio della Fondazione Guggenheim, un lavoro fotografico che racconta l’America.

 

Segnato profondamente da tragedie personali, Robert ha esplorato con dolore sentimenti complessi, mescolando sapientemente vita e lavoro e facendo in modo che fossere le sue opere a parlare per suo conto.

La sua assistente e montatrice Laura Israel, regista di Don’t blink, offre al pubblico una visione inedita della complessità e profondità dell’arte di Robert Frank, attraverso un documentario che si fa ritratto della vita di uno tra i più importanti artisti della storia della fotografia.

 

Per i visitatori della mostra ingresso ridotto presentando il biglietto alle casse dei cinema coinvolti.

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giovedì 3 novembre 2016 ore 19.00

Un mondo traboccante

Janet Sternburg

dialoga con Roberto Cotroneo

Una fotografia è in grado di rappresentare la percezione di vitalità? Può contenerne l’abbondanza? Può fare giustizia alla nozione di un
mondo traboccante? Janet Sternburg, scrittrice, filosofa e fotografa risponde sì a tutte queste domande. Il suo lavoro è la prova che la
fotografia può registrare la percezione di vitalità che è centrale nella nostra esperienza. Overspilling World (Distanz, Berlin) è la prima
monografia di Janet Sternburg, con testi di Sternburg, Pepe Karmel (storico dell’arte), Catherine Opie (fotografa), Alexandra von Stosch
(curatrice) e il regista-fotografo Wim Wenders.

 

Via Meravigli 5 – 20123 Milano
www.formafoto.it – per info: +39 02 58118067 – info@formafoto.it

Mercoledì 12 ottobre ore 18.30

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I CORSI DI FOTOGRAFIA DI FORMA: OPEN DAY

Il 12 ottobre alle 18.30 si entrerà nel vivo della didattica grazie all’open day nell’ambito del quale gli insegnanti Emilio Resmini e Maurizio Montagna terranno lezioni dimostrative gratuite di introduzione ai corsi.

Tre proposte per venire incontro alle diverse esigenze dei partecipanti. “Tecnica fotografica 1”, tenuto da Maurizio Montagna, inizierà il 24 ottobre con cadenza settimanale. Il 25 ottobre sarà la volta di “Tecnica fotografica 2” che vedrà come insegnante Emilio Resmini.  C’è anche una proposta di corso base nel fine settimana: “Tecnica fotografica 1” dal 5 novembre sarà tenuto da Emilio Resmini.

Entrambi i corsi sono introduttivi, pensati per chi vuole imparare le tecniche fotografiche di base e i rudimenti del linguaggio fotografico. Nello specifico, “Tecnica fotografica 1” affronta le basi della tecnica e funzionamento della macchina fotografica; “Tecnica fotografica 2” entra nello specifico dei generi della fotografia e delle loro specificità: ritratto, reportage, still life ecc.

Durante le lezioni gli studenti avranno a disposizione per consultazione i volumi della libreria di Forma Meravigli. Le lezioni in aula saranno affiancate da un paio di uscite in esterna (diurne e notturne) per rendere pratiche le nozioni apprese. Al termine delle lezioni verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Tecnica Fotografica I

Tecnica Fotografica II

NOVITA’ – Tecnica Fotografica I (sabato mattina)

Per info e iscrizioni:
Tel 02
58118067
scuola@formafoto.it

Sabato 22 ottobre 2016, ore 17.00

0001Incontro di presentazione dell’archivio
Gianni Berengo Gardin

All’interno dell’iniziativa Archivi Aperti,
promossa da Rete di Fotografia.

Gianni Berengo Gardin racconterà il suo archivio in compagnia di Susanna Berengo Gardin.

Nel corso della sua lunga carriera di fotografo, Gianni Berengo Gardin ha raccolto un archivio enorme composto da numerose opere.

A Forma Meravigli, un’occasione per conoscere cosa si nasconde all’interno dell’archivio di uno dei maestri più importanti della fotografia internazionale.

Una raccolta costituita da milioni di negativi e provini; stampe fotografiche, moderne e vintage; un patrimonio che comprende anche un’ampia biblioteca di libri fotografici propri e di altri autori, assieme ai documenti relativi alle sue innumerevoli mostre, attività e progetti sviluppati durante la sua lunga attività. Cuore dell’archivio è la selezione delle macchine fotografiche utilizzate negli anni da Gianni Berengo Gardin con le quali ha immortalato le icone che tutti oggi conoscono.

Parte rilevante della mission di Fondazione Forma è la conservazione del patrimonio di immagini dei più importanti fotografi italiani. Il lavoro è iniziato con l’acquisizione proprio dell’archivio di Gianni Berengo Gardin a cui è seguita quella dell’archivio di Piergiorgio Branzi, questo ha permesso a Fondazione Forma di diventare detentore di uno straordinario patrimonio iconografico.

Incontro aperto al pubblico (massimo 40 posti a sedere).

Forma Meravigli
Via Meravigli 5
Per informazioni:
02 5811 8067 | info@formafoto.it

Milano, 28 settembre 2016.Gianni Berengo Gardin e Susanna Berengo Gardin nello studio/archivio Berengo Gardin. Fotografia di Luca Nizzoli Toetti

Milano, 28 settembre 2016.Gianni Berengo Gardin nello studio/archivio Berengo Gardin. Fotografia di Luca Nizzoli Toetti

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Archivi Aperti” è un’iniziativa promossa dalla Rete Fotografia per conoscere i luoghi della fotografia, della storia e della cultura.
www.retefotografia.it

Incontro di Presentazione della settimana ARCHIVI APERTI
Venerdì 21 ottobre 2016 ore 18
La Triennale di Milano, Saletta Lab

invito_cinema-meravigli_mostra_nicolini-page-001 Cinema Meravigli
Percorsi della fotografia nel cinema di oggi

 4 giornate di cinema a Forma Meravigli

Un evento a cura di Valeria Moreschi organizzato in collaborazione con il GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionali) e Filmidee. Si ringrazia Rai Teche per la collaborazione.

Prosegue il cinema a Forma Meravigli che dal 29 settembre 2016 verrà presentato nell’ambito della mostra Poesia del reale di Toni Nicolini.

La rassegna Cinema Meravigli, a cura di Valeria Moreschi, propone molteplici sguardi di approfondimento: documentari dedicati a personalità protagoniste della scena fotografica, oltre a visioni suggestive e inedite.

Dopo il successo delle precedenti edizioni, il 29 settembre il primo appuntamento del nuovo ciclo sarà dedicato a Carla Cerati, recentemente scomparsa, di cui verranno proiettate le sue interviste a Gabriele Basilico e a Paolo Monti da lei realizzate negli anni ’80 per la RAI dal titolo “Dietro l’obiettivo”. Nel corso della serata è prevista anche la proiezione di una intervista realizzata da Giovanna Calvenzi con la fotografa.

Si prosegue con un incontro dedicato al maestro della fotografia francese Henri Cartier-Bresson con la proiezione del film di Nelo Risi “Henri Cartier-Bresson e il mondo delle immagini” (6 ottobre). Seguirà una serata a cura di Giovanna Calvenzi dedicata alla serie “Photo-Roman”, inedita in Italia, con testi, tra gli altri, dello scrittore Manuel Vasquez Montalban e fotografie di Paulo Nozolino (13 ottobre). La rassegna si concluderà il 20 ottobre con una proposta cinematografica a cura di Filmidee.

 

Giovedì 29 settembre, ore 19.30

UNA SERATA PER CARLA CERATI
Dietro l’obiettivo, le interviste di Carla Cerati a Gabriele Basilico e Paolo Monti.

I fotografi si raccontano, intervista di Giovanna Calvenzi a Carla Cerati.

Interviene Uliano Lucas.

 

Giovedì 6 ottobre, ore 19.30

CARTIER-BRESSON AL CINEMA

Henri Cartier-Bresson e il mondo delle immagini, di Nelo Risi (1964, 52 min).

Un film sul grande fotografo, la sua personalità, i suoi proverbiali scatti di umore e le sue immagini. Con interventi, tra gli altri, di Romeo Martinez e Giorgio Bocca.

 

Giovedì 13 ottobre, ore 19.30

I PHOTO-ROMAN – A cura di Giovanna Calvenzi

A corp perdu, 1991. Sceneggiatura e dialoghi di Manuel Vasquez Montalban; fotografie di Paulo Nozolino.

Chambre noire, 1991. Sceneggiatura e dialoghi di Delacorta; fotografie di Roland Allard.

Alla fine degli anni Ottanta la produttrice Caroline Parent fa rivivere le tecniche del fotoromanzo, rinnovandone le formule narrative e la valenza estetica. E invertendo i termini del fotoromanzo (in francese roman photo), chiama i suoi progetti photo-roman.
Giovanna Calvenzi

 

Giovedì 20 ottobre, ore 19.30

PHOTOGRAPHIC MEMORY DI ROSS McELWEE

(Francia, 2011, col., 84’, v.o. sott. ital.)

Il film è una riflessione in prima persona su analogico e digitale, supporto fotografico e flusso video, articolata all’interno di un racconto, spesso ironico, sul rapporto tra il cineasta e il figlio, sommerso da dispositivi tecnologici e social di ogni tipo.

 

I posti sono limitati. L’accesso alle proiezioni è consentito con il biglietto di ingresso alla mostra Poesia del Reale. Fotografie di Toni Nicolini
Per info: +39 02 58118067 – info@formafoto.it

 

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POESIA DEL REALE

 Fotografie di Toni Nicolini

 16 settembre – 23 ottobre 2016

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Proprio nella scelta della fotografia narrativa o di “reportage” sta anche, per Toni e per altri suoi colleghi, il tentativo di piegarsi a seguire con implacabile “freddezza” la grande commedia del mondo.

Cesare Colombo

L’esposizione è promossa e organizzata da CRAF. Centro di Ricerca e Archiviazione della Fotografia di Spilimbergo in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia. Sarà visitabile fino al 23 ottobre 2016. Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Poesia del reale è la prima grande mostra retrospettiva che presenta l’opera di Toni Nicolini, interprete sensibile della realtà italiana, uno dei più raffinati fotografi del nostro Paese, scomparso nel 2012. Le sue fotografie, realizzate dagli anni Sessanta ai Duemila, testimoniano uno sguardo attento e partecipe al nostro tempo e ai mutamenti della società. Il libro, e il volume che l’accompagna pubblicato da Contrasto e curato da Giovanna Calvenzi e Walter Liva, sono il frutto di un lungo lavoro sul suo archivio di immagini, realizzato da Cesare Colombo e Walter Liva. A Forma Meravigli sarà esposta una selezione ampia e accurata delle immagini che Nicolini ha realizzato in cinquanta anni di carriera.

Per lunghi anni Toni Nicolini ha realizzato le campagne di fotografiche per i libri del Touring Club Italiano in molte regioni italiane e in Europa. Ha condiviso con Luigi Crocenzi l’avamposto ideologico – nei primi anni Sessanta – del Centro per la Cultura della Fotografia. La sua fotografia è caratterizzata da una profonda sensibilità grazie alla quale l’impegno del racconto sociale si stempera in una narrazione poetica. Uomo del Nord, amava il Sud, marciava con Danilo Dolci per l’acqua e contro le mafie, raccontando un’inedita Sicilia senza sole e accompagnava l’amico pittore Ernesto Treccani raccontando l’epopea dell’immigrazione.

Toni, per sua ammissione, si avvicina alla fotografia grazie all’edizione milanese della mostra “The Family of Man” (1959), scopre anzi che grazie alla fotografia può coniugare la cultura umanistica e quella scientifica, trovando quindi una soluzione pratica per risolvere la sofferta dualità che da tempo lo travagliava. Luoghi, eventi quotidiani e persone si incrociano nella sua narrazione, da subito, fin dagli inizi. Nicolini è attento a quanto e a quanti lo circondano ma usa la fotografia ignorando gli echi delle derive neorealiste, seguendo una propria visione che ricompone le asperità, alla scoperta della poesia della vita.
Giovanna Calvenzi

Divenuto professionista nel 1963, Toni Nicolini (Milano, 1935 – 2012) si fece subito notare per il reportage di taglio sociologico sulle lotte contadine a Melissa in Calabria. Grazie all’amicizia con il pittore Ernesto Treccani e con intellettuali di varia estrazione, quali Luigi Crocenzi, con cui collaborò nella realizzazione nelle sceneggiature per Telescuola e Danilo Dolci (Marcia per una Sicilia nuova, 1967). Fu membro del Comitato Scientifico della Fondazione Corrente stessa per oltre trent’anni, animatore culturale e curatore delle mostre di fotografia della Fondazione, oltre che curatore dell’archivio fotografico Ernesto Treccani. Negli anni successivi sviluppò anche una fotografia d’ambiente e di architettura collaborando dal 1970 con le collane visive del Touring Club Italiano. Dal 1974 al 1981 collaborò per la collana “Attraverso l’Europa”, in quella successiva “Attraverso l’Italia, pubblicata nel 1990 fino alla sua ultima collaborazione col Touring del 1994, con il volume “Architetture nel Milanese, 1860-1990. L’archivio Nicolini è conservato dal CRAF per volontà della famiglia.

 

Poesia del reale. Fotografie di Toni Nicolini
Dal 15 settembre al 23 ottobre 2016

Mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 20.00
Giovedì 12.00 – 21.00
Lunedì, martedì chiuso
Ingresso intero: 8 euro
Ridotto: 6 euro
#PoesiaDelReale
Catalogo Contrasto

Forma Meravigli
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8 settembre 2016

Finissage della mostra

I giorni del Parco Lambro
Continuous days, Milano
29/5/1975 – 26/6/1976

 Fotografie di Dino Fracchia
A cura di Matteo Balduzzi

 

Giovedì 8 settembre 2016 a Forma Meravigli (Milano) è previsto l’evento di finissage della mostra I giorni del Parco Lambro. Continuous Days, Milano 29/5/1975 – 26/6/1976, a cura di Matteo Balduzzi. La mostra, che ha inaugurato il 23 giugno scorso, è promossa da Fondazione Forma per la Fotografia e realizzata in collaborazione con COLLI Independent Art Gallery (Roma), VIAINDUSTRIAE (Foligno) e A+M Bookstore (Milano). Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Programma della giornata:

Dalle 12.00 | Vendita speciale delle stampe esposte in mostra. Le immagini, stampe inkjet su carta cotone Photo Base di formato 38x26cm, timbrate e firmate dall’autore, sono state realizzate appositamente per la mostra.

18.30 | Talk in mostra con Patrizio Fariselli, musicista e tastierista degli Area, Matteo Balduzzi, curatore della mostra e Tiziana Ricci, giornalista di Radio Popolare. L’incontro è organizzato in collaborazione con Radio Popolare.

19.30 | Showcase di Patrizio Fariselli. L’Artista eseguirà brani del repertorio AREA appositamente selezionati per la serata. Appuntamento presentato da Elita – Enjoy Living Italy

21.00 | Proiezione del film Prima che la vita cambi noi di Felice Pesoli. Documentario (Italia, 2016, 80 min.), prodotto da Ranuccio Sodi per Showbiz.

Ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Chiusura ore 23

Evento organizzato in collaborazione con Elita Milano e Art Up Art.

 

Accompagna la mostra il catalogo:

Continuous Days. Parco Lambro, Milano 29/5/1975 – 26/6/1976, edito da VIAINDUSTRIAE,

A+M bookstore, COLLI publishing platform, a cura di Amedeo Martegani ed Emanuele De Donno

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CHIUSURA ESTIVA
Dal 1° al 30 agosto 2016

 

I giorni del Parco Lambro
Continuous days, Milano
29/5/1975 – 26/6/1976

Fotografie di Dino Fracchia

A cura di Matteo Balduzzi

24 giugno – 8 settembre 2016

La mostra, promossa da Fondazione Forma per la Fotografia e realizzata in collaborazione con COLLI Independent Art Gallery (Roma), VIAINDUSTRIAE (Foligno) e A+M Bookstore (Milano), resterà aperta al pubblico fino all’8 settembre 2016. Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

A quarant’anni dalla conclusione del Festival del proletariato giovanile nel Parco Lambro di Milano, vengono presentate per la prima volta al pubblico in versione integrale le fotografie del reporter Dino Fracchia, scattate durante le ultime due edizioni del festival (1975 e 1976): 13 rullini inediti, per un totale di quasi 250 immagini.

Il risultato è un continuum fotografico che invade lo spazio di Forma Meravigli in forma di installazione e ci consente di rivivere l’esperienza di Parco Lambro, lasciandoci immergere e identificare con la curiosità, l’eccitazione, lo spaesamento e la meraviglia delle centinaia di migliaia di giovani che parteciparono al festival.

La presentazione delle immagini in un flusso ininterrotto bypassa la mediazione rappresentata dall’editing e dalla scelta autoriale e toglie enfasi agli aspetti puramente compositivi dell’immagine: il progetto opera così una rilettura del reportage tradizionale alla luce delle più attuali modalità di fruizione e condivisione dell’immagine digitale, dai social media alla webcam.

I giorni del Parco Lambro rappresenta il primo di una serie di appuntamenti dedicati a Milano, attraverso i quali Fondazione Forma intende utilizzare l’immagine fotografica per offrire alla città momenti di riflessione e approfondimento su episodi significativi della sua storia recente.

Il Festival del proletariato giovanile fu la più importante manifestazione musicale e contro culturale italiana dell’epoca. Insieme ai grandi nomi del rock italiano – tra i quali Area, Stormy Six, Lucio Dalla, Francesco De Gregori, Eugenio Finardi, Edoardo Bennato, Franco Battiato, Antonello Venditti, Giorgio Gaber – radunò dal 1974 al 1976 migliaia di giovani che rappresentavano una variopinta geografia umana composta da freak, militanti underground, cani sciolti, femministe, semplici curiosi e appassionati di musica.

Una riappropriazione dello spazio pubblico per un happening pacifico e danzante, manifestazione spensierata, nel clima di tensione degli anni del terrorismo che di lì a poco raggiungeranno il loro, tragico, culmine. Non a caso il Festival si concluse per sempre con l’edizione del 1976, caratterizzata da gravi problemi di ordine pubblico, già accennati l’anno precedente, in cui sono ormai evidenti e non conciliabili i germi della rivolta, l’intromissione della politica, la violenza degli anni di piombo. Sono esemplari a proposito le immagini dei polli espropriati e della cacciata dei cantautori che chiudono simbolicamente l’epoca della cultura beat-hippie ormai denudata e ne aprono un’altra, l’irriguardosa scena punk, in un orizzonte post-industriale che si intravede soltanto.

Dino Fracchia, che aveva frequentato senza macchina fotografica le precedenti edizioni del 1971, ’72 e ’74, è tornato poi nei due anni successivi a fotografare il paesaggio vivo di una adunata di oltre 100.000 giovani. Le sue fotografie raccontano il lento scorrere delle giornate con i relativi accadimenti, descrivono l’appropriazione degli spazi urbani come significato rivoluzionario, l’accelerazione della rivolta o della danza. Le immagini in mostra evocano l’utopia di una società parallela, del tempo liberato con i suoi simboli, i suoi svaghi e le sue libertà. Svelandone, al contempo, le profonde contraddizioni.

Riattraversare oggi la folla sconfinata di Parco Lambro rappresenta l’occasione per rivivere un momento importante e imprescindibile nella storia e nell’immaginario collettivo della città di Milano.

La mostra è accompagnata da una serie di appuntamenti e incontri che presentano alcuni dei protagonisti di allora e si concluderà con un finissage/happening in cui le fotografie esposte, firmate dall’autore, saranno messe in vendita in una speciale tiratura low-budget.

Inoltre, il film documentario Il festival del proletariato giovanile al Parco Lambro (1976)di Alberto Grifi verrà proiettato durante tutto il periodo della mostra nella versione integrale di 4 ore.

13Calendario eventi:
IO C’ERO
Una serie di incontri sull’esperienza di parco Lambro, presso Forma Meravigli:

– 7 luglio: Il Lambro non era il Gange. Matteo Guarnaccia con Italo Bertolasi e Maurizio Rotaris

– 14 luglio: Prima che la vita cambi noi, proiezione del film di Felice Pesoli

– 8 settembre: finissage della mostra

5Dino Fracchia è nato a Milano nel 1950, ingegnere aeronautico mancato, inizia a fotografare professionalmente nel 1974. Da allora ha fatto diversi reportage fotografici viaggiando fra Europa, Africa, Americhe e Medio Oriente, usando i mezzi di trasporto più diversi, spesso i più improbabili, a volte anche a piedi. Collabora o ha collaborato con numerose testate italiane ed estere, fra cui Panorama, L’Espresso, Epoca, Europeo, Sette, Il Venerdì, La Repubblica, La Stampa, Corriere della Sera, Focus, Airone, New York Times, Time Magazine, Chicago Tribune, Le Monde, Liberation, Stern etc; i suoi portfolio sono apparsi sulle edizioni francese e italiana di Zoom, Progresso Fotografico e Photo.

Accompagna la mostra il catalogo:
Continuous Days. Parco Lambro, Milano 29/5/1975 – 26/6/1976, edito da VIAINDUSTRIAE,
A+M bookstore, COLLI publishing platform, a cura di Amedeo Martegani ed Emanuele De Donno

 

Dal 24 giugno all’8 settembre 2016
Mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 18.00
Giovedì 12.00 – 21.00; Lunedì, martedì chiuso
AGOSTO chiuso.
Ingresso gratuito

Twitter @formafoto
Facebook/FondazioneFormaPerLaFotografia

gruppo_redattori_iconografici_nazionaleA Forma Meravigli presentazione dell’edizione 2016 in compagnia di alcuni dei fotografi vincitori delle passate edizioni

Mercoledì 15 giugno, ore 18.30

Incontro di presentazione da Forma Meravigli dell’edizione 2016 del Premio Amilcare G. Ponchielli ideato dal GRIN, che come ogni anno seleziona un progetto fotografico. Saranno presenti Alessandro Scotti (vincitore edizione 2005), Alessandro Grassani (vincitore edizione 2014) e Luca Rotondo (vincitore edizione 2015). Forma Meravigli è una iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Il Premio Amilcare G. Ponchielli, riservato a fotografi italiani o residenti in Italia, è stato fondato dal GRIN (Gruppo Redattori Iconografici Nazionale) nel 2004 e premia ogni anno un progetto fotografico pensato per la pubblicazione su un giornale, un sito web o di un libro. La preselezione dei lavori pervenuti coinvolgerà tutti i membri del GRIN. Successivamente una giuria presieduta da Luca Dini, direttore di Vanity Fair, e composta da Maurizio Zanuso della Galleria Bel Vedere di Milano, Mariuccia Stiffoni Ponchielli, Loris Savino di LINKE, Luca Rotondo, fotografo e vincitore del Premio Ponchielli 2015, e tre membri del GRIN – Marco Finazzi, Samantha Primati, Roberta Levi – sceglierà in un’unica sessione il vincitore. Il Premio dovrà essere utilizzato per completare un progetto e per coprire i costi della mostra del lavoro realizzato. Quest’anno il Premio di 5.000€ verrà assegnato a un solo autore e comprende la copertura dei costi di stampa della mostra. La premiazione avverrà a Milano nel mese di ottobre 2016. Nella stessa occasione il GRIN presenterà, per una segnalazione di merito, il libro che a giudizio della giuria è riconosciuto come il migliore tra quanti pubblicati negli anni 2014 e 2015.

Le candidature devono essere presentate entro il 30 giugno 2016.

Info e bando disponibile su www.photoeditors.it

Forma Meravigli
Via Meravigli 5 – 20123 Milano
02 5811 8067 – info@formafoto.it
Ingresso libero e gratuito

©Luca Rotondo

©Luca Rotondo

VERA FOTOGRAFIA
Reportage, immagini, incontri

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Venezia, 2014 © Gianni Berengo Gardin/Courtesy Fondazione Forma per la Fotografia

19 maggio – 28 agosto 2016
Palazzo delle Esposizioni, Roma


a cura di Alessandra Mammì e Alessandra Mauro

“Vera fotografia” intende ripercorrere la lunga carriera di Gianni Berengo Gardin (Santa Margherita Ligure 1930), il fotografo che forse più di ogni altro ha raccontato il nostro tempo e il nostro paese in questi ultimi cinquant’anni. La sua vita e il suo lavoro costituiscono una scelta di campo, chiara e definita: fotografo di documentazione sempre, a tutto tondo e completamente.

In mostra saranno esposti i suoi principali reportage. Accanto alle celebri immagini, ve ne saranno altre poco viste, addirittura inedite in modo da offrire nuove chiavi di lettura per comprendere il suo lavoro e, attraverso questo, il ruolo di visione consapevole della realtà che una “vera fotografia” può offrire.

Essere fotografi per Berengo Gardin significa assumere il ruolo di osservatore e scegliere un atteggiamento di ascolto partecipe di fronte alla realtà, così come hanno fatto i grandi autori di documentazione del Novecento. In questi anni, del resto, l’autore è stato sempre in prima linea per raccontare, come avrebbe detto il sociologo e fotografo statunitense, Lewis Hine, quel che doveva essere cambiato, quel che doveva essere celebrato. Con la sua macchina fotografica si è concentrato a lungo soprattutto sull’Italia, sul mondo del lavoro, la sua fisionomia, i suoi cambiamenti, registrati come farebbe un sismografo. Oppure sulla condizione della donna, osservata da nord a sud, cogliendo le sue rinunce, le aspettative e la sua emancipazione. O sul mondo a parte degli zingari, cui l’autore ha dedicato molto tempo, molto amore e molti libri. “Quando fotografo – ha detto Berengo Gardin – amo spostarmi, muovermi. Non dico danzare come faceva Cartier-Bresson, ma insomma cerco anch’io di non essere molto visibile. Quando devo raccontare una storia, cerco sempre di partire dall’esterno: mostrare dov’è e com’è fatto un paese, entrare nelle strade, poi nei negozi, nelle case e fotografare gli oggetti. Il filo è quello; si tratta di un percorso logico, normale, buono per scoprire un villaggio ma anche, una città, una nazione. Buono per conoscere l’uomo”.

Rispettando la successione temporale dei reportage realizzati nel corso della lunga carriera di Berengo Gardin, la mostra sarà divisa in sei ampie sezioni intrecciate tra loro in un unico percorso: Venezia; Milano e il lavoro; Manicomi, zingari e foto di protesta; Italia e ritratti; Le donne; Visioni del mondo: paesaggi e Grandi Navi.

Le diverse sale conducono il visitatore in un percorso al tempo stesso tematico, filologico e cronologico, attraverso i principali lavori realizzati dal fotografo: dalle prime immagini di Venezia degli anni Cinquanta fino alle più recenti, sempre di Venezia, dedicate alle Grandi Navi (2014-2015).

La vita di Gianni Berengo Gardin è fatta anche di molti incontri. In occasione della mostra diverse persone (amici, intellettuali e colleghi) sono state chiamate a scegliere e commentare una sua foto spiegando il perché della scelta. Così, nelle diverse sezioni, accanto alle stampe vintage dal tipico formato 30×40 che caratterizza le sue fotografie, si alternano 24 immagini in grande formato accompagnate ognuna da un relativo commento “d’autore”. Si tratta di una sorta di omaggi, o di doppi omaggi, all’autore e ai suoi commentatori.

Gli autori chiamati a commentare le fotografie di Gianni Berengo Gardin sono i registi Marco Bellocchio, Alina Marazzi, Franco Maresco e Carlo Verdone, ma anche gli architetti Stefano Boeri, Renzo Piano e Vittorio Gregotti, gli artisti Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Jannis Kounellis e la critica e curatrice Lea Vergine. In mostra ci sono anche i commenti del sociologo Domenico De Masi, dei colleghi fotografi Ferdinando Scianna e Sebastião Salgado, ma anche di Luca Nizzoli Toetti, fotografo emergente. Tra gli scrittori, Maurizio Maggiani e Roberto Cotroneo hanno accettato di dare il loro contributo. C’è anche un testo di Peppe Dell’Acqua, psichiatra dell’equipe di Franco Basaglia, accanto a quello dei giornalisti Mario Calabresi, Michele Smargiassi e Giovanna Calvenzi. E poi ancora lo scrittore e critico Goffredo Fofi e Marco Magnifico, vicepresidente del FAI, e la street artist Alice Pasquini.

Il percorso espositivo è completato da una selezione dei numerosi libri pubblicati da Gianni Berengo Gardin. Nel corso degli anni ne ha realizzati oltre 250: testimonianze del lavoro svolto dall’autore e del grande interesse che egli ha suscitato in ambito editoriale.

La mostra è accompagnata da un catalogo pubblicato da Contrasto.

 

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale ha documentata le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 250) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali). Contrasto ha pubblicato di recente Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutti i volumi realizzati dal maestro della fotografia (oltre 250), Manicomi (2015) e Venezia e le grandi navi (2015). L’intera produzione e l’archivio di Gianni Berengo Gardin sono gestiti da Fondazione Forma per la Fotografia di Milano.

 

Palazzo delle Esposizioni via Nazionale 194 – Roma
Promossa da
Roma Capitale
Prodotta e organizzata da
Azienda Speciale Palaexpo in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia


Orari
: domenica, martedì, mercoledì e giovedì: dalle 10.00 alle 20.00; venerdì e sabato: dalle 10.00 alle 22.30; lunedì chiuso
Biglietto: intero € 12,50; ridotto € 10.00. Permette di visitare tutte le mostre in corso al Palazzo delle Esposizioni.
Informazioni e prenotazioni: singoli, gruppi e laboratori d’arte tel. 06 39967500; www.palazzoesposizioni.it


Cinema Meravigli presenta

Jean Painlevé - Cristaux liquides (1978)_1

Affondi audiovisivi

12, 19 e 26 maggio 2016

a cura di Filmidee

 in collaborazione con

 CTU – Centro d’Ateneo per l’e-Learning e la produzione multimediale Biblioteca del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano

Cinema Meravigli ospita Affondi audiovisivi, una selezione di cortometraggi storici a cura di Tommaso Isabella.

In programma tre serate con una selezione di film sperimentali e documentari di vario genere: opere non narrative, che tuttavia raccontano e generano mondi, parlano della potenza del cinema e della sua capacità di rivelare e reinventare il reale, a partire da opzioni elementari, come la scelta di un’inquadratura o di una particolare tecnica di ripresa, lavorando spesso su soggetti semplici, osservazioni meticolose e studiate per produrre un’intensificazione della percezione.

Le proiezioni spaziano dal cinema delle origini a quello d’avanguardia, dall’animazione alla performance, dal cinema didattico-scientifico a quello industriale. Si incontrano nomi storici, quelli di Georges Méliès, John Grierson, Chantal Akerman, ma anche grandi misconosciuti, come Ralph Steiner e Chris Welsby, esperimenti cinematografici di artisti come Andy Warhol e Richard Serra, ma anche di ispirati specialisti quali Frank Percy Smith e Jean Painlevé. Un percorso attraverso territori cinematografici diversamente marginali, ravvicinati da una tensione alla ricerca, che si traduce in puntuali affondi nel visibile.

La programmazione è pensata a partire dalle suggestioni offerte dalle collezioni audiovisive del CTU/Biblioteca del Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione dell’Università degli Studi di Milano: un patrimonio unico sul territorio milanese, una raccolta di opere che vanno dal cinema diretto al documentario sociale e antropologico, dalla forma diario al film-saggio. Un archivio aperto alla città e a chiunque voglia scoprire o approfondire la conoscenza di opere e autori che difficilmente vediamo al cinema, ma che del cinema hanno segnato capitoli fondamentali, scritti tra le righe della sua storia ufficiale.

PROGRAMMA COMPLETO

Giovedì 12 maggio, ore 21

ISTRUZIONI DI SMONTAGGIO

I film di questa serata operano una radicale scomposizione della figura umana, sfruttando inquadrature ravvicinate su mani, teste e altri dettagli anatomici per creare personaggi e paesaggi inediti.

Giovedì 19 maggio, ore 21

CRISTALLI LIQUIDI

Animazioni surreali, visioni psichedeliche al microscopio, sensuali processi industriali: un percorso scandito da trasmutazioni e stati ibridi della materia, per scoprirne le segrete coreografie.

Giovedì 26 maggio, ore 21

VIAGGIO INTORNO ALLA MIA CAMERA

Itinerari dell’occhio cinematografico lungo tracciati netti e programmati oppure caotici e convulsi: attraversamenti dello spazio che diventano nuovi modi di osservare il mondo.

 

Filmidee.it è un magazine online trimestrale di critica cinematografica fondato nel 2011 da Daniela Persico e Alessandro Stellino. Nata per affrontare le mutazioni in ambito cinematografico dopo la rivoluzione digitale, è stata la prima rivista online ad essere presentata alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia ponendosi come punto di riferimento per una generazione di giovani critici.

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 Cinema Meravigli

4 giornate di cinema a Forma Meravigli

Da giovedì 14 a domenica 17 aprile 2016 Forma Meravigli ospita quattro giornate tematiche di proiezioni video ispirate al mondo dell’immagine fotografica. La rassegna propone molteplici sguardi di approfondimento: documentari dedicati a personalità protagoniste della scena fotografica, tra cui il celebre caso Vivian Maier, e focus su argomenti specifici come l’immagine e la memoria interiore, oppure il rapporto tra moda, cinema e fotografia.

La rassegna è a cura di Valeria Moreschi in collaborazione con Wanted Cinema, Feltrinelli Real Cinema e Filmidee.
I posti sono limitati. L’accesso alle proiezioni è consentito con il biglietto di ingresso alla mostra War is over!
per info: +39 02 58118067 – info@formafoto.it

 

Di seguito la programmazione delle proiezioni:

GIOVEDÌ 14 APRILE

L’ARCHIVIO, LA MEMORIA, L’IMMAGINE

Di cosa ci parla una fotografia? Quali momenti scegliamo di isolare? Il passato può farsi presente? E la verità di uno sguardo può restare invisibile seppur fissata in un’istantanea? Domande che si susseguono nei quattro film scelti che in maniera diversa riflettono sul rapporto tra l’immagine fissa e quella in movimento, tra tempo perduto e ricordi salvati, tra ricerca del vero e spazio affettivo.

> ore 18.30

A festa e os cães

di Leonardo Mouramateus

Leonardo Mouramateus sfoglia alcune foto scattate tempo fa con una macchina fotografica analogica. Ciascuna foto illumina un ricordo, suscita un commento, innesca un racconto. Ma A Festa e os cães va oltre la descrizione di un’adolescenza trascorsa tra feste e sbronze, girovagando per le strade di Fortaleza in compagnia dei cani randagi: è un viaggio nel passato in grado di riportare i dubbi, le speranze e la leggerezza degli anni verdi.

Lupino

di François Farellacci

Anthony, Orsu e Pierre-Marie e gli altri protagonisti del film appartengono al quartiere di Lupino. Sono cresciuti qui, in questi palazzi popolari intrappolati tra l’autostrada e la collina, lontano dalla spiaggia, dal centro città, da tutto. Quando l’estate arriva, scendono in strada. Tra le panchine scalcinate e i terreni abbandonati trascorrono insieme lunghe giornate inquiete, alla ricerca di un po’ d’ombra, di compagnia, di una via di fuga.

> ore 20.30

Ragazzo

di Lorenzo Apolli

Un giovane medico militare osserva attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica un piccolo villaggio di baracche costruito a tremila metri di quota. Sono giorni di guerra: i suoi compagni sono altri giovani chiamati al fronte; molti, come lui, non hanno ancora trent’anni. Lentamente, i suoi album si arricchiscono di volti, gesti, espressioni, trasformandosi nel racconto privato di un’esperienza comune.

Africa 815

di Pillar Monsell

Scavando in profondità nell’archivio fotografico e nei diari del padre a partire dal suo servizio militare nel Sahara spagnolo di metà anni Sessanta, la regista scopre il luogo dell’anima del proprio genitore. Un paradiso che racchiude i desideri di un’intera vita, ma anche il bisogno di ripensare il senso del proprio mondo d’origine.

 

VENERDÌ 15 APRILE

CINEMA, FOTOGRAFIA, MODA

> ore 18.30

Bill Cunningham New York

di Richard Press

Film sul fotografo ormai ottantenne del New York Times, che da oltre quarant’anni ritrae nelle sue due colonne “On the Street” e “Evening Hours” le tendenze della moda nella Grande Mela. Nel documentario, oltre alla partecipazione di Cunningham stesso, troviamo i contributi, tra gli altri, di Anna Wintour, Tom Wolfe e David Rockefeller.

> ore 20.30

The September Issue

di R.J. Cutler

Da più di vent’anni direttrice della rivista “Vogue”, la potente e temutissima Anne Wintour è ormai un’icona del mondo della moda. Presentato dalla stessa Wintour durante una divertente apparizione al David Letterman Show, il documentario racconta i nove mesi di preparazione del numero di settembre della rivista. Tra le testimonianze degli stilisti e i piccoli grandi drammi di redazione The September issue alza il sipario sui meccanismi del circo della moda e dell’editoria.

SABATO 16 APRILE

UNA GIORNATA PER TIM HETHERINGTON

> ore 18.30

Restrepo

di Tim Hetherington e Sebastian Junger

Un film-documentario girato nell’estremo avamposto afghano di Restepo, una piccola postazione nella valle del Korengal, occupata da un plotone di quindici marines con compito di sorveglianza e pattugliamento. Il fotoreporter Tim Hetherington e il giornalista Sebastian Junger hanno voluto “catturare l’esperienza del combattimento, della noia e della paura attraverso gli occhi dei soldati”.

> ore 20.30

Tim Hetherington: dalla linea del fronte

di Sebastian Junger

Un ritratto commovente dell’acclamato fotografo di guerra e regista, presentato dal giornalista Sebastian Junger, suo co-regista in Restrepo in Afghanistan.

 

DOMENICA 17 APRILE

PROTAGONISTI

> ore 18.30

Alla ricerca di Vivian Maier

di John Maloof, Charlie Siskel

Tra i fotografi più sorprendenti del XX secolo, Vivian Maier occupa un posto d’onore, faticosamente conquistato dopo anni di anonimato, e grazie a una progressiva scoperta, lenta ed entusiasmante, del suo inedito patrimonio iconografico. Il documentario ne racconta la storia e la personalità affascinante ed enigmatica di Vivian Maier.

> ore 20.30

ANTICIPAZIONI SPECIALI

Koudelka Shooting Holy Land

di Gilad Baram

Speciale preview dell’attesissimo documentario su Josef Koudelka. Uno sguardo intimo e unico nel processo creativo del grande fotografo durante il suo viaggio in Israele e Palestina.

Pearl

di Jessica Dimmock

Speciale preview del lavoro della fotografa Jessica Dimmock che ha seguito il profondo cambiamento, fisico ed emotivo, di una donna transgender di mezza età nel Pacifico nordoccidentale.

A SEGUIRE

Il sale della terra

di Wim Wenders e Juliano Ribeiro Salgado

Da quarant’anni a questa parte, il fotografo Sebastião Salgado viaggia in tutti i continenti seguendo le tracce di un’umanità in costante mutazione. La vita e il lavoro di Sebastião Salgado ci vengono rivelati attraverso gli sguardi incrociati di Wim Wenders, anch’egli fotografo e di suo figlio Juliano che lo ha accompagnato nei suoi ultimi viaggi.

Brienzersee, Svizzera, giugno 2014. © Teju Cole

Brienzersee, Svizzera, giugno 2014. © Teju Cole

Punto d’ombra

fotografie di Teju Cole

A cura di Alessandra Mauro

27 aprile – 19 giugno 2016

Mercoledì 27 aprile 2016 ore 18.30 inaugurazione

e presentazione del libro presso Forma Meravigli

Quando l’otturatore si chiude, il mondo si ferma in un’inquadratura. Anche le parole vengono fissate dalla scrittura.

Siri Hustvedt (dall’introduzione al libro Punto d’ombra di Teju Cole, Contrasto)

Inaugura mercoledì 27 aprile alle 18.30 a Forma Meravigli, Punto d’ombra la prima mostra fotografica di Teju Cole, scrittore americano di fama internazionale, fotografo e critico fotografico per The New York Times Magazine. Curata da Alessandra Mauro, l’esposizione presenta un’ampia selezione di immagini e parole dell’autore di origini nigeriane che, come le pagine di un diario visivo, accompagneranno il visitatore nei suoi diversi viaggi e nelle sue peregrinazioni in  giro per il mondo. La mostra sarà esposta fino al 19 giugno 2016 a Forma Meravigli (Milano), una iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

Con Punto d’ombra Teju Cole dà ulteriore prova della sua straordinaria capacità narrativa di meditare in modo preciso su temi evocativi come quello della memoria, e lo fa affidando stavolta il suo racconto non solo alle parole ma anche alle immagini, che scatta e realizza quotidianamente. Le settanta fotografie in mostra saranno quindi tutte accompagnate dai relativi testi d’autore.

Un dettaglio metropolitano, l’interno di un hotel, una persona qualunque, un albero: Teju Cole inizia a guardare e rappresentare la realtà in maniera diversa in seguito ad un periodo di semicecità a partire dal quale si pone una serie di riflessioni legate ai temi del “vedere”. Quelli precedentemente elencati sono solo alcuni dei soggetti immortalati nelle immagini di Cole, istantanee su cui di volta in volta l’autore stesso costruisce una riflessione, un ricordo o anche una piccola storia.

Punto d’ombra è un lavoro originale e coraggioso che combina la poetica fotografica di paesaggio con la prosa, lirica, allusiva e impegnata di Teju Cole. Un progetto che viene presentato in anteprima internazionale a Forma Meravigli, accompagnato dal libro Punto d’ombra, pubblicato da Contrasto per la collana In parole. Il volume sarà presentato da Teju Cole per la prima volta il 26 aprile alle 18.30 al MAXXI di Roma insieme a Goffredo Fofi.

“Una strada non è solo la superficie asfaltata, i palazzi ai lati, le macchine veloci o lente, la gente intorno a te. È anche il modo in cui tutte quelle cose sono in relazione, come si compongono e ricompongono. Appena alcuni elementi si allontanano dal campo visivo, altri diventano visibili: tu ti muovi, le macchine si muovono, altre persone si muovono, persino il sole si sta muovendo lentamente, e in mezzo a tutto questo movimento multidimensionale devi decidere quando premere l’otturatore, decidere quale di questi istanti mutevoli è più interessante degli altri. 

Un secondo prima, non è ancora successo. Un secondo dopo, se ne è andato per sempre, irrecuperabile.”

Teju Cole

Teju Cole è l’autore di Città Aperta e Ogni giorno è per il ladro ed è il critico fotografico per The New York Times Magazine. Per il suo lavoro letterario ha vinto, tra le altre cose, il premio PEN/Hemingway Prize, il Windham Campbell, l’Internationaler Literaturpreis. Nato negli USA da genitori nigeriani, Teju Cole ha passato la sua infanzia in Nigeria per tornare negli Stati Uniti a 17 anni, dove tuttora vive, a New York.

Punto d’ombra
Dal 27 aprile al 19 giugno 2016

Mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 18.00
Giovedì 12.00 – 21.00
Lunedì, martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro
Ridotto: 6 euro

#puntodombra

Forma Meravigli
Via Meravigli 5
20123 Milano
0258118067
www.formafoto.it
Twitter @formafoto
Facebook/FondazioneFormaPerLaFotografia

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MARIO GIACOMELLI

LA FIGURA NERA ASPETTA IL BIANCO

A cura di Alessandra Mauro

Museo di Roma Palazzo Braschi

23 marzo – 29 maggio 2016

Venerdì 27 maggio 2016 presso il Museo di Roma Palazzo Braschi ci sarà l’evento di finissage a due giorni dalla chiusura della mostra Mario Giacomelli. La figura nera aspetta il bianco. Dalle 17,30 alle 19,30 nelle sale del museo si svolgerà un vero e proprio happening fatto di musica e parole. Sarà possibile ammirare le fotografie esposte, guidati nelle diverse sale dalla curatrice Alessandra Mauro e del sassofonista Stefano Diglio: un incontro/ improvvisazione speciale tra musica, parole e immagini.  All’evento si accede con il biglietto della mostra.

“L’immagine è spirito, materia, tempo, spazio, occasione per lo sguardo. Tracce che sono prove di noi stessi e il segno di una cultura che vive incessantemente i ritmi che reggono la memoria, la storia, le norme del sapere.”

Mario Giacomelli

La grande mostra antologica propone per la prima volta a Roma un viaggio appassionante nella fotografia di Mario Giacomelli, nella sua arte, nella sua intima e profonda poesia, nel suo furore creativo. La mostra, promossa da Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, è prodotta da Fondazione Forma per la Fotografia, in collaborazione con Archivio Giacomelli di Senigallia, e organizzata con Zètema Progetto Cultura.

L’esposizione presenta circa 200 tra le fotografie più importanti del fotografo di Senigallia, tutte in formato originale: stampe vintage e autografate dall’autore. L’esposizione consentirà per la prima volta al pubblico di Roma di ammirare una grande retrospettiva del lavoro di Giacomelli, realizzata in stretta collaborazione con la famiglia e accompagnata dall’analisi storico critica di vari importanti autori.

Nelle sale di Palazzo Braschi saranno esposte molte delle celebri serie del grande fotografo italiano, il più importante e innovativo che l’Italia abbia mai avuto: dalle sue prime fotografie, scattate sulla spiaggia di Senigallia nel 1953, alle serie dedicate all’Ospizio (Verrà la morte e avrà i tuoi occhi), ai “pretini” in festa nel seminario della città (Io non ho mani che mi carezzino il volto), a Lourdes, alle atmosfere fuori dal tempo di Scanno, ai contadini de La buona terra, alla storia quasi cinematografica di Un uomo, una donna, un amore; senza trascurare le serie dedicate alle grandi poesie che affascinavano con il loro ritmo e la loro profondità Giacomelli (A Silvia, Io sono Nessuno, Ritorno …).

Non mancano in mostra anche le straordinarie immagini del paesaggio marchigiano, che per tutta la vita Giacomelli non si è mai stancato di fotografare, di riprendere e di sorprendere, ed alcune tra le sue immagini più “materiche”, dove la tensione tra le figure nere e il bianco di fondo si fa attesa drammatica, corposa, lirica.

Saranno visibili anche altre serie (Così come la morte, Ritorno, Territorio del Linguaggio, il volo lento delle farfalle), che testimoniano quel lavoro incessante di grande inventore di immagini che ha sempre contraddistinto il lavoro di Mario Giacomelli.

La mostra esposta a Palazzo Braschi è una preziosa occasione per conoscere e apprezzare il talento fotografico e l’eccezionale realismo magico di Mario Giacomelli.

“Cerchi sempre di sintetizzare in pochi elementi i suoi argomenti”, gli raccomandava Pietro Donzelli, “inventi delle fotografie, la sua sensibilità gliele suggerirà certamente. A volte basta un suono o una voce per creare dentro di noi un’immagine o dei personaggi. Li racconti questi personaggi, prima a se stesso, poi agli altri con una sequenza di immagini… Sarà dura la sua strada, come è dura la mia, perché la malinconia non è sempre accettata dagli uomini che cercano di sfuggirla. Si ricordi però che il cammino degli artisti è fatto solo di tristezza e di dolore. Nascono per consolare la tristezza degli altri … Faccia ogni tanto una personale cercando di raccontare per immagini…”. A questo insegnamento, Giacomelli sembra esser stato sempre molto fedele.

Il libro che accompagna la mostra è pubblicato da Contrasto. Accanto alle fotografie, completano il volume una biografia di Mario Giacomelli curata dal figlio Simone e da testi e analisi critiche di Roberta Valtorta, Paolo Morello, Ferdinando Scianna, Christian Caujolle, Alistair Crawford, Goffredo Fofi e Alessandra Mauro.

Mario Giacomelli, nato a Senigallia nel 1925, inizia a lavorare a 13 anni in una tipografia. Nel 1952 compra una macchina fotografica e scatta la sua prima immagine, “L’approdo”. Da allora, fotografo non professionista per scelta, si dedica alla creazione delle sue intense serie fotografiche: la vita d’ospizio, i paesaggi, Scanno, il mondo contadino.

Nel 1953 entra a far parte del gruppo fotografico Misa e nel 1956 de La Bussola. Dal 1955 viene celebrato dall’allora direttore della fotografia del MoMa di New York John Szarkowski e comincia a ottenere riconoscimenti e a esporre in Italia e all’estero. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private di tutto il mondo.  Muore a Senigallia nel 2000.

 

 

Ufficio stampa Contrasto

Valentina Notarberardino +39 06 328281 – +39 366 6678862

vnotarberardino@contrasto.it www.contrasto.it twitter @contrastobooks

 

Ufficio stampa Zètema Progetto Cultura

Giusi Alessio +39 06 82077327 – +39 340 4206562 g.alessio@zetema.it
www.zetema.it  twitter @ZetemaCultura

 

 

 

 

Scheda info

 

Mostra

 

Dove

 

Inaugurazione

Mario Giacomelli. La figura nera aspetta il bianco

 

Museo di Roma – Palazzo Braschi

Ingresso da Piazza Navona, 2 e da Piazza San Pantaleo, 10

 

 

Martedì 22 marzo, ore 18.30

 

Quando 23 marzo – 29 maggio

 

Orari                                          

 

 

Biglietteria                             

 

Dal martedì alla domenica dalle ore 10 – 19 (la biglietteria chiude alle 18)

Giorni di chiusura lunedì, 1 maggio

 

 

biglietto unico Museo e Mostra per non residenti:

11 euro intero, 9 euro ridotto;

gratuito per le categorie previste dalla tariffazione vigente

 

Promossa da

 

A cura di

 

Produzione

 

Organizzazione

 

In collaborazione con

 

Catalogo

 

Info mostra

Roma Capitale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
Alessandra Mauro

 

Fondazione Forma per la Fotografia

in collaborazione con Archivio Giacomelli di Senigallia

 

Fondazione Forma per la Fotografia con Zètema Progetto Cultura

 

Mastercard Priceless Rome

 

Contrasto

 

Tel 060608 (tutti i giorni ore 9.00 – 21.00)

www.museodiroma.it www.museiincomuneroma.it

 

111-C-1600

 L’Italia della Liberazione nelle immagini dei U.S. Signal Corps

e dell’Istituto Luce, 1943-1946

PROROGATA A DOMENICA 17 APRILE

 

A cura di Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni

10 febbraio – 10 aprile 2016 

Mercoledì 10 febbraio 2016 alle 18.30 inaugurazione presso Forma Meravigli 

War is over!, a cura di Gabriele D’Autilia ed Enrico Menduni, propone un confronto tra due diversi sguardi che raccontano la Liberazione in Italia: quello delle fotografie a colori dei Signal Corps dell’esercito americano e quello delle immagini in bianco e nero dei fotografi dell’Istituto Luce, molte delle quali inedite o precedentemente censurate. La mostra è promossa e organizzata da Istituto Luce-Cinecittà e da Forma Meravigli, un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto, con il patrocinio dell’Università degli Studi Roma Tre e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano.

La Liberazione dell’Italia durò due anni, dallo sbarco degli angloamericani in Sicilia nel luglio 1943 alla resa dei nazifascisti nell’aprile 1945. Questo processo lungo e doloroso fu messo straordinariamente in scena dai due opposti sguardi fotografici dei fotografi dell’Istituto Luce e dei Signal Corps dell’esercito americano. Sguardi che restituiscono due Italie e due diverse guerre e si osservano reciprocamente e che oggi sono messi a confronto e presentati per la prima volta al pubblico di Milano (dopo il successo della prima tappa della mostra a Roma a Palazzo Braschi). L’allestimento di Forma Meravigli proporrà per la prima volta anche alcune fotografie che vedono come protagonista la città di Milano.

Nelle foto dei Signal Corps (l’efficiente servizio di comunicazioni al seguito delle truppe statunitensi) provenienti da un raro repertorio, conservato presso la NARA (National Archives and Records Administration) di Washington, il colore diventa il segno di un’Italia diversa, “rivelata” da operatori e fotografi più attenti al dato sociale e uno strumento di esportazione dell’american way of life che, con la ricostruzione, raggiunge anche l’Italia. Fanno da controcanto gli scatti dell’Istituto Luce, l’organo ufficiale di documentazione fotocinematografica del regime, dove il “bianco e nero” è espressione prima del cupo declino del fascismo e poi della sobrietà di una classe dirigente che cerca di costruire sulle rovine della guerra. Tra queste, la mostra propone molte immagini del fondo “Reparto Guerra Riservati” in cui erano conservati i negativi bloccati dalla censura.

A Forma Meravigli saranno esposte circa 140 immagini, anche inedite, e filmati d’epoca – compresi nel periodo tra il luglio del 1943 (lo sbarco degli alleati in Sicilia) e il 1946 – che propongono la narrazione della guerra attraverso i suoi protagonisti, italiani e americani, e il confronto, unico e suggestivo, tra due differenti punti di vista.

Il percorso espositivo si snoda attraverso 10 sezioni tematiche, in cui le due serie di immagini sono affiancate in un dialogo immediato ed emozionante.

Nella prima sezione, Due diversi sguardi, viene proposto un confronto tra le fotografie degli operatori Luce e quelle dei Signal Corps, mentre nella seconda, La guerra non è come un film, si alternano episodi bellici e ritratti di soldati come, tra le altre immagini censurate, quella dei travestimenti da pecora dei combattenti. Vincitori e vinti sono illustrati nella terza sezione: per esempio, ad un Mussolini stanco e logorato si contrappone il tavolo delle potenze vincitrici alla Conferenza di Potsdam o il ringraziamento (oltre le regole protocollo) di Papa Pio XII, circondato dalle truppe alleate. La quarta sezione racconta poi il Bel Paese: in queste immagini l’obiettivo è fissato su edifici distrutti dai bombardamenti e cittadini smarriti tra le rovine. Nei Volti di guerra della quinta sezione scorre una sequenza di momenti di vita civile e militare, tra episodi di guerra e soccorsi ai feriti. Il dolore domina invece le immagini della sesta sezione, tra bombardamenti sulle popolazioni civili e la durezza dei combattimenti mentre in Amore e guerra, la settima sezione, si intravedono primi casti baci ed effusioni timidamente romantiche. Sono poi all’insegna del relax gli scatti esposti nell’ottava sezione, Consolazioni e divertimenti, che mettono a fuoco il desiderio di svagarsi, nonostante il pericolo e l’infuriare della guerra. Interrogatori, tribunali e processi si alternano nella nona sezione, La resa dei conti, per arrivare alla conclusione del percorso, Rinascere. Attraverso le immagini di questa decima sezione si racconta, dopo i festeggiamenti per la fine del conflitto, il difficile e contrastato inizio del dopoguerra.

A corredo della mostra tre postazioni video mostrano il coinvolgimento di grandi registi di Hollywood (integrati nei Signal Corps) nella guerra mondiale e la gioia e lo stordimento degli innumerevoli momenti della Liberazione italiana, con un particolare sguardo sui video e cinegiornali girati a Milano durante la guerra. La regia dei video è di Roland Sejko.

Il racconto dell’Italia che esce da questo duplice sguardo è tragico e glorioso, conosce i toni del coraggio e della sconfitta, della paura e della gioia, della cupa violenza e di una sconfinata voglia di vivere: di un Paese che si accingeva a percorrere i migliori anni del dopoguerra, con la conquista della democrazia, un grande cinema, la ricostruzione, la ricerca del benessere.

Il libro War is over edito da Contrasto accompagna la mostra.

Si ringrazia la Fondazione Corriere della Sera per il contributo fornito alla mostra con alcune fotografie di Milano.

Un grazie infine all’Avv. Sandro Rizzi che ha concesso l’uso di alcune foto scattate dal padre Franco durante i bombardamenti.

 

 

 

War is over

Dal 10 febbraio al 10 aprile 2016

 

Mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 20.00

Giovedì 12.00 – 23.00

Lunedì, martedì chiuso

Ingresso intero: 8 euro

Ridotto: 6 euro

#WarIsOver

 

 

Forma Meravigli

Via Meravigli 5

20123 Milano

0258118067

www.formafoto.it

Twitter @formafoto

Facebook/FondazioneFormaPerLaFotografia

 

Per le visite guidate scrivere a scuola@formafoto.it

Per ricevere la cartella stampa scrivere a stampa@formafoto.it indicando la testata per cui si scrive

 

Cessate le ostilità, soldati americani e civili italiani assistono a una gara motonautica, Gardone, Lago di Garda, luglio 1945. © National Archives And Records Administration

 

Walter Bonatti

Fotografie dai grandi spazi

 

4.Antartide (quadrante neozelandese). Novembre dicembre 1976

 

A cura di Alessandra Mauro e Angelo Ponta

AuditoriumExpo

 

Auditorium Parco della Musica di Roma

 

Inaugurazione 7 ottobre ore 18.30

 

Dal 8 ottobre 2015 al 31 gennaio 2016

 

Dal 8 ottobre 2015 sarà aperta al pubblico la mostra Walter Bonatti. Fotografie dai grandi spazi presso l’Auditorium Expo dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’esposizione, promossa e prodotta da Contrasto, Civita e GAmm Giunti e curata da Alessandra Mauro e Angelo Ponta in collaborazione con l’Archivio Bonatti, sarà presentata nell’ambito di Auditorium Fotografia, un progetto della Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia. Resterà aperta fino al 31 gennaio 2016.

 

Un lungo racconto visivo, un insieme di immagini straordinarie stampate in grande formato, un’avventura esistenziale unica: la mostra su Walter Bonatti, alpinista, esploratore ma anche e, in questa sede, soprattutto fotografo, è un’occasione per ripercorrere oltre 30 anni di viaggi alla scoperta dei luoghi meno conosciuti e più impervi della Terra e raccontando la passione per l’avventura insieme alla straordinaria professionalità di un grande reporter.

 

Walter Bonatti imparò a fotografare e a scrivere le proprie avventure con la stessa dedizione con cui imparò i segreti della montagna. Nei suoi quindici anni di lavoro per il settimanale Epoca si imporrà come uno dei più talentuosi fotoreporter dai luoghi selvaggi del pianeta, e se l’alpinista estremo (e spesso solitario) aveva conquistato l’ammirazione degli uomini e il cuore delle donne, l’essere insieme narratore e protagonista delle proprie avventure lo proietterà anche nell’immaginario dei più giovani.

A ogni viaggio, Bonatti partiva alla ricerca dei suoi ricordi letterari e dei suoi eroi, cercando di riviverne le avventure.

Molte tra le sue folgoranti immagini sono grandiosi “autoritratti ambientati” e i paesaggi in cui si muove sono insieme luoghi di contemplazione e di scoperta. Bonatti si pone davanti e dietro l’obiettivo: in un modo del tutto originale è in grado di rappresentare la sua fatica e la gioia per una scoperta, ma al tempo stesso sa cogliere le geometrie e le vastità degli orizzonti che va esplorando.

 

Così, immagine dopo immagine, reportage dopo reportage,si compie il racconto dell’avventura e insieme, il ”romanzo dell’io” di Bonatti. Il talento per la narrazione, l’amore per le sfide estreme, l’interesse per la fotografia come possibilità di scoprire e testimoniare per sé e per gli altri. Una passione, e probabilmente anche un’esigenza, nata già negli anni dell’alpinismo (con i trionfi e le amarezze che li segnarono), con le foto scattate sulle pareti più difficili, e poi consolidata nel tempo, con i racconti d’imprese affascinanti e impossibili.

 

In mostra le grandiose immagini a colori di Bonatti compongono un lungo, unico diario di viaggio dove si intrecciano visioni e ricordi. Le fotografie sono accompagnate da note dello stesso autore, cimeli originali e interventi video (realizzati da N!03) sulla sua esperienza in montagna e sul “personaggio” Bonatti.

 

La mostra è accompagnata da un libro pubblicato da Contrasto.

 

In collaborazione con Sport Senza Frontiere

LABORATORIO PER BAMBINI

volantino lab a5

FOTO DA LEGGERE

UN LABORATORIO PER SCOPRIRE COSA CI DICONO LE IMMAGINI

 

Data: martedì 9 giugno o sabato 13 giugno, dalle 10 alle 12

Luogo: Via Meravigli 5/7, Milano

Età: dai 6 ai 10 anni

Durata: 2 ore

 

Fondazione Forma per la Fotografia propone – nel suo nuovo spazio espositivo in via Meravigli inaugurato lo scorso 23 aprile – un ciclo di laboratori per bambini dedicati all’immagine, con la consapevolezza di quanto sia importante oggi avvicinare anche i più piccoli ai linguaggi della fotografia. Attraverso giochi, sperimentazioni, sfide e discussioni di gruppo, i bambini verranno guidati a scoprire, di volta in volta, lo sfaccettato mondo della fotografia.

 

Nel primo laboratorio – Foto da leggere – osserveremo con i bambini alcune delle fotografie della mostra Il racconto onesto, attualmente in corso presso Forma Meravigli, e proveremo a interpretarle e a scrivere le nostre didascalie, sfidandoci a chi ha l’occhio più attento. Giocando scopriremo come diverse parole possano far leggere in modo completamente differente un’immagine.

Quota di partecipazioneh € 12

 

Per info e iscrizioni:

Tel 02 58118067 | scuola@formafoto.it

 

Prenotazione obbligatoria. Numero di posti limitato.

 

 

 

Modalità di pagamento:

– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia

– carta di credito presso Forma Meravigli

– bonifico bancario presso:

Intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA

Banca Prossima

IBAN: IT02B0335901600100000119318

BIC/SWIFT: BCITITMX

Per partecipare è necessario effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale: EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).

La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali

-pagamento online su www.formafoto.it nella sezione Forma Shop

 

 

 

 

Exposed Project

Mostra-laboratorio sulle trasformazioni della città

06_Giuseppe Fanizza_critical bike no expo_ 2015

CARTELLA STAMPA —> http://bit.ly/ExposedProject_Forma

 

Mercoledì 24 giugno alle 18.30 inaugura, presso le sale di Forma Meravigli, Exposed Project.

 

In quanto luogo di riflessione permanente sull’identità e sulle trasformazioni di Milano, capace di dare spazio alle più recenti ricerche artistiche che vedono protagonista la fotografia, Forma Meravigli, iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto, presenta Exposed Project.

Per tutto il corso dell’estate 2015 le sale espositive si trasformano in un osservatorio dinamico sulla città in grado di captare i nuovi sguardi sul territorio e restituire in tempo reale i mutamenti sociali e culturali che caratterizzano Milano e il suo hinterland in concomitanza con l’Esposizione Universale.

 

Exposed Project è un lavoro di ricerca che prende avvio a Milano nel 2011 dall’esigenza condivisa da un gruppo di fotografi, artisti, videomaker e ricercatori: testimoniare le trasformazioni urbane, sociali ed economiche in atto nella città in occasione di un grande evento come Expo 2015. Si è così costituito un network internazionale caratterizzato da un approccio aperto, critico, multidisciplinare e inclusivo, che ha indagato un territorio in continua evoluzione condividendone i risultati – attraverso una piattaforma di immagini, video e contenuti multimediali – con le comunità. Il web, i social network, sono stati la scelta naturale per la veicolazione del progetto e il sito di Exposed Project è la chiara manifestazione di un lavoro collettivo in progressiva crescita e delle diverse ricerche portate avanti dal gruppo di autori.

 

Dal 24 giugno al 20 settembre 2015, Forma Meravigli ospiterà 6 progetti realizzati da Exposed Project e un fitto programma di oltre 15 tra incontri, eventi esterni, presentazioni e dibattiti che confermano la vocazione al dialogo e alla ricerca del nuovo spazio di via Meravigli. L’allestimento si articolerà in una sorta di laboratorio permanente, aperto a diverse discipline e animato anche dal pubblico che sarà chiamato a interagire e a condividere la propria esperienza attraverso laboratori e performance.

 

Il progetto è realizzato in collaborazione con Careof nell’ambito di FDV Residency Program, che dal 2013 ha supportato lo sviluppo del laboratorio di ricerca e condiviso la progettualità attraverso talk, laboratori, progetti espositivi.

 

L’esposizione si concluderà con una mostra degli studenti del master di fotografia realizzato da Forma e NABA, che presenteranno i lavori sul tema di Expo realizzati nell’estate 2015 e arricchiti dal confronto, tra gli altri, con Exposed.

 

CALENDARIO DI SETTEMBRE DEGLI APPUNTAMENTI IN MOSTRA

4 settembre dalle ore 18.30 – Lluc Baños – EXPOSED
Performance
Lluc si esibirà in una performance meccanico-culinaria per trasformare a sua volta i materiali reperiti in entità ibride, a metà fra alimento, componentistica e residui di cantiere

5 e 6 settembre dalle ore 16 alle 20 – FXPO #2 THE FERMENTATION PAVILLION

Seminario

The Fermentation Pavillion è un network creato per rispondere allo slogan di EXPO2015 “Nutrire il pianeta”. Due giorni per digerire il motto di EXPO con differenti prospettive geografiche e politiche e conversazioni dal vivo e su skype con artisti, teorici e attivisti internazionali.

Interventi e screenings di: Michael Fesca, Anna Bromley, Atmaja Anan, Valentina Karga (Greece), Stefan Demming (Germany), Claudia Medeiros Cardoso (BRA), Serge Attukwei Clottey ( Ghana).

Nell’ambito del programma, verrà presentato Baranzà (a cura di Fabrizio Vatieri in collaborazione con Laura Lecce) un racconto che nasce e ruota intorno al Bar Expo 2015 del comune di Baranzate. L’installazione multimediale mette in relazione territorio, alimentazione ed economia del comune adiacente alla Esposizione Universale.

9-11 settembre dalle ore 16:00 – SOLILOQUIO PARTECIPATO – PAKMAP
Esperienza e pratica del soliloquio attraverso le vie del centro di Milano.

Esperienza conclusiva del laboratorio che si basa sul metodo del foto-stimolo, che indaga la percezione della città di Milano attraverso le immagini.

Questo metodo propone la combinazione e integrazione di differenti tecniche visuali e partecipative, utili a raccogliere informazioni sulla percezione sociale..

Siete tutti invitati a prendere parte a quest’esperienza collettiva che ci porterà nelle strade del centro della città.

Un progetto di Andrea Kunkl, Lorenzo Natali, Cristiano Mutti e Valentina Anzoise

10 settembre dalle ore 19:00 – FINISSAGE MOSTRA + LIVE READING WU MING 2 无名二 – 4NOEXPO 

Serata conclusiva degli eventi organizzati da Exposed presso Forma Meravigli, con ospiti speciali: WuMing2, che farà un racconto a più voci sull’Expo, per ragionare in modo critico sul grande evento che ha animato la ricerca di Exposed.

12 settembre dalle ore 16:00 – Mostraci il tuo progetto su Milano #3
Redazione aperta a nuove proposte progettuali. Giornata 3, chiusura.

L’ultimo degli appuntamenti di “redazione aperta”: siete tutti invitati (fotografi, scrittori, filmaker, appassionati, studenti o professionisti) a raccontarci un vostro progetto in divenire o terminato sulla tematica della trasformazione urbana. Durante questo incontro verranno visionati i materiali prodotti durante l’on the spot del 26 agosto.

La redazione di Exposed vi aspetta!

I PROGETTI IN MOSTRA

 

Archivio

02_andrea kunkl_exposed _incendio grigio                 

 

 

Sono oltre 30 i lavori, di autori diversi, che compongono l’Archivio di Exposed, raccolti fin dalla fondazione del gruppo. Un contenitore in continua crescita alla cui base si trova lo sguardo comune di fotografi, videomaker e scrittori nei confronti dei grandi processi di cambiamento, in un discorso sulla città che si apre a luoghi e suggestioni differenti.

La mostra presenterà una selezione di immagini e progetti che compongono l’archivio.

 

On the spot

01_Giuseppe Fanizza_Andrea Kunkl_area expo nel novembre 2011

I sopralluoghi periodici sul campo effettuati da diversi autori sull’area che oggi ospita Expo rappresentano una sorta di spina dorsale del progetto.

On the spot, ricerca avviata nel 2011 e destinata a concludersi con la fine di Expo 2015, costituisce una timeline visuale della trasformazione del territorio che racconta in 5 anni di grandi lavori il passaggio da campagna agli odierni padiglioni.

In mostra un allestimento flessibile farà posto man mano ai contributi più recenti.

 

 

 

Pak Map

05_PakMap_andrea kunkl_exposed project

 

Pak Map è un progetto in progress nato dalla relazione sperimentale tra ricerca scientifica e pratica artistica. Uno strumento interdisciplinare in cui arte, ricerca sociale e tecnologia dialogano costantemente al fine di far emergere le visioni e le percezioni delle comunità che abitano i territori diversamente coinvolti da Expo 2015, con un arco temporale che da prima dell’apertura proseguirà oltre la sua chiusura.

Nello spazio di Forma Meravigli il pubblico potrà essere partecipante attivo nella ricerca, contribuendo con diverse tecniche di indagine quali interviste, mappe mentali, soliloquio, fotostimolo.

A cura di Andrea Kunkl e Cristiano Mutti, Valentina Anzoise, Lorenzo Natali.

 

 

Baranzà

08_Fabrizio Vatieri_Baranza_bar expo2015 di baranzate             19_Fabrizio Vatieri_exposed_Baranza_ VIdeo Still

Nel 2012 il signor Angelo Chen rileva un bar in via Monte Bisbino a Baranzate, a ridosso dei cantieri per la realizzazione dell’Esposizione Universale, e lo chiama Bar Expo 2015.

Baranzà è un’installazione multimediale che ruota intorno a questo luogo, sia dal punto di vista fisico sia simbolico, che diventa emblematico delle relazioni tra territorio, alimentazione ed economia.

L’installazione è composta da una serie di fotografie, una postazione web che mostra il sito Feeding Baranzate a cura di Laura Lecce e una postazione in cui i visitatori sono invitati a disegnare la propria versione del logo di Expo, seguendo il video-tutorial del proprietario del Bar Expo 2015.

 

Un progetto di Fabrizio Vatieri.

 

 

Sinfonie Urbane

12_Sinfonie Urbane_The Cool Couple e Alessandro Sambini_You are Hear        13_sinfonie urbane_Ferri e Vallicelli_Ridotto mattioni

10 coppie di artisti provenienti da tutta Italia sono state chiamate a Milano per interpretare, attraverso la combinazione di suono e video, l’immagine della città in rapido cambiamento.

Partendo dalla suggestione delle Sinfonie Urbane degli anni Venti e Trenta, da cui emerge una naturale idea di progresso, dieci opere contemporanee riflettono sulla percezione della città alla luce della nuova Esposizione Universale.

 

Il progetto, a cura di Fatima Bianchi, è stato realizzato tra il 2013 e il 2014 in collaborazione con Filmmaker, O’ Artoteca e Careof.

 

21, 22 e 23 luglio: Sinfonie urbane live, i dieci progetti in mostra saranno presentati dagli autori stessi, tre dei quali si esibiranno in performance dal vivo.

 

 

FXPO

Una installazione sonora che riempirà le sale espositive, un audiodoc prodotto di un progetto di networking internazionale fra artisti e curatori, per attivare riflessioni e interferenze sulle strategie di comunicazione istituzionali e aziendali legate alla distribuzione e al consumo dei prodotti alimentari.

 

Un workshop a settembre aprirà il progetto al pubblico e alla comunità artistica milanese.

Il network fxpo è aperto a contributi online di artisti e curatori internazionali per tutta la durata di Expo 2015 (https://fxpo.atavist.com/fxpo).

 

FXPO è un progetto a cura di Exposed, Michael Fesca e Anna Bromley.

 

 

 

Exposed è un progetto di:

Eleonora Angiolini

Fatima Bianchi

Giuseppe Fanizza

Andrea Kunkl

Allegra Martin

Giulia Ticozzi

Fabrizio Vatieri

 

http://www.exposedproject.net/

 

Exposed è un progetto corale che dal 2012 ha visto la partecipazione di:

Francesco Paolo Addati, Dario Agazzi, Valentina Anzoise, Chiara Badiali, Lluc Baños, Fabrizio Bellomo, Alessia Bernardini, Gianluca Brezza, Alessandro Calabrese, Lorenzo Casali, Matteo Casari, Leone Contini, Giuseppe De Mattia, Jade Doskow, Giuseppe De Mattia, Irene Dionisio, Enece Film, Federico Evangelista, Luca Ferri, Valentina Finzi, Valentina Ghiringhelli, IraC, Perrine LamyQuique, Laura Lecce, Martino Lombezzi, Michele Miele, Filippo Minelli, Cristiano Mutti, Nastynasty, Lorenzo Natali, JeanSébastien Nouveau, Nicola Nunziata, Thomas Pagani, Giorgio Partesana, Matteo Pasin, Nico Pasquini, Thomas Pololi, Serena Porrati, Daniele Portanome, Anna Positano, Nadia Pugliese, Nuvola Ravera, Anna Teresa Ronchi, Sissi Roselli, Luca Rotondo, Micol Roubini, Alessandro Sambini, Matteo Sandrini, Mirko Smerdel, Ilaria Speri, The Cool Couple, Giulia Vallicelli, Pep Vidal, Wu Ming, Tommaso Zanetta

 

 

La mostra è realizzata in collaborazione con Careof e con il Master in Photography and Visual Design organizzato da Forma e NABA – Nuova Accademia di Belle Arti, Milano.

 

Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

 

Exposed project

25 giugno – 20 settembre 2015 (chiusura estiva dal 12 al 16 agosto)

 

#ExposedProject #FormaMeravigli

 

Forma Meravigli

Mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 20.00

Giovedì 12.00 – 23.00

Lunedì, martedì chiuso

Biglietto di ingresso: 4 euro

 

Via Meravigli 5

20123 Milano

0258118067

www.formafoto.it

info@formafoto.it

Twitter @formafoto

Facebook /FondazioneFormaPerLaFotografia

 San Vito (Ca)

 

IL RACCONTO ONESTO

Scrittori e fotografi italiani narrano il presente

24 aprile – 14 giugno 2015

venerdì 1 maggio chiuso

A cura di Matteo Balduzzi, Alessandro Leogrande e Alessandra Mauro

Progetto allestitivo di Franco Achilli

 

Giovedì 23 aprile alle 18.30 inaugura, presso le nuove sale di Forma Meravigli, la mostra “Il racconto onesto”.

Letteratura e fotografia si interrogano da sempre intorno al ”da dove veniamo” per capire “chi siamo”, attraverso vicende in cui pubblico e privato si intersecano in modi diversi, a seconda delle scelte di ciascun autore ma pur sempre su eventi, soggetti e contraddizioni che fanno parte del nostro orizzonte quotidiano.

Nati da un’idea e da un quesito di Goffredo Fofi, la mostra intreccia le testimonianze di scrittori e il lavoro di fotografi italiani impegnati, appunto, a raccontare in modo onesto, vero e nuovo, il nostro presente.

 

I contributi degli scrittori, chiamati a spiegare come si possa oggi vivere e interpretare il nostro tempo, si alternano alle immagini dei fotografi, ugualmente impegnati a raccontare il nostro paese, in un rimando di voci, visioni e argomenti che compone un insieme vario e incredibilmente vero dell’Italia.

 

Una straordinaria collezione di contributi, testuali e visivi. Ma anche per Forma Meravigli, una dichiarazione d’intenti sul valore, la centralità della testimonianza, fotografica e non. E, insieme, sull’importanza di dare spazio e respiro a nuovi racconti e nuove visioni.

 

Una serie di incontri con gli autori in mostra accompagnerà tutto il periodo di esposizione. Si comincia il 7 maggio con Goffredo Fofi in dialogo con Walter Siti e Antonio Scurati. Il 21 maggio l’incontro è con Helena Janeck, Igiaba Scego e Silvia Ballestra, in compagnia di Alessandra Mauro. Il 28 maggio l’appuntamento è con la proiezione del documentario Il diario di Felix di Emiliano Mancuso. Il 4 giugno Stefano Valenti, Paolo di Stefano e Angelo Ferracuti conversano con Alessandro Leogrande. Tutti gli incontri sono alle 18.30 nella sala dedicata di Forma Meravigli.

 

La mostra è accompagnata dal libro omonimo edito per la collana “In parole” di Contrasto.

 

Forma Meravigli è un’iniziativa di Fondazione Forma per la Fotografia in collaborazione con la Camera di Commercio di Milano e Contrasto.

 

I contributi letterari in mostra:

Giulio Angioni, Franco Arminio, Silvia, Avallone, Silvia Ballestra, Maurizio Braucci, Alberto Capitta, Giuseppe Catozzella, Paolo Cognetti, Gioacchino Criaco, Paolo Di Stefano, Giorgio Falco, Antonio Ferracuti, Elena ferrante, Giorgio Fontana, Vittorio Giacopini, Helena Janeczek, Nicola Lagiogia, Alessandro Leogrande, Sepp Mall, Alessandro Mari, Raul Montanari, Aldo Nove, Antonio Pascale, Francesco Pecoraro, Roberto Saviano, Tiziano Scarpa, Igiaba Scego, Antonio Scurati, Walter Siti, Benedetta Tobagi, Stefano Valenti, Wu Ming 1

I progetti fotografici in mostra: Tommaso Ausili – La città bianca; Nicolò De Giorgis – Hidden Islam; Emiliano Mancuso – Il diario di Felix; Giulio Piscitelli – From there to here; Alessandro Toscano – Sardinians postcards

 

Forma Meravigli collabora con la Casa delle Letterature del Comune di Roma presentando, nel mese di giugno 2015, la mostra Il racconto onesto nell’ambito di Letterature. Festival Internazionale di Roma, diretto da Maria Ida Gaeta.

 

Invito incontri il racconto onesto

 Cartella stampa

Il racconto onesto

24 aprile – 14 giugno 2015

 

Forma Meravigli

Mercoledì, venerdì, sabato e domenica 11.00 – 20.00

Giovedì 12.00 – 23.00

Lunedì, martedì chiuso

Welcome pass valido fino al 6 settembre: 7,00 euro

Via Meravigli 5

20123 Milano

0258118067

www.formafoto.it

info@formafoto.it

 

 

Ufficio Stampa Forma

Laura Bianconi

stampa@formafoto.it

3357854609

 

Ufficio Stampa Camera di Commercio

Emanuela Croci

ufficio.stampa@mi.camcom.it

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Corso avanzato

Inizio: dal 6 giugno 2015

Durata: 4 giorni suddivisi in 2 weekend

Docente: Giorgio Majno

Luogo: Via Cappuccio 7, Milano

 

Il Workshop, tenuto da Giorgio Majno, introduce alla conoscenza e all’utilizzo dei principali strumenti della fotografia in sala di posa, dagli apparecchi per la ripresa in digitale ai fondali, dalle differenti tipologie di luci (flash e continue) ai dispositivi per modificarne la diffusione, fino all’introduzione di alcuni fondamenti di post-produzione.

Oltre a contenuti tecnico-pratici, il corso prevede l’approfondimento di elementi di composizione e creatività, che saranno applicati alle 3 macro-aree cui sarà dedicata ciascuna lezione:

1. Ritratto

2. Moda

3. Still Life

Obiettivo del corso è quello di sviluppare le competenze fondamentali per la pratica della fotografia in studio, oltre a maturare un’esperienza riguardo le differenti fasi del lavoro professionale (ideazione del progetto, gestione, produzione, post-produzione e proposta) fino alla sua introduzione nel mercato.

Durante il Workshop saranno organizzate sessioni di ripresa finalizzate allo sviluppo di un progetto fotografico individuale di ritratto o still-life.

 

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Requisiti richiesti:

Per la partecipazione al corso è richiesta una conoscenza di base del funzionamento del mezzo fotografico. Ogni partecipante deve essere munito di un proprio apparecchio fotografico (meglio se digitale) e, se possibile, di computer portatile.

È inoltre preferibile, nell’ambito del primo incontro, che ogni partecipante abbia con sé un sintetico portfolio individuale (10 immagini), su supporto cartaceo o digitale.

Sarà presente in studio un assistente specializzato in post-produzione.

Le lezioni del corso si svolgeranno integralmente in studio, via Cappuccio 7.
 Programma del Workshop:

I Incontro – Sabato 6 giugno

Ore 9-13

Introduzione e presentazione dello Studio.

L’organizzazione dello spazio e l’attrezzatura.

Visione del portfolio dei singoli partecipanti.

Ore 14-18

STILL LIFE SEMPLICE.

L’uso delle luci e l’attenzione ai materiali.

 

II Incontro – Domenica 7 giugno

Ore 9-13

RITRATTO IN STUDIO.

Ore 14-18

Presentazione del lavoro di alcuni fotografi di ritratto.

Revisione dei lavori svolti.

 

III Incontro – Sabato 20 giugno

Ore 9-13 / 14-18

RITRATTO.

Ritratti in studio e in esterno.

Revisione dei lavori svolti.

 

IV Incontro – Domenica 21 giugno

Ore 9-13 / 14-18

LA MODA.

Presentazione del lavoro di alcuni fotografi di moda.

Moda in studio e in esterno.

Revisione dei lavori svolti.

Conclusione.

 

Il docente:

Giorgio Majno ha studiato fotografia, prima a Bologna al Dams, e poi negli Usa, dove ha ottenuto un MFA, Master of Fine Arts. Nel 1983 ha aperto il primo studio a Milano. Lavora per case editrici, agenzie pubblicitarie e clienti diretti, e si è specializzato nello still life di oggetti d’arte, d’antiquariato e di design.

Ha pubblicato libri per diversi editori (Mario Buccellati, Leonardo Arte; Il libro del FAI, Skira, Centenario di Lucio Fontana, Charta; La casa Bagatti Valsecchi, Scala; Vestire la luce, Silvana). Le sue foto di ricerca personale sono state esposte in Italia e all’estero. Ha insegnato fotografia negli Stati Uniti, presso la S.I.U. Southern Illinois University.

Attualmente è docente di “Storia e tecnica della fotografia” presso la facoltà di Design e Arti IUAV di Venezia, sede di San Marino. Inoltre insegna presso lo IED, Istituto europeo di design di Milano, e NABA Nuova Accademia delle Belle Arti.

www.giorgiomajno.com

foto di Carolina Prieto- Razbrod'Hats

Quota di partecipazione: € 390

Per info e iscrizioni:

Tel 02 58118067 | scuola@formafoto.it

Responsabile delle attività didattiche Francesco Zanot

 

Il numero dei posti è limitato. Si prega di presentare con anticipo la domanda di iscrizione.

 

Per partecipare è necessario effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale: EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).

La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

 

Modalità di pagamento:

online tramite il sitodi Forma

– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia

– carta di credito presso Forma Meravigli

– bonifico bancario presso:

Banca Prossima
IBAN: IT02B0335901600100000119318
BIC/SWIFT: BCITITMX

Clicca sulla cover sottostante per accedere alla pubblicazione e scaricarla.

 

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Una nuova mission per Fondazione Forma!

 

8-GBG-Contrasto

La nuova attività della Fondazione Forma si rivolge a una parte della propria mission ancora non del tutto messa in pratica e che sarà costitutiva del lavoro dei prossimi anni: la valorizzazione, conservazione, studio e divulgazione dei grandi archivi dei maestri della fotografia italiana.
La nostra mostra di apertura nel 2005 nella sede di Piazza Tito Lucrezio Caro, dedicata a Gianni Berengo Gardin, era una chiara dichiarazione di intenti: la Casa della Fotografia Italiana iniziava il proprio programma con una mostra dedicata a un grande autore italiano. Ora, il primo archivio verso cui rivolgeremo la nostra attenzione è proprio quello di GBG.
Siamo molto lieti di annunciare che abbiamo concluso un accordo quadro con Gianni Berengo Gardin e la famiglia nel quale la Fondazione sarà depositaria e gestionaria dell’intero suo archivio, compresi i negativi, i provini, le stampe, i documenti, alcune delle macchine fotografiche. Altri accordi con altrettanti maestri italiani seguiranno e colloqui sono già in corso in questa direzione.
Questo progetto, che per la prima volta si realizza in Italia con una dimensione ampia e completa, impegnerà la attività di Forma per i prossimi 10 anni, con le capacità che abbiamo e che comprendono tutte le attività di catalogazione e valorizzazione delle opere e del lavoro del patrimonio visuale della fotografia italiana. Il progetto è di importanza assoluta e costituisce una iniziativa pilota che non ha precedenti nel nostro paese e pochissimi all’estero.

La fotografia deve assumere nel nostro paese, come le altre discipline artistiche, piena dignità e valore; questo impegno parte proprio dalla valorizzazione di quanto fatto dai grandi fotografi italiani.

 

I contatti:

Per informazioni riguardanti mostre di Gianni Berengo Gardin: Valeria Moreschi, vmoreschi@formafoto.it

Per l’acquisto di fotografie e per collezionismo: Alessia Paladini, contrastogalleria@contrasto.it

Per la richiesta di autorizzazioni alla pubblicazione di fotografie facenti parte dell’Archivio o per interviste rivolgersi:  Francesca Ferretti, fferretti@contrasto.it
Ufficio stampa: Laura Bianconi, stampa@formafoto.it

Gran Bretagna, 1977

Immagine 1 di 18

Gran Bretagna, 1977

 

 

 

 

San Ysidro, California, 1979

San Ysidro, California, 1979

21/02/2015 – 07/06/2015 AuditoriumExpo

A occhi aperti

Quando la Storia si è fermata in una foto

 

Fotografie di Abbas, Gabriele Basilico, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Don McCullin, Steve McCurry, Josef Koudelka, Paolo Pellegrin, Sebastião Salgado, Alex Webb

 

AuditoriumExpo – Auditorium Parco della Musica di Roma

 

Dal 21 febbraio al 7  giugno 2015

 

Testi di: Mario Calabresi

A cura di: Alessandra Mauro e Lorenza Bravetta

 

Inaugura venerdì 20 febbraio 2015 alle 18 la mostra A occhi aperti. Quando la Storia si è fermata in una foto presso l’AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica di Roma. L’esposizione, curata da Alessandra Mauro e Lorenza Bravetta a partire dal libro A occhi aperti di Mario Calabresi (pubblicato da Contrasto) sarà presentata in collaborazione con Magnum Photos nell’ambito di Auditorium Fotografia, un progetto della Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia. La mostra sarà aperta fino al 10 maggio 2015.

 

«Cosa potremmo sapere, cosa potremmo immaginare, cosa potremmo ricordare dell’invasione sovietica di Praga se non ci fossero, stampate nei nostri occhi, le immagini di un “anonimo fotografo praghese”, che si scoprì poi chiamarsi Josef Koudelka? Quanta giustizia hanno fatto quelle foto, capaci di raccontare al mondo la freschezza e l’idealismo di una primavera di libertà. Ci sono fatti, pezzi di storia, che esistono solo perché c’è una fotografia che li racconta». Così ha scritto Mario Calabresi che, appassionato di fotografia, ma anche e soprattutto di giornalismo e realtà, ha intrapreso un viaggio molto speciale: un viaggio profondo ed affascinante nella storia recente, cercando alcuni dei “testimoni oculari” che con il loro lavoro, e la voglia di scavare tra le pieghe della cronaca, hanno raccontato alcuni momenti straordinari del nostro presente in una serie di immagini realizzate con gli occhi ben aperti sul mondo. Ne è nato un libro, A occhi aperti (Contrasto) appunto, che ha raccolto le interviste, vibranti e palpabili, a dieci grandi fotografi, dieci testimoni del nostro tempo.

 

Il progetto del libro è diventato una mostra che arriva per la prima volta a Roma: attraverso le immagini esposte, lo stesso Mario Calabresi accompagna lo spettatore in un viaggio coinvolgente che offre al visitatore la possibilità di guardare il mondo da una prospettiva incredibilmente privilegiata: quella degli occhi dei grandi reporter. Ecco allora Paul Fusco che racconta i funerali di Bob Kennedy, Josef Koudelka che descrive il mondo, condannato all’oblio, degli zingari dell’Europa dell’est, Steve McCurry e la sua Asia ancora sconosciuta, e molti altri grandi nomi della fotografia internazionale.

 

 

UNA FOTO, UNA STORIA

 

Nell’ambito della mostra A occhi aperti Contrasto organizza un ciclo di lezioni tematiche a cadenza mensile (della durata di un’ora e mezzo ciascuna), a cura di Alessandra Mauro e Alessia Tagliaventi, in cui le fotografie verranno considerate come documenti storici, reperti iconografici e oggetti visivi dotati di una loro individualità e importanza. In questo modo l’immagine riesce a rivelare la sua forza visiva, la sua vicenda ma anche la complessa rete d’implicazioni storiche, sociali, psicologiche, iconografiche che la sorregge.

 

6 marzo 2015 ore 19 | La fotografia come ”racconto del quotidiano”

In che modo la fotografia ha saputo raccontare l’uomo e la sua storia, non solo quella dei grandi avvenimenti internazionali, ma soprattutto quella quotidiana vissuta nelle strade.

 

10 aprile 2015 ore 19 | La fotografia di guerra

Come la fotografia ha raccontato, e ancora racconta, i conflitti del nostro mondo.

 

8 maggio ore 19 | La fotografia e il ritratto

Le diverse modalità stilistiche e compositive dei vari autori che hanno interpretato il genere del ritratto, questa forma di incontro, e nello stesso tempo di lotta, con il volto, il corpo, la personalità dell’altro.

 

–      Alle lezioni si accede con il biglietto della mostra, non occorre prenotare –

 

INFO MOSTRA

 

Orari:

La mostra sarà aperta al pubblico dal lunedì al giovedì dalle ore 12.30 alle ore 20.30, venerdì e sabato dalle ore 12.30 alle 22.00, la domenica dalle ore 12.30 alle 20.30.

 

 

Biglietto:

  • Intero 10 euro

 

Info:

06-80241281  – www.auditorium.com

Margaret Bourke White, Fort Peck, 1936

Margaret Bourke White, Fort Peck, 1936

“Vedere la vita, vedere il mondo”

(dal primo numero della rivista Life, 1936)

 

Martedì 2 dicembre alle 19.00, Leica Camera Italia inaugura presso Leica Galerie Milano in via Mengoni 4 (angolo Piazza Duomo) – la mostra
“Le grandi fotografie di LIFE”, a cura di Forma Galleria, che raccoglie una selezione delle più significative fotografie pubblicate dalla storica rivista americana.

Per buona parte del XX secolo, i fotografi di Life hanno raccontato con le loro immagini ogni aspetto della vita umana.

Dal 1936  la rivista creata da Henry Luce ha mostrato ai suoi lettori le immagini del nuovo secolo avvalendosi dei più talentuosi e autorevoli fotogiornalisti che hanno reso le sue copertine memorabili. Life è infatti diventata sinonimo di un’estetica raffinata e incisiva, la cifra stilistica dei suoi servizi è inconfondibile e tuttora continua fonte di ispirazione.

Ha rappresentato una bella fetta della memoria fotografica a stelle e strisce che è divenuta poi memoria fotografica del mondo intero e che rivivrà eccezionalmente nella mostra “Le grandi fotografie di LIFE”. Tra gli scatti esposti: le fotografie di Alfred Eisenstaedt, Margaret Bourke White, Martha Holmes e Milton Greene.

La nuova esposizione dedicata al magazine che ha fatto la storia mondiale del fotogiornalismo  consolida la proficua collaborazione tra Leica Camera Italia e Forma Galleria che da tempo hanno avviato numerosi progetti culturali divenuti un appuntamento fisso per tutta la città. La Leica Galerie di Milano, inaugurata a maggio, nasce infatti con l’obiettivo di mettere a disposizione di tutti –  esperti, appassionati e amatori – un luogo dove poter vivere ‘esperienze fotografiche’ a 360°, arricchire le proprie competenze e condividere creatività e passione per la Fotografia d’autore.

Le grandi fotografie di LIFE

Dal 3 dicembre al 25 gennaio 2015

Leica Galerie Milano

via Mengoni 4 (angolo piazza Duomo)

20121 Milano

Ingresso Gratuito

 

Per informazioni sull’acquisto delle opere in mostra, rivolgersi a:

Alessia Paladini

Forma Galleria

Via Ascanio Sforza, 29

Milano

c. +39 339 7124519

www.formagalleria.com

printroom@formafoto.it

 

 

 

In piena luce di Herb Ritts - Auditorium Parco della Musica Roma fino al 30 marzo 2014

In full light by Herb Ritts

Dopo la prima tappa presso AuditoriumExpo a Roma, la mostra dedicata al grande Herb Ritts arriva a Stoccolma

 

Herb Ritts In Full Light

A flat tyre in the desert kick-started Herb Ritts’ career as one of the world’s most sought-after fashion photographers. With his graphic and powerful imagery he also developed into a popular portraitist who got artists and models to open up and reveal their true selves. “In Full Light” is a retrospective exhibition of Ritts’ famous, iconic images, and pictures that have never before been shown.

Born under the Californian sun into a well-to-do family and with Steve McQueen as his next-door neighbour, Herb Ritts grew up at a time when the cult of the body began to emerge. He took an economics degree from Bard College in upstate New York, studied art history and then began working in his family’s furniture company. He lived a carefree life with no specific plans for the future.

However, a puncture while driving around the desert with his friend Richard Gere in their Buick Le Sabre radically changed Ritts’ life. He took some casual photos of Richard Gere, sweaty in a white singlet, cigarette provocatively in mouth, while he was changing tyres in a garage in San Bernardino and before long the major fashion magazines wanted to employ him.

In the late ‘70s and early ‘80s, Ritts honed his craft and aesthetics while building a reputation as a celebrity photographer. In 1985 he exhibited his pictures for the first time in the show Working in LA., sponsored by the lifestyle magazine Interview. After this his career took off, with fashion shoots for magazines such as Harper’s Bazaar, Vogue, Elle, Vanity Fair and Rolling Stone, and music videos for, among others, Madonna, Michael Jackson, Jennifer Lopez and Chris Isaac. He worked with fashion companies such as Donna Karan, Calvin Klein, Versace and Giorgio Armani, and contributed to international publicity campaigns for Chanel, Lancôme, Revlon and Cartier, always with his trademark stylistic virtuosity. Mixing commercial commissions with portraits, music videos and his own projects, he broke the boundaries of fashion, art and advertising.

The spirit of the time was on his side. There was an emerging fixation with the body and a fashion world inspired by gay culture. Herb Ritts challenged the prevailing conventions about gender, race and sexuality. Inspired by classical forms, he dressed our shared history in contemporary clothing.

With a graphically perfected aesthetics he created his own glamorous universe. Transgressing boundaries, blending male forms and female strength, he created erotic and sensually elegant arrangements. His images may be body-fixated but they are never stereotyped; rather they express a love for form, colour, harmony and light. “I’ve always had a fondness for and innate sensitivity to light, texture, and warmth. I abstract it in my photographs: I like large planes and spaces, areas of texture and light, like deserts or oceans or monumental places,” Ritts explained.

Ritts’ images often contain a sense of humour and a smile – they are tongue-in-cheek and feature unaffected emotions. Reading his comments in his successful book, “Notorious”, one discovers a self-distance and a relaxed approach to the famous people he depicted.

Two days after Christmas Eve 2002, Herb Ritts died from pneumonia at the age of 50. He is remembered as one of the major lifestyle photographers of the ‘80s and ‘90s. He loved people and it shows in his images. “Basically, I fell into photography. I literally bought a little camera and went on vacation and started taking pictures of friends of mine and I guess I had an eye.” is how Ritts explained his success.

This exhibition is a production of Fondazione Forma per la Fotografia, Milan, in association with Herb Ritts’ Foundation. It is curated by Alessandra Mauro. The exhibition is designed by Jessy Heuvelink, Head of Design at J. Lindeberg.

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Gianni Berengo Gardin – Elliott Erwitt. Un’amicizia ai sali di argento presso l’AuditoriumExpo dell’Auditorium Parco della Musica. La mostra sarà presentata nell’ambito di Auditorium Fotografia, un progetto della Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Contrasto e Fondazione Forma per la Fotografia. La mostra sarà aperta dal 14 ottobre al 2 novembre 2014 e dal 18 novembre al 15 febbraio 2015.

 

L’esposizione, per la prima volta, mette a confronto due grandi interpreti della fotografia, due maestri della camera oscura. Nella loro lunga carriera, Berengo Gardin e Erwitt ancora oggi percorrono il mondo guardandolo attraverso il visore di una macchina fotografica, strumento e pretesto di vita, per poi scegliere, sui provini a contatto, le foto migliori di cui la stampa finale, quella definitiva, avrà i segni, le luci e le ombre dei sali d’argento e della realtà.

Molte celebri, altre poco note, altre ancora appena realizzate e mai mostrate finora, in questa mostra le immagini di Gianni Berengo Gardin e quelle di Elliott Erwitt dialogano una con l’altra, in un percorso incrociato di stili, recuperando il senso di uno sguardo, quello partecipe e intenso dei fotogiornalisti, e di un legame forte, come appunto l’amicizia. Un’amicizia fatta di camera oscura, di acidi di sviluppo e di sali d’argento.

 

Centoventi fotografie ripercorrono la carriera dei due fotografi, dai primi anni Cinquanta fino agli ultimi reportage realizzati in questi recenti mesi sulle grandi navi a Venezia per Berengo Gardin e uno reportage sulla Scozia per Elliott Erwitt.

Ma in mostra ci saranno anche i provini delle più importanti immagini dei grandi fotografi e una ricostruzione del loro studio: il luogo magico dove tutto avviene o meglio, tutto si rivela.

 

 

 

Gianni Berengo Gardin è nato a Santa Margherita Ligure nel 1930. Nel 1963 vince il World  Press Photo. Dopo essersi trasferito a Milano si è dedicato principalmente alla fotografia di reportage, all’indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, per il quale documenta le fasi di realizzazione dei progetti architettonici. Nel 1995 ha vinto il Leica Oskar Barnack Award. È molto impegnato nella pubblicazione di libri (oltre 200) e nel settore delle mostre (oltre 200 individuali). Contrasto ha appena pubblicato Il libro dei libri (2014) che raccoglie tutta i volumi pubblicati (oltre 250).

 

Elliott Erwitt è nato a Parigi nel 1928 da genitori russi. La famiglia si trasferisce negli Stati Uniti nel 1939 per sfuggire le leggi razziali, fatto questo che permette a Erwitt di studiare cinema a New York. Svolge il servizio di fotografo in Europa presso l’US ARMY Signal Corps, ruolo che gli permise di entrare in contatto con Robert Capa che lo indroduce in Magnum Photos di cui diventa membro nel 1970. Ha esposto nei più importanti musei del mondo e i suoi libri sono dei best sellers fotografici.

 

 

 

L’ESPERIENZA DELLA CAMERA OSCURA

 

Nell’ambito della mostra, nel nuovo spazio AuditoriumExpo completamente rinnovato, proseguiranno le iniziative di Auditorium Fotografia. Incontri con gli autori, presentazioni di libri, conferenze, lezioni di fotografia e una inedita esperienza in camera oscura accompagneranno la programmazione delle mostre di fotografia dell’Auditorium di Roma.

 

Organizzata insieme all’associazione Antropomorpha, L’esperienza della Camera Oscura permette ai visitatori di sperimentare la pratica del fotografo analogico entrando nella camera oscura ed imparando, sotto la guida di un esperto, le principali tecniche di stampa e come realizzare le fotografie ai sali d’argento.

Gli incontri avverranno di sabato alle 10 del mattino, avranno una durata di due ore, un costo di 50 euro (comprensivo anche del biglietto della mostra).

 

Date incontri:

18 e 25 ottobre;

1, 15, 22 e 29  novembre

 

Numero massimo di partecipanti:

10 persone

 

È indispensabile la prenotazione inviando una mail ai seguenti indirizzi:

 

ufficiostampa@contrasto.it

promozione@musicaperroma.it

 

 

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Contrasto pubblica la nuova edizione aggiornata di Collezionare fotografia, di Denis Curti e Sara Dolfi Agostini, nuova edizione che ha come novità anche un focus sull’Italia. Qual è la posizione della fotografia nel mercato dell’arte? Quali sono le stime e i criteri di valutazione di un’opera fotografica? Quali le regole del gioco nell’universo del collezionismo di immagini? Il collezionismo è un gioco di ruolo che ha regole precise e altrettanto precisi mercati di riferimento nei quali la fotografia si è inserita con una grande forza di attrazione, di espansione e di crescita. Questo libro vuole offrire uno sguardo approfondito su un mondo complesso e in continua definizione.

Dedicato a chi ha voglia di affacciarsi sul mercato del collezionismo, o anche a chi semplicemente voglia capirne meglio regole e meccanismi, il volume ha due anime della stessa questione. Una panoramica sul mercato dell’arte affronta temi di carattere storico, sociale e culturale, con l’arricchimento di un focus specifico sulla situazione italiana; un manuale pratico affronta invece approfondimenti dedicati ai problemi di conservazione e manutenzione delle opere fotografiche. Un libro irrinunciabile per orientarsi quindi nell’intricato universo del collezionismo contemporaneo.

Le schede tecniche sono a cura di Roberta Piantavigna e Lorenza Fenzi.

 

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Stampate questo invito e presentatelo in biglietteria, per voi che seguite Forma un ingresso ridotto alla proiezione!

 

 

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AUDITORIUM FOTOGRAFIA

 

Proseguono gli appuntamenti di Auditorium Fotografia, un  progetto di Fondazione Musica per Roma in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto, avviata a dicembre 2013 con la mostra In piena luce. Fotografie di Herb Ritts, esposta presso l’AuditoriumExpo fino al 30 marzo 2014. L’iniziativa offre un nuovo programma di incontri interamente dedicato alla fotografia: una eccezionale novità nel panorama romano che ancora non aveva alcuno spazio specificatamente dedicato al linguaggio fotografico e alle sue potenzialità. Auditorium Fotografia intende offrire a un pubblico di amatori, curiosi, esperti e semplici interessati, un’offerta ampia e diversificata di mostre, incontri, workshop, eventi e approfondimenti legati ai temi della immagine classica e contemporanea. Il programma si snoda sull’arco dei dodici mesi, coinvolgendo l’intera struttura dell’Auditorium – Parco della Musica. Si prevedono due grandi esposizioni l’anno, incontri con autori, workshop per aspiranti fotografi, lezioni di fotografia. A marzo prenderanno il via gli Incontri con la fotografia di e con Ferdinando Scianna (il primo appuntamento è previsto l’11 marzo con Edoardo Boncinelli) e i Workshop  con i fotografi (il primo in programma è con Massimo Siragusa dal 21 al 23  marzo).

 

INCONTRI CON LA FOTOGRAFIA di e con Ferdinando Scianna

Al via l’11 marzo, nell’ambito di Auditorium Fotografia, il ciclo Incontri con la fotografia progettati e condotti da Ferdinando Scianna presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Cinque appuntamenti d’eccezione, a cadenza mensile (da marzo a luglio), per esplorare i ricchissimi e complessi rapporti che – dalla sua nascita – la fotografia intrattiene con tutte le altre forme della ricerca e della creazione.

Arte, scienza, cinema, letteratura, storia, attualità: la fotografia è entrata ormai in molti aspetti della nostra vita sociale e della comunicazione cambiando di fatto il nostro modo di pensare al passato, di raccontare il presente, di immaginare il futuro. Partendo da questa considerazione, Ferdinando Scianna, fotografo, giornalista, scrittore, intellettuale e teorico della fotografia, incontrerà una serie di amici intellettuali – registi, attori, biologi, storici… – per conversare con loro intorno a come, appunto, la fotografia abbia cambiato la sfera di attività e il lavoro di ognuno.

Edoardo Boncinelli è la persona ideale per cominciare questa serie di incontri. Scienziato rispettatissimo, grandissimo divulgatore scientifico, umanista, traduttore dei lirici greci. Di recente ha offerto anche la sorpresa di presentarsi con un importante libro di poesie. Il dialogo con Ferdinando Scianna sui rapporti scienza-fotografia riguarderà certamente i parallelismi, le differenze anche, tra la visione biologica e la visione fotografica. La maniera in cui le immagini si depositano nella nostra coscienza e la costruiscono. Le strutture della memoria, che tanto hanno a che fare con la fotografia e sui cui meccanismi le neuroscienze hanno fatto di recente sbalorditive scoperte. Le differenze tra la memoria registrata dalla macchina e quella costruita, “inventata” dalla nostra coscienza; come cambiano e modificano-arricchiscono l’uso della nostra memoria, vita, identità, le nuove protesi per ricordare di cui si è dotato l’uomo, tra le quali scrittura, fotografia e cinema sono tra i più imponenti

Calendario incontri

11 marzo – La scienza e la fotografia. Dialogo con Edoardo Boncinelli, genetista e scienziato – Teatro Studio ore 21
4 aprile –  La letteratura e la fotografia. Dialogo con Goffredo Fofi, direttore de Lo Straniero – Teatro Studio ore 21
26 maggio – Il giornalismo, il potere e la fotografia. Dialogo con Francesco Merlo, scrittore e giornalista – Teatro Studio ore 21
24 giugno – Il teatro, il cinema e la fotografia. Dialogo con Toni Servillo, attore – Teatro Studio ore 21

 

Ferdinando Scianna nasce a Bagheria in Sicilia, nel 1943. Comincia a fotografare negli anni ’60, mentre frequenta la facolta di Lettere e Filosofia all’ Universita di Palermo. In questo periodo fotografa, in modo sistematico, la sua terra, la sua gente, le sue feste. Nel 1965 esce il volume Feste Religiose in Sicilia, con un saggio di Leonardo Sciascia: ha così inizio una lunga collaborazione e amicizia tra Scianna e lo scrittore siciliano. Pochi anni piu tardi, nel 1967, si trasferisce a Milano, lavora per L’Europeo, e poi come corrispondente da Parigi, citta in cui vivrà per dieci anni. Nel 1977 pubblica in Francia Les Siciliens (Denoel), con testi di Domenique Fernandez e Leonardo Sciascia, e in Italia La villa dei mostri, sempre con un’introduzione di Sciascia. A Parigi scrive per Le Monde Diplomatique e La Quinzaine Litteraire e soprattutto conosce Henri Cartier-Bresson, Ie cui opere lo avevano influenzato fin dalla gioventù. Il grande fotografo lo introdurrà nel 1982, come primo italiano, nella prestigiosa agenzia Magnum. Dal 1987 alterna al reportage la fotografia di moda riscuotendo un successo internazionale. É autore di numerosi libri fotografici e svolge da anni un’attivita critica e giornalistica; ha pubblicato moltissimi articoli su temi relativi alIa fotografia e alla comunicazione per immagini in generale. Il suo ultimo è Ti mangio con gli occhi, pubblicato da Contrasto.

 

Edoardo Boncinelli insegna nella Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute di Milano. E’ stato Direttore della SISSA, la Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, dopo essere stato Capo del Laboratorio di Biologia Molecolare dello Sviluppo presso il Dipartimento di Ricerca Biologica e Tecnologica dell’Istituto Scientifico H San Raffaele di Milano. Fisico di formazione, si è dedicato allo studio della genetica e della biologia molecolare degli animali superiori e dell’uomo prima a Napoli, e poi a Milano. E’ membro dell’Academia Europaea e dell’EMBO, l’Organizzazione Europea per la Biologia Molecolare, ed è stato Presidente della Società Italiana di Biofisica e Biologia Molecolare. Ha dato contributi fondamentali alla comprensione dei meccanismi biologici dello sviluppo embrionale degli animali superiori e dell’uomo,  individuando e caratterizzando una famiglia di geni, detti omeogèni, che controllano il corretto sviluppo del corpo, dalla testa al coccige. Queste scoperte sono riconosciute come una pietra miliare della biologia del XX secolo, se non della biologia di tutti i tempi. A partire dal 1991 si è poi dedicato alla studio del cervello e della corteccia cerebrale individuando altre due famiglie geniche che giocano un ruolo cruciale in questi processi.  Ha scritto numerosi libri tra cui: “I nostri geni” (Einaudi), “Il cervello, la mente e l’anima” (Mondadori), “Le Forme della Vita” (Einaudi), “Genoma: il grande libro dell’uomo” (Mondadori), “Io sono tu sei” (Mondadori), “Verso l’immortalità?” con G Sciarretta (Raffaello Cortina), “Prima lezione di biologia” (Laterza), “L’anima della tecnica” (Rizzoli), “Il male” (Mondadori), “L’etica della vita” (Rizzoli), “Cos’è il tempo” (Luca Sossella), “Come nascono le idee” (Laterza), “Lo scimmione intelligente” con Giulio Giorello (Rizzoli), “Perché non possiamo non dirci darwinisti” (Rizzoli), “I miei lirici greci” (Editrice San Raffaele), “Mi ritorno in mente” (Longanesi), “Lettera a un bambino che vivrà 100 anni” (Rizzoli), “La vita della nostra mente” (Laterza), “Il mondo è una mia creazione” (Liguori), “La scienza non ha bisogno di Dio” (Rizzoli), “Cosa resta dell’anima” (Rizzoli) e “Vita” (Bollati Boringhieri). Scrive regolarmente su Le Scienze e sul Corriere della Sera.

WORKSHOP FOTOGRAFICI

Auditorium Parco della Musica di Roma – Sala stampa

Programma:
21, 22, 23 marzo Città e persone, di Massimo Siragusa
11, 12, 13 aprile Il reportage fotografico, di Franco Pagetti
16, 17, 18 maggio Di cosa stiamo parlando quando parliamo di fotografia, di Francesco Jodice

 

WORKSHOP FOTOGRAFICO di MASSIMO SIRAGUSA

Città e persone

Dove: Auditorium Parco della Musica di Roma – Sala stampa

Quando: 21, 22 e 23 marzo

Orario: il 21 marzo dalle 15:00 alle 19:00. il 22 e 23 dalle 10:00 alle 18:00

 

Il Workshop, della durata complessiva di 18 ore, approfondisce le differenti modalità di rappresentazione della città attraverso la fotografia, mettendo al centro il rapporto tra la strada, le architetture e le persone. Luogo di soggiorno e di passaggio di decine di migliaia di individui ogni giorno, la città costituisce infatti un gigantesco palcoscenico delle vicende umane, il cui straordinario dinamismo può essere colto dalla macchina fotografica. È questa complessità che verrà investigata nell’ambito del corso, il cui svolgimento prevede l’alternanza di una sessione di ripresa a contenuti tecnici e teorici. Pratica, storia, tecnologia, metodologia, si combineranno quindi in un percorso didattico intensivo dedicato a chiunque voglia migliorare la propria capacità di cogliere in immagini l’affascinante relazione fra gli uomini e lo spazio urbano.

 

Che cosa portare?

I partecipanti al corso dovranno portare con sé la propria macchina fotografica e un portfolio composto da circa 10-30 fotografie in formato cartaceo o digitale.

 

Note biografiche

Nato a Catania nel 1958, Massimo Siragusa da oltre 30 anni lavora come fotografo professionista. Vive a Roma dove insegna allo IED. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero tra cui Polka Galerie a Parigi, Incontri Internazionali di Fotografia ad Arles, Forma Galleria di Milano, Museo di Roma in Trastevere, Auditorium Parco della Musica di Roma, Galleria del Credito Valtellinese di Firenze, Centro di Fotografia nell’Isola di Tenerife, Coalface Gallery di Genk e Photo Vernissage Manege di San Pietroburgo. In campo pubblicitario, ha firmato numerose campagne per aziende quali Lavazza, IGP, Kodak, ENI, BAT Italia, Aeroporti di Milano, Bosch, Alfa Romeo, A2A, Autostrada Pedemontana, F2i, Boscolo Hotel, MyChef, Versace, Bisazza, Kartell, Conad, Unipol Banca. Ha vinto quattro World Press Photo: nel 1997, con ”Bisogno di un Miracolo”, poi nel 1999 con ”Il Cerchio Magico”, nel 2008 grazie al reportage sul ”Tempo Libero”, e nel 2009 con “Fondo Fucile”. Ha pubblicato vari libri tra cui Il Vaticano, Il Cerchio Magico, Credi e Teatro d’Italia.

Quota di partecipazione:

Singolo workshop € 290

Due workshop € 550

Tre workshop € 750

Posti disponibili: 20

Prenotazioni:

vnotarberardino@contrasto.it

lbianconi@formafoto.it

Pagamenti:

Bonifico bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia

Monte dei Paschi di Siena
ABI 01030
CAB 03301
c/c 000000236326
IBAN IT28H0103003301000000236326
SWIFT PASCITM1Z70

Dal 20 febbraio online sul sito di Forma: iscrizioni e pagamenti

 

Prossimi workshop in programma:

11, 12, 13 aprile Il reportage fotografico, di Franco Pagetti

16, 17, 18 maggio Di cosa stiamo parlando quando parliamo di fotografia, di Francesco Jodice

 

Link utili

www.auditorium.com / www.formafoto.it / www.contrastobooks.com

 

Ufficio stampa Fondazione Musica per Roma  tel. 06-80241574 – 231 – 228 – 261

ufficiostampa@musicaperroma.it

Ufficio stampa Contrasto Valentina Notarberardino vnotarberardino@contrasto.it Tel. 06.328281 Cell. 3666678862

Ufficio Stampa Fondazione Forma Laura Bianconi stampa@formafoto.it  lbianconi@formafoto.it 0258118067 – 3357854609

1.Gianni Berengo Gardin,  Le grandi navi da crociera invadono la città, 2013

MOSTRI A VENEZIA

Le grandi navi fotografate da Gianni BerengoGardin

irrompono a Villa Necchi Campiglio

                                             

dall’ 11 luglio al 28 settembre 2014

Milano, Villa Necchi Campiglio, via Mozart 14

 

IlFAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Fondazione Forma per la Fotografia e Contrasto  mette in mostra dall’11 luglio al 28 settembre 2014, a Villa NecchiCampiglio,bene del FAI nel cuore di Milano,ventisette fotografie di Gianni BerengoGardinscattate tra il 2012 e il 2014, che ritraggono il quotidiano usurpante passaggio di mastodontiche navi da crocieranel Canale della Giudecca di Venezia.

 

Una mostra di grande impatto che intende far riflettere su questi mostri che quotidianamente minacciano Venezia, che con i loro “inchini” fanno tremare più volte al giorno i suoi preziosi monumenti, che con i loro volumi si impongono prepotentemente alla vista, catturando sguardi e obiettivi, che quasi rubano la scena alle meraviglie della città. Intrusi da cui Venezia appare come un modellino, quasi una riproduzione di quelle rifatte a Las Vegas: un prodotto da consumare rapidamente, senza nemmeno scendere dalla nave.

 

Giganti smisurati rispetto al fragile contesto – lunghi due volte Piazza San Marco e alti una volta e mezzo Palazzo Ducale: l’opinione pubblica italiana e mondiale è scandalizzata dal passaggio di questi giganti (anche l’UNESCO ha da poco chiesto nuovamente al Governo italiano di risolvere il problema e di tutelare il delicato ecosistema della perla adriatica, altrimenti potrebbe venire meno il riconoscimento come patrimonio dell’umanità) che continuano però a transitare nel Canale della Giudecca visto che a oggi né divieti, né attenuazioni, né soluzioni integrative hanno spezzato l’invasione quotidiana.

 

Le fotografiecostituiscono un reportage duro, severo, rigoroso: un lavoro di testimonianza, ma soprattutto di denuncia da parte di uno dei più grandi fotografi italiani, Gianni BerengoGardinche ha vissuto a lungo a Venezia, città di suo padre.Un lavoro che equivale a una presa di posizione netta, che il fotografo sente come un dovere civile.

 

Questo mio nuovo lavoro – dice Gianni BerengoGardinvuole essere un atto di denuncia e un gesto d’amore per la mia città d’adozione. Il passaggio delle grandi navi nel cuore di Venezia non rappresenta solamente uno sfregio alla bellezza e un ennesimo, eclatante, episodio nella trasformazione della città in una mera immagine da cartolina, in uno sfondo per selfie. Rappresenta un grave pericolo per uomini ed edifici, una irrimediabile aggressione al suo già fragile equilibrio ambientale.”

 

 

 

Le fotografie hanno un taglio giornalistico, sono dirette, essenziali, senza artifici né forzature. In bianco e nero, per esaltare le linee, i dettagli, la sovrapposizione delle forme, e perché il colore non  distragga dalla scioccante visione, non attenui la violenza dei fatti erestituisca il senso di un’impossibile relazione tra i “mostri” e la loro preda, Venezia.

 

La mostra è allestita negli ambienti del piano terra della Villa affinché le immagini possano risaltare rispetto al contesto, quasi a confliggere con esso, irrompendo nell’atmosfera raffinata e ordinata della casa, catturando l’attenzione e imponendosi alla vista, creando uno straniamento che intende richiamare quello che le grandi navi provocano nello scenario veneziano.

 

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Il FAI, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, ha lanciato a metà maggio la settima edizione del censimento nazionale “I Luoghi del Cuore”: un’opportunità per chi si oppone al passaggio delle grandi navi a Venezia.

Eccezionalmente il FAI invita tutti gli italiani che amano questa straordinaria e delicata città a votare (fino al 30 novembre 2014), oltre al proprio luogo del cuore – quello che ci ricorda l’infanzia, quello che ci emoziona, quello che vediamo ogni giorno deteriorarsi, quello che rappresenta il simbolo della nostra comunità –anche il Canale della Giudecca.Si potrà cosìsostenere la  mobilitazione popolare già  in atto e contribuire a tenere accesi i riflettori su questa causa, auspicando la sua definitiva soluzione.

Tutti i vertici e i membri del Consiglio di Amministrazione del FAI hanno già scelto il Canale della Giudecca come loro luogo del cuore: il Presidente OnorarioGiulia Maria Mozzoni Crespi, il PresidenteAndrea Carandini, i VicepresidentiPaolo Baratta e Anna Gastel,  il Vicepresidente EsecutivoMarco Magnifico, il Direttore Generale Angelo Maramai,i Consiglieri Pier Fausto Bagatti Valsecchi, Roberto Cecchi, Luigi Colombo, Bona Frescobaldi, Bruno Ermolli, Costanza Esclapon, Gabriele Galateri di Genola, Luca Garavoglia, Paola Gazzola Premoli, Federico Guasti, Vannozza Guicciardini Paravicini, Andrea Kerbaker, David Landau, Galeazzo Pecori Giraldi, Maurizio Rivolta, Flavio Valeri, Alessandro Viscogliosi, Guido Roberto Vitale, Marco Vitale, Anna Zegna.

 

Segnali di sostegno al censimento e al Canale della Giudecca stanno arrivando dal mondo della cultura e in particolar modo dai musei veneziani e di tutta Italia.

 

Per informazioni www.iluoghidelcuore.it

 

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MOSTRI A VENEZIA

Orari: da mercoledì a domenica dalle 10 alle 18.

Ingresso con visita alla Villa:Adulti: € 9,00; Bambini (4-14 anni): € 4,00; Studenti universitari fino ai 26 anni: € 5,00; Iscritti FAI: gratuito

Con il Patrocinio del Comune di Milano.

La manifestazione è inserita nel calendario degli “Eventi nei Beni del FAI 2014” e sarà resa possibile grazie a Barclays, che per la prima volta è a fianco del FAI in questo importante progetto, e PIRELLI, che rinnova la consolidata amicizia con la Fondazione, e Cedral Tassoni, marchio storico italiano che per il terzo anno consecutivo ha deciso di abbinare la tradizione, la storia e la naturalità del suo prodotto al FAI.

Villa Necchi Campiglio è museo riconosciuto da Regione Lombardia.

 

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LEICA CAMERA INAUGURA LA LEICA GALERIE A MILANO

 

Nella splendida cornice di piazza del Duomo, un nuovo spazio dedicato

alla fotografia d’autore che ospiterà anche il Leica Store e la Leica Akademie

 

Milano, 22 aprile 2014Leica Camera Italia, la filiale italiana di Leica Camera AG, multinazionale tedesca leader nella produzione e vendita di macchine fotografiche e strumenti ottici di precisione, inaugurerà il 17 maggio 2014 la nuova Leica Galerie Milano, in via Mengoni 4, in una affascinante e prestigiosa location adiacente a Piazza Duomo.

 

Lo spazio, realizzato dallo studio Garilab e Associati, si sviluppa su una superficie di oltre 160 mq, e ospiterà mostre, incontri e dibattiti che offriranno a tutti gli appassionati la possibilità di ammirare gli scatti di grandi maestri e giovani talenti, e di incontrare i più importanti e significativi interlocutori del mondo fotografico internazionale e confrontarsi con loro.

Grande spazio sarà dato anche al collezionismo fotografico. La quasi totalità delle immagini presentate nelle diverse mostre che si susseguiranno nello spazio milanese saranno infatti acquistabili dal pubblico, con la garanzia di un processo di certificazione rigoroso.

 

L’offerta culturale della Leica Galerie potrà contare su una solida rete di collaborazioni, prima tra tutte quella con Contrasto e Fondazione Forma, che affiancherà Leica nell’organizzazione delle attività espositive e editoriali, e con Magnum Photos, la leggendaria agenzia fotografica fondata nel 1948 da Henri Cartier-Bresson e Robert Capa.

 

Proprio Magnum sarà protagonista della prima mostra in programma, allestita in esclusiva per la Leica Galerie Milano, che verrà inaugurata sabato 17 maggio. La mostra, dal titolo The Right Moment – la scelta del momento perfetto nelle immagini dei grandi fotografi Magnum, raccoglierà alcune delle più significative fotografie di Abbas, Bruno Barbey, Jonas Bendiksen, Werner Bischof, Henri Cartier-Bresson, Alex Majoli, e Steve McCurry. Sempre il 17 Abbas, Bruno Barbey e Steve McCurry presenzieranno alla giornata di inaugurazione alla Leica Galerie e parteciperanno ad un incontro con il pubblico all’Auditorium San Fedele.

 

Come ha avuto modo di sottolineare Roberto Koch, presidente di Forma: “Siamo felici e orgogliosi di avviare la collaborazione con Leica Galerie per la presentazione di mostre, incontri, iniziative e dibattiti intorno alla fotografia d’autore per la città di Milano in un luogo bello, nuovo e in pieno centro cittadino, dove gli appassionati di fotografia potranno conoscere o ritrovare i migliori maestri e esaminare le opere da collezionare e i libri in un ambiente perfettamente adeguato e di alto profilo”.

 

Renato Rappaini, Managing Director di Leica Camera Italia, ha dichiarato “Uno dei principali obiettivi del Leica Galerie è quello di offrire alla città di Milano un luogo dove gli appassionati, ma anche chi si avvicina a questo mondo per la prima volta, possano arricchire le proprie competenze e condividere creatività ed esperienze, in un contesto ricco di passione e amore per la Fotografia”.

 

Lo spazio di via Mengoni sarà anche sede del Leica Store Milano, il nuovo flagship store della casa tedesca che si aggiunge a quelli già attivi a Roma e Firenze, e alle Leica Boutiques presenti nelle principali città italiane.

 

La Leica Galerie sarà anche location d’eccezione per corsi della Leica Akademie Italy, nata all’inizio del 2014 e i cui workshops dedicati a diversi aspetti della fotografia hanno già riscosso uno straordinario successo nei primi mesi di attività. I percorsi didattici dell’Akademie rappresenteranno uno dei pilastri fondamentali dell’offerta di questo nuovo polo culturale, e si svilupperanno con l’introduzione di masterclasses che vedranno come protagonisti i più autorevoli fotografi, critici, photo-editor e professionisti del panorama fotografico internazionale.

 

Il primo piano del nuovo Store ospiterà anche anche gli uffici della Direzione italiana di Leica.

 

L’apertura della Leica Galerie segue quella già avvenuta in questi anni in altre grandi città internazionali come New York, Singapore, Tokyo, Vienna, Varsavia, Praga, Francoforte, Melbourne, Salisburgo, Solms, Sao Paulo.

 

Leica Galerie Milano e Leica Store Milano

via Mengoni 4 (angolo piazza Duomo)

20121 Milano

 

www.leica-camera.it

www.akademie.leica-camera.it

 

 

Informazioni su Leica Camera

Leica Camera AG è un costruttore che opera a livello internazionale nel segmento fotocamere e ottiche sportive. Lo status leggendario del marchio Leica si fonda su una lunga tradizione di eccellenza nelle costruzioni ottiche. Attualmente, con l’impiego di tecnologie innovative, i prodotti Leica continuano a garantire immagini migliori in tutte le situazioni nei campi della visualizzazione e della percezione. Leica Camera AG ha la propria sede a Solms, nello stato federale dell’Assia in Germania, mentre un secondo sito produttivo opera a Vila Nova de Famalicão, in Portogallo. L’azienda gestisce filiali in Inghilterra, Francia, Italia, Svizzera, Giappone, Singapore, Corea del Sud, Australia e USA. Prodotti nuovi e innovativi hanno costituito la spinta propulsiva per il positivo sviluppo dell’azienda negli anni recenti.

 

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Piergiorgio Branzi, Burano, 1954

 

 

La nuova attività della Fondazione Forma si rivolge a una parte della propria mission ancora non del tutto messa in pratica e che sarà costitutiva del lavoro dei prossimi anni: la valorizzazione, conservazione, studio e divulgazione dei grandi archivi dei maestri della fotografia italiana. Dopo Gianni Berengo Gardin, siamo lieti di annunciare la gestione dell’archivio di Piergiorgio Branzi!

La fotografia deve assumere nel nostro paese, come le altre discipline artistiche, piena dignità e valore; questo impegno parte proprio dalla valorizzazione di quanto fatto dai grandi fotografi italiani.

 

I contatti:

Per informazioni riguardanti mostre di Gianni Berengo Gardin: Valeria Moreschi vmoreschi@formafoto.it

Per l’acquisto di fotografie e per collezionismo: Alessia Paladini, contrastogalleria@contrasto.it

Per la richiesta di autorizzazioni alla pubblicazione di fotografie facenti parte dell’Archivio o per interviste rivolgersi:  Francesca Ferretti, fferretti@contrasto.it

Ufficio stampa: Laura Bianconi, stampa@formafoto.it

 

 

©Franco Pagetti

©Franco Pagetti

Il reportage fotografico di Franco Pagetti

Il workshop approfondisce gli aspetti che caratterizzano il reportage, affrontando questioni teoriche, tecniche e pratiche. Come si progetta un servizio fotogiornalistico? Quali sono i passaggi necessari alla sua realizzazione? Come lavora un fotografo free-lance? Come funziona un’agenzia fotogiornalistica? Quali sono le dinamiche di commissionamento e pubblicazione di un reportage su un magazine? Come si esegue l’editing per la sua presentazione a un potenziale acquirente? In che cosa differiscono l’editoria italiana e straniera? Progettato per rispondere a queste e altre domande essenziali, il workshop alternerà esercizi pratici, momenti di discussione, proiezioni di immagini, revisioni di portfolio.

Quando: 11, 12 e 13 aprile
Orario: il 11 aprile dalle 15:00 alle 19:00
il 12 e 13 dalle 10:00 alle 18:00

Auditorium Parco della Musica di Roma
Sala Stampa

Viale Pietro de Coubertin 30 – 00196 Roma

Che cosa portare?
I partecipanti al corso dovranno portare con sé la propria macchina fotografica e un portfolio composto da circa 10-30 fotografie in formato cartaceo o digitale.

 

LgAuditoriumFotografia copia

Workshop in programma:

21, 22 e 23 marzo 2014 con Massimo Siragusa

11, 12, 13 aprile 2014 con Franco Pagetti

16, 17, 18 maggio 2014 con Francesco Jodice

Quota di partecipazione:
singolo workshop € 290
due workshop € 550
tre workshop € 750

Posti disponibili: 20

Prenotazioni e informazioni:
lbianconi@formafoto.it – vnotarberardino@contrasto.it

Per iscrizioni online vai alla pagina FORMA SHOP

Oppure tramite bonifico bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia

Monte dei Paschi di Siena
ABI 01030
CAB 03301
c/c 000000236326
IBAN IT28H0103003301000000236326
SWIFT PASCITM1Z70

 

 Borgo Livio Bassi, Ummari, Trapani

Borgo Livio Bassi, Ummari, Trapani

Città e persone di Massimo Siragusa

Il workshop, della durata di 18 ore, approfondisce le modalità di rappresentazione della città attraverso la fotografia, nel rapporto tra la strada, le architetture e le persone. Luogo di soggiorno e di passaggio di migliaia di individui, la città costituisce un grande palcoscenico delle vicende umane, il cui dinamismo può essere colto dalla macchina fotografica. Ecco la complessità che verrà investigata nel corso, che prevede l’alternanza di una sessione di ripresa a contenuti tecnici e teorici. Pratica, storia, tecnologia, metodologia, si combineranno in un percorso didattico per chiunque voglia migliorare la propria capacità di cogliere in immagini l’affascinante relazione fra l’uomo e lo spazio urbano.

Quando: 21, 22 e 23 marzo 2014
Orario: il 21 marzo dalle 15:00 alle 19:00
il 22 e 23 dalle 10:00 alle 18:00

Auditorium Parco della Musica di Roma
Sala Stampa

Viale Pietro de Coubertin 30 – 00196 Roma

Che cosa portare?
I partecipanti al corso dovranno portare con sé la propria macchina fotografica e un portfolio composto da circa 10-30 fotografie in formato cartaceo o digitale.

LgAuditoriumFotografia copia

Workshop in programma:

21, 22 e 23 marzo 2014 con Massimo Siragusa

11, 12, 13 aprile 2014 con Franco Pagetti

16, 17, 18 maggio 2014 con Francesco Jodice

Quota di partecipazione:
singolo workshop € 290
due workshop € 550
tre workshop € 750

Posti disponibili: 20

Prenotazioni e informazioni:
lbianconi@formafoto.it – vnotarberardino@contrasto.it

Per iscrizioni online vai alla pagina FORMA SHOP

Oppure tramite bonifico bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia

Monte dei Paschi di Siena
ABI 01030
CAB 03301
c/c 000000236326
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Gordon-Parks,-Harlem,-New-Y

 

UNA STORIA AMERICANA
Fotografie di Gordon Parks
Roma, Palazzo Incontro

Il 5 dicembre apre al pubblico, presso Palazzo Incontro a Roma, la mostra b>Una storia americana, fotografie di Gordon Parks; un progetto promosso dalla Provincia di Roma e dalla Regione Lazio, realizzato dalla Gordon Parks Foundation di New York in collaborazione con la Fondazione Forma per la Fotografia, organizzato da Contrasto e da Civita.

“Le persone che vogliono usare una macchina fotografica devono avere qualcosa in mente, deve esserci qualcosa che vogliono mostrare, qualcosa che vogliono dire”. Gordon Parks

Gordon Parks è un narratore unico dell’America, in grado con il suo apparecchio fotografico e la sua capacità di comprendere e scavare dentro le pieghe della società, rivelare le ingiustizie e i soprusi, portare alla luce la storia di chi non aveva voce per gridare la propria storia. Tra i fotografi più importanti del ventesimo secolo, dagli anni Quaranta fino alla sua morte, nel 2006, Parks ha raccontato al mondo, soprattutto attraverso le pagine della rivista Life, la difficoltà di esser nero in un mondo di bianchi, la segregazione, la povertà, i pregiudizi, ma anche i grandi interpreti del ventesimo secolo, il mondo della moda e perfino le grandi personalità del mondo in pieno cambiamento, come Malcom X, Muhammed Ali e Martin Luther King.

Personalità eclettica come non mai (“Uomo del Rinascimento”, veniva chiamato già ai tempi della sua collaborazione con Life), oltre che fotografo Parks è stato regista, scrittore, musicista, poeta e se il suo lavoro sfugge a una semplice catalogazione, forse la chiave per comprenderlo al meglio è quella del narratore di professione, lo storyteller della tradizione orale che usa la sua stessa esperienza, vissuta e sofferta, per comporre le storie.

In tutta la sua carriera, Gordon Parks ha cercato di raccontare molte storie, illustrandole con immagini esemplari. Storie di gruppi di persone che lottano per sopravvivere, piccole comunità lontane dal mondo, personaggi alla deriva o già sotto i riflettori che però devono essere compresi meglio di quanto non accada.
Vere o verosimili, nate dai drammi profondi, vissute sulla sua stessa pelle di ex ragazzo nero condannato a morire prima di nascere o costruite nell’alchimia della pura finzione, le storie di Gordon Parks sono tutte autenticamente sentite, tutte raccontate come visioni genuine e nate dalla volontà di incidere sulla realtà, affermando attraverso il racconto per immagini la propria opinione e la necessità di gridarla forte al mondo.

Con oltre 160 fotografie la mostra, presentata per la prima volta nella primavera del 2013 a Milano presso la Fondazione Forma per la Fotografia, è la prima grande retrospettiva europea dedicata al suo lavoro, alla sua profonda poesia, alla sua fotografia classica, potente e profondamente cinematografica.
La mostra a cura di Alessandra Mauro, è accompagnata da un volume edito da Contrasto.

La mostra è anche l’occasione per festeggiare i 3 anni dall’apertura di Palazzo Incontro che, voluto con determinazione dal Presidente Nicola Zingaretti, rappresenta il luogo dove il Progetto ABC Arte Bellezza e Cultura, ideato dalla Provincia di Roma e da Civita, ha avuto la sua consacrazione. Oggi il Palazzo è diventato un luogo di tendenza che ha ampliato, qualificandola, l’offerta culturale della Capitale rispondendo alle sollecitazioni e alle aspettative di un pubblico singolare, curioso, attento, esigente, giovane e per nulla usuale per consumi e fruizione di eventi.

Biografia di Gordon Parks
Nato nel 1912 a Fort Scott, in Kansas, tra povertà e segregazione, Gordon Parks è stato conquistato dalla potenza e dalla forza della fotografia vedendo le realizzazioni dei fotogiornalisti sulle principali riviste dell’epoca. Dopo aver acquistato una macchina fotografica al banco dei pegni nel 1937, impara a usarla da autodidatta e, poco tempo dopo, comincia (1941) a collaborare con il celebre gruppo della Farm Security Administration (F.S.A.), capitanato da Roy Striker.
Quando nel 1943 la F.S.A. chiude, Parks comincia la sua attività da freelance, alternando il lavoro per le riviste di moda (soprattutto Vogue) a progetti di fotogiornalismo e di impianto più sociale. Nel 1948, il suo reportage su una gang giovanile di Harlem conosce un grande successo e Parks diventa il primo fotografo e scrittore afroamericano di Life: per questa testata racconterà storie legate al razzismo, alla povertà, alla segregazione. Ma realizzerà anche intensi ritratti di scrittori, attori e traccerà le nuove, emergenti figure di leader neri, come Muhammed Alì, Malcolm X, Adam Clayton Powell, Jr. e Stokely Carmichael. Gordon Parks è stato anche scrittore, compositore di musica e nel 1969, è stato il primo regista afro-americano a dirigere un lungometraggio a Hollywood (The Learing Tree). Nel 1971, la sua seconda pellicola, Shaft ha conosciuto un grande successo.
Per oltre trenta anni, Parks è stato un infaticabile lavoratore, creativo ed energico, in grado di impegnarsi nelle tante storie che dovevano essere raccontate; nelle campagne civili che dovevano essere sostenute. Numerosi sono i riconoscimenti e i premi al suo lavoro, tra questi la National Medal of Arts statunitense, ricevuta nel 1988.
Scheda informativa

UNA STORIA AMERICANA Fotografie di Gordon Parks
Roma, Palazzo Incontro
Periodo
5 dicembre 2013 – 23 febbraio 2014
Orari
Dal martedì alla domenica 11.00 – 19.00 (la biglietteria chiude alle 18.30)
24 e 31 dicembre 11.00 – 16.30 (la biglietteria chiude alle 16.00)
Chiuso il lunedì, il 25 dicembre e il 1 gennaio Aperture straordinarie: lunedì 9 dicembre, lunedì 16 dicembre, lunedì 23 dicembre
Info e prenotazioni
+39 0632810

Sito internet
www.fandangoincontro.it
Biglietti
Intero € 8,00
Ridotto € 6,00 per i visitatori di età compresa tra 6 e 25 anni, over 65, titolari di apposite convenzioni, gruppi (min 15 max 25 persone), guide turistiche con tesserino Gratuito per bambini fino ai 6 anni, 1 accompagnatore per gruppo, visitatori diversamente abili e 1 accompagnatore, 2 accompagnatori per scolaresca, giornalisti con tesserino.

Master Executive Il mestiere del fotografo nell’era digitale

Il mestiere del fotografo nell’era digitale Approfondire i cambiamenti intervenuti a diversi livelli sul corpo della fotografia in seguito all’introduzione dei dispositivi digitali. Un percorso di aggiornamento e specializzazione sulle tecniche più recenti e la loro utilizzazione per la realizzazione di progetti innovativi.

I edizione – a. a. 2013/14

Direttore Scientifico: Prof. Gianni Canova
Coordinatore didattico: Denis Curti (Fondazione FORMA per la Fotografia)
In collaborazione con Fondazione FORMA per la Fotografia Forma – Fondazione per la fotografia
A chi si rivolge
L’Executive Master in Il mestiere del fotografo nell’era digitale è a numero chiuso, per un massimo di 20 partecipanti. Per il suo elevato livello di specializzazione, il master si intende rivolto a studenti e laureati in materie affini alla pratica della fotografia, del cinema e della televisione, oltre a costituire un percorso di aggiornamento per utenti che abbiano già esperienza nella pratica professionale della fotografia.
La selezione avverrà sulla base della valutazione dei titoli presentati e di un colloquio motivazionale

Obiettivi formativi
Lo sviluppo della tecnologia digitale ha provocato nel sistema della fotografia un’autentica rivoluzione, sia per quanto riguarda la sua produzione, sia nelle modalità utilizzate per la sua circolazione a fini comunicativi e commerciali. Il master ha l’obiettivo di fornire contenuti altamente specializzati e innovativi per la pratica professionale della fotografia nei settori dell’advertising, del corporate e dell’editoria.
Organizzazione della didattica
Il master ha inizio a marzo 2014, per terminare nel mese di luglio 2014. Le lezioni si svolgono presso l’Università IULM il giovedì e venerdì dalle ore 15.00 alle ore 19.00 e il sabato dalle ore 9.00 alle ore 13.00. La frequenza è obbligatoria fino all’80% del monte ore (220 ore) ai fini del rilascio del diploma di master.
La struttura del corso, dopo un primo livello di fondamentali lezioni tecniche e teoriche, composto da 14 insegnamenti didattici, prevede l’individuazione di 3 macro aree, corrispondenti ai principali segmenti di mercato in cui la fotografia viene scambiata, per lo svolgimento di altrettanti workshop pratici con il fine di trasmettere le competenze specifiche per la concreta attuazione di quanto viene appreso.

Programma delle lezioni
L’affidamento dei corsi ad affermati professionisti del settore, italiani e internazionali, consente di stabilire un confronto con quella stessa eccellenza che deve essere il principale referente degli studenti al completamento del percorso didattico.

Workshop
I 3 Workshop inseriti all’interno del programma del Master, occupando quasi la metà del suo intero monte ore, costituiscono una parte fondamentale della sua struttura e il momento in cui si mettono in pratica i contenuti teorici e tecnici appresi nel corso degli altri insegnamenti. Tenuti da alcuni dei maggiori fotografi italiani, tutti i workshop sono centrati sulla ripresa e sulla produzione di immagini che rientreranno nel portfolio dei partecipanti. Oltre alla frequenza dell’intero percorso didattico del Master composto da insegnamenti teorici e tre workshop è possibile acquistare separatamente i singoli Workshop.

Fotografia digitale e produzione advertising
Fotografia digitale e produzione corporate
Fotografia digitale e produzione editoriale

 

Programma
Il programma didattico del master verterà sui seguenti insegnamenti:

Storia della fotografia
Fondamenti di storia della fotografia, con un accento particolare sulla produzione dei maggiori autori internazionali a partire dalla seconda metà del Novecento.
Teoria e tecnica della comunicazione visiva Cenni fondamentali di comunicazione attraverso i principali linguaggi visivi, dal disegno alla pittura, dalla tipografia alla fotografia.
I mercati della fotografia
Attività pratica sulle modalità di introduzione del proprio lavoro nei differenti mercati a cui la fotografia si riferisce: pubblicità, corporate ed editoriale.
Il diritto nel mercato delle immagini
Cenni fondamentali di diritto applicato al trattamento dell’immagine fotografica: dal diritto di cronaca al copyright.
Marketing digitale
Promozione e vendita della fotografia attraverso i canali digitali: siti web, community, blog, social network.
Tecnica fotografica digitale
Attività avanzata sulle tecniche e i materiali per la ripresa dei principali soggetti fotografici, in interni ed esterni.
Fotografia digitale: il grande formato
L’utilizzo del dorso digitale: i casi della fotografia di studio e della fotografia d’architettura.
Fotoritocco (Photoshop, Camera Raw…)
Attività avanzato sulle principali tecniche di fotoritocco per la preparazione di file professionali: le correzioni cromatiche, le curve, i canali, le maschere.
Fotografia in motion (Final Cut, Premiere…)
Fondamenti per l’utilizzo di software di montaggio video: la produzione di un filmato a partire dalle immagini fotografiche: dagli effetti di transizione all’introduzione del sonoro.
Codec video e audio
Cenni fondamentali sulle caratteristiche principali dei formati di produzione dei file audio e video.
La stampa digitale
Laboratorio sulle principali tecniche e i materiali per la stampa digitale a colori e in bianco e nero: dalla inkjet alla stampa lambda.
Piattaforme mobili (iPad, iPhone…)
I principi fondamentali, linguistici e tecnici, per la produzioni di materiali destinati alle piattaforme mobili.
Fotografia e web (i software CMS)
Laboratorio: fondamenti per la realizzazione di un sito web professionale utilizzando software CMS: Joomla, WordPress, Drupal.
Fotografia e social network
Analisi delle reti sociali: applicazioni e risorse per la condivisione delle immagini fotografiche: il potenziale distributivo di Facebook e Instagram.
Workshop 1: Fotografia digitale e produzione advertising
Realizzare un servizio di moda
Workshop 2: Fotografia digitale e produzione corporate
Entrare negli studi dei fotografi
Workshop 3: Fotografia digitale e produzione editoriale
Raccontare il terremoto dell’Emilia

Ulteriori informazioni


Avvio del corso: marzo 2014
Monte ore complessivo: 220
Giorni di lezione: giovedì e venerdì dalle 15 alle 19 e
sabato dalle 9 alle 13
Sedi di svolgimento:
Università IULM, Milano

Quota di partecipazione: Costo complessivo:
Studenti comunitari: 5.500 € + Iva
Studenti non comunitari: 6.600 € + Iva

 

Data: 10 incontri a cadenza settimanale della durata di 2 ore ciascuno
Inizio: da gennaio 2014
Scarica il programma:

il corso viene ri-attivato con cadenza mensile
Il presente corso costituisce il livello avanzato di una coppia di proposte con le quali si intendono fornire i rudimenti principali e le competenze più approfondite della pratica fotografica, associando contenuti tecnici e teorici ad un fondamentale addestramento dello sguardo.
Obiettivo del livello avanzato, rivolto a coloro che posseggono già una buona conoscenza del mezzo fotografico, è quello di raffinare la propria tecnica e approfondire le competenze specifiche dei differenti “generi” della fotografia.

Il corso si sviluppa nell’arco di 10 incontri intensivi(comprese tre uscite), ciascuno della durata di 2 ore dalle 19, se il corso inizia nella giornata di Sabato le lezioni vanno dalle 11 alle 13. Le lezioni si svolgeranno entro aule appositamente destinate alla didattica all’interno della struttura di Fondazione FORMA per la Fotografia, attrezzate con supporti all’insegnamento digitali e tradizionali.
Le lezioni saranno accompagnate da numerose videoproiezioni esplicative di ogni singolo argomento, e dalla visione/analisi di libri fotografici di particolare rilievo per l’intera storia della fotografia. Secondo la disponibilità degli allievi, poi, verranno organizzate visite collettive alle mostre fotografiche programmate in città nel periodo del corso, con l’obiettivo di confrontarsi con le immagini dei grandi maestri e con le modalità della loro presentazione.
In particolare, il corso avanzato prevede numerose sessioni collettive di ripresa, diurne e serali, in interni ed esterni, organizzate intorno alle seguenti tematiche:
– Still-life
– Paesaggio e Architettura
– Ritratto
– Reportage
– (Editing e sequenza)
La metodologia didattica prevede l’individuazione di alcune immagini storiche che andranno riprodotte in maniera fedele da parte degli allievi, mettendo con ciò alla prova la propria abilità tecnica ed esercitando contestualmente la capacità di osservazione delle immagini altrui e proprie. E’ prevista inoltre l’assegnazione di un progetto che andrà svolto individualmente e sul quale saranno organizzate apposite sessioni di discussione critica.

Il docente: Emilio Resmini nasce a Parabiago (Mi) nel 1958. Nel 1991, presso la Civica Scuola di Fotografia di Milano, incontra Giovanni Chiaramonte, con il quale intratterrà negli anni successivi una stimolante e proficua collaborazione. A partire dal 1993 alterna l’attività di fotografo a quella di stampatore fine-art in bianco e nero, lavorando con numerosi fotografi italiani di fama internazionale. Contestualmente inizia l’attività di insegnamento presso la stessa Civica Scuola di Fotografia di Milano ed altri istituti, quali lo I.E.D. di Torino e l’Officina Fotografica di Milano.
Fotografo professionista dal 1996, collabora con agenzie di grafica e pubblicità specializzandosi in immagini di Still-life. Inoltre lavora come free-lance per enti pubblici e società private, ricevendo committenze negli ambiti del Ritratto, dell’Editoria, dello Spettacolo, dell’Industria e in particolare dell’Architettura e del Design. Proprio all’Architettura e al Design è legata la maggior parte delle sue pubblicazioni in forma di cataloghi a diffusione internazionale e di redazionali in prestigiose riviste del settore.
All’attività professionale si affianca quella di ricerca che, influenzata dalla cinematografia di Wim Wenders, si ispira ad autori come Kertész, Frank, Koudelka e Ghirri, esprimendosi in un percorso espositivo che ha avuto luogo in Italia e all’estero.

Quota di partecipazione: € 300
Per la partecipazione al workshop occorre effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale:
EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).
La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Il numero dei posti disponibili per il Workshop è limitato. Si pregano dunque gli interessati a presentare con anticipo la domanda di iscrizione.

Modalità di pagamento
– contanti
– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia
– carta di credito presso Forma
– bonifico bancario presso:
C/C postale n. 6925786
intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA
IBAN: IT 69 G 07601 03200 00000 6925786
Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

Ai partecipanti che concluderanno il percorso del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione a firma del docente e della direzione didattica di Forma.
Per informazioni:
tel 02 58118067 – 02 89075419

Responsabile delle attività didattiche
Francesco Zanot scuola@formafoto.it

Data: 10 incontri a cadenza settimanale della durata di 2 ore ciascuno
Inizio: da gennaio 2014
Scarica il programma:

il corso viene ri-attivato con cadenza mensile
Il presente corso costituisce il livello base di una coppia di proposte con le quali si intendono fornire i rudimenti principali e le competenze più approfondite della pratica fotografica, associando contenuti tecnici e teorici ad un fondamentale addestramento dello sguardo.
Obiettivo del livello base è innanzitutto quello di acquisire le capacità tecniche che consentono un utilizzo consapevole del mezzo fotografico, e sviluppare con esso le proprie capacità espressive.
Il corso si sviluppa nell’arco di 10 incontri intensivi, ciascuno della durata di 2 ore a partire dalle 19, e il corso inizia nella giornata di Sabato le lezioni vanno dalle 11 alle 13. Le lezioni si svolgeranno entro aule appositamente destinate alla didattica all’interno della struttura di Fondazione Forma per la Fotografia, attrezzate con supporti all’insegnamento digitali e tradizionali.
Le lezioni saranno accompagnate da numerose videoproiezioni esplicative di ogni singolo argomento, e dalla visione/analisi di libri fotografici di particolare rilievo per l’intera storia della fotografia. Inoltre, sono previste sessioni di ripresa collettive, diurne e serali, nelle quali verranno messe in pratica le nozioni apprese per verificarne le problematiche sul campo. Infine, secondo la disponibilità degli allievi, verranno organizzate visite collettive alle mostre fotografiche programmate in città nel periodo del corso, con l’obiettivo di confrontarsi con le immagini dei grandi maestri e con le modalità della loro presentazione.
Questi i principali argomenti trattati nel corso base:
– Lo Strumento Fotografico (evoluzione; tipologie:analogico/digitale; formati; obiettivi; accessori)
– Composizione (grafica; fotografica; lettura e scelta della scena)
– Esposizione (pellicole, tempi di apertura, diaframmi)
– Luce (modalità di lettura della luce; contrasto; utilizzo espressivo della luce)

Il docente:
Maurizio Montagna (1964) nel 1999 è riconosciuto tra i cinque migliori giovani autori a “Le Rencontres
International de la Photographie d’Arles” in “Les laureate 1999 de la Galerie d’Essai” (catalogo collettivo).
Da oltre un decennio partecipa a numerose esposizioni collettive, fra cui “CT5”, spazio espositivo della Facoltà di Architettura della Bovisa (1996, Milano, collettiva); “CT5 via Emilia”, spazio espositivo Villa Pomini Gallarate (1997, Milano, collettiva); “De morte transituri ad vitam”, spazio espositivo istituzionale Teatro Comunale Casale Monferrato (1999, Alessandria); “La fotografia Italiana”, Museo d’Arte Contemporanea Zilina, Bratislava (2000, collettiva); “Le città invisibili”, La Triennale di Milano, mostra tributo organizzata in occasione del trentesimo anniversario dell’omonimo libro di Italo Calvino (2002-03, curatori Gianni Canova, Giovanni Chiaramonte, collettiva); “Fotosintesi”, spazio istituzionale Chiesa di Sant’Agostino (2003, Piacenza, collettiva); Rapallo Fotografia Contemporanea Festival 2006.
Esposizioni personali si sono tenute presso il Teatro Comunale di Casale Monferrato (1999), la Galleria San Fedele di Milano (2003) e la Galleria Bel Vedere di Milano (2005).
Ha tenuto docenze di storia e tecnica della fotografia presso numerosi istituti universitari e scolastici italiani, fra cui l’università IULM di Milano e lo studio di video produzione Drop Out.
Nel 2004 ha pubblicato la monografia “Albedo”, ed. The Plan, Bologna. Attualmente collabora con Olivo Barbieri per le riprese aeree del progetto “site_specific”.
Quota di partecipazione: € 300
Per la partecipazione al workshop occorre effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale:
EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).
La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Il numero dei posti disponibili per il Workshop è limitato.Si pregano dunque gli interessati a presentare con anticipo la domanda di iscrizione.

Modalità di pagamento
– contanti
– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia
– carta di credito presso Forma
– bonifico bancario presso:
C/C postale n. 6925786
intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA
IBAN: IT 69 G 07601 03200 00000 6925786
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Ai partecipanti che concluderanno il percorso del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione a firma del docente e della direzione didattica di Forma.
Per informazioni:
tel 02 58118067 – 02 89075419

Responsabile delle attività didattiche
Francesco Zanot scuola@formafoto.it

Da gennaio 2014

Il corso di Storia della Fotografia fornisce la conoscenza dei principali autori, movimenti e tecniche che hanno caratterizzato le vicende del media fotografico.
Attraverso una impostazione divisa per generi si ripercorreranno le tappe di questo percorso, dalle origini fino al contemporaneo, consentendo così ai partecipanti di incontrare quelle conoscenze visuali indispensabili alla fruizione, all’analisi e alla realizzazione dell’immagine fotografica.
Attraverso un percorso di 8 lezioni intensive della durata di 2 ore.
In ciascuna lezione verrà affrontata l’ evoluzione storica della fotografia di ritratto, di paesaggio, di documento sociale, di oggetto, di moda, di sperimentazione/artistica per finire con la fotografia allestita contemporanea.
I partecipanti riceveranno a fine corso le dispense di ciascuna lezione su formato digitale PPoint.

Programma del corso:

Lezione 1
Cos’è la fotografia? Un introduzione sul media fotografico: analisi delle principali peculiarità dell’immagine fotografica, diversi usi dello strumento nelle sue vicende storiche.
Lezione 2
Il ritratto fotografico: dalla registrazione dell’esistenza nella fotografia ottocentesca fino all’introspezione dell’individuo nella fotografia del secondo Novecento e in quella contemporanea.
Lezione 3
Il paesaggio: dalla documentazione ottocentesca alla analisi antropologica del secondo Novecento nella fotografia europea e statunitense. Il recupero dei codici simbolici nella fotografia di paesaggio contemporanea.
Lezione 4
Il Documento sociale: la nascita e l’evoluzione del fotoreportage nel corso del Novecento. Diverse direzioni del reportage contemporaneo.
Lezione 5
La fotografia degli oggetti: la fotografia di still-life come testimonianza del manufatto industriale e campo di ricerca estetico/formale per la fotografia artistica.
Lezione 6
Fashion: la fotografia di moda: dalla teatralità e dall’autoreferenzialità del primo Novecento alla contaminazione tra diversi generi registrata nei suoi episodi più recenti.
Lezione 7
Staged Photography: l’immagine allestita contemporanea, luogo privilegiato della ricerca artistica fotografica.
Lezione 8
Le tensioni della fotografia: principali episodi di sperimentazione fotografica. Le avanguardie storiche, le neo avanguardie del secondo Novecento, la fotografia concettuale degli anni Settanta.

Note biografiche del docente: Massimiliano Foscati è nato a Milano, dove vive e lavora, nel 1970. E’docente di Storia della Fotografia presso il C.F.P Riccardo Bauer (Milano), Visiting Professor presso il corso di Photography and Visual Design di Naba (Milano). Ha collaborato con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo a progetti di catalogazione e di committenza fotografica. Come fotografo ha al suo attivo mostre collettive e personali, sue fotografie sono presenti in collezioni di istituzioni pubbliche e private.

Quota di partecipazione: € 240
Per la partecipazione al workshop occorre effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale:
EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).
La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Il numero dei posti disponibili per il Workshop è limitato.Si pregano dunque gli interessati a presentare con anticipo la domanda di iscrizione.

Modalità di pagamento
– contanti
– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia
– carta di credito presso Forma
– bonifico bancario presso:
C/C postale n. 6925786
intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA
IBAN: IT 69 G 07601 03200 00000 6925786
Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

Ai partecipanti che concluderanno il percorso del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione a firma del docente e della direzione didattica di Forma.
Per informazioni:
tel 02 58118067 – 02 89075419

Responsabile delle attività didattiche
Francesco Zanot scuola@formafoto.it

Data: 8 lezioni
presso NABA, via Darwin 20
Milano
Inizio: 20 settembre 2013

Il corso di Fotografia Digitale intende fornire gli strumenti teorici e pratici necessari per un utilizzo consapevole ed approfondito delle apparecchiature fotografiche digitali. A partire dai rudimenti della tecnica, saranno successivamente approfondite le funzioni più complesse e specialistiche del mezzo, passando dalla gestione degli automatismi fino a quella delle funzioni di programmazione, con l’obiettivo di consentire l’ottenimento dei migliori risultati nelle condizioni più diverse. Il corso si sviluppa attraverso un percorso composto da 8 lezioni intensive della durata di 2 ½ ore ciascuna dalle 19.30. Accompagnano lo svolgersi delle lezioni specifiche proiezioni ed alcune esercitazioni pratiche, oltre a sessioni dedicate alla visione delle immagini dei partecipanti al corso, funzionali per lo sviluppo di competenze creative e di editing.

I corsi Forma-Naba sono organizzati in collaborazione con Naba, Nuova Accademia di Belle Arti e si svolgono interamente presso la sede di quest’ultima, a circa 500 metri da Forma, in Via Darwin 20.

PROGRAMMA:
Il corso prevede la trattazione e l’approfondimento dei seguenti argomenti:

– Primo incontro
LA LUCE IN FOTOGRAFIA
TEORIA DEL COLORE, PERCEZIONE

– Secondo incontro
RUDIMENTI DI TECNICA FOTOGRAFICA (IL TEMPO DI POSA, IL DIAFRAMMA, GLI OBIETTIVI)

– Terzo incontro
FOTOCAMERA DIGITALE: RISOLUZIONE E PIXEL
LEGGERE IL MENU DELLA FOTOCAMERA DIGITALE

-Quarto incontro
LATITUDINE DI POSA
GAMMA DINAMICO
PROFONDITA’ COLORE

-Quinto incontro
FILE JPEG E RAW
COME SI ESPONE IN DIGITALE
LEGGERE L’ISTOGRAMMA

-Sesto incontro
SCATTARE IN MODALITA’ AUTOMATICA
SCATTARE IN MODALITA’ MANUALE (GESTIONE DELLE FUNZIONI DI PROGRAMMAZIONE)
SVILUPPO DEI FILE

-Settimo incontro
COMPOSIZIONE: REGOLE E PRINCIPI

-Ottavo incontro
PREPARARE L’IMMAGINE PER LA STAMPA

Biografia del docente: Erminio Annunzi è docente presso l’Istituto Italiano di Fotografia e cura workshop per Canon Academy, dopo essere stato per anni il punto di riferimento del Demo e Training Center e della Galleria Fotografica di Agfa. Ha collaborato, come fotografo free lance con le agenzie Daily Press e Associated Press, e pubblicato su Corriere della Sera, La Gazzetta dello Sport, Bell’Italia, Geo, Zoom, Progresso Fotografico ecc. Numerose sono le mostre personali e collettive svolte in Italia e all’estero; attualmente sue immagini fanno parte di collezioni private. Oggi, parallelamente all’attività didattica, accosta quella di giornalista e consulente senza mai trascurare la fotografia di reportage, paesaggio e natura. Da sempre fa sua una frase di Minor White: non cerco le cose per quello che sono, bensì per quello che possono essere.
Quota di partecipazione: € 360
Per la partecipazione al workshop occorre effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale:
EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).
La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Il numero dei posti disponibili per il Workshop è limitato.Si pregano dunque gli interessati a presentare con anticipo la domanda di iscrizione.

Modalità di pagamento
– contanti
– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia
– carta di credito presso Forma
– bonifico bancario presso:
C/C postale n. 6925786
intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA
IBAN: IT 69 G 07601 03200 00000 6925786
Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

Ai partecipanti che concluderanno il percorso del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione a firma del docente e della direzione didattica di Forma.
Per informazioni:
tel 02 58118067 – 02 89075419

Responsabile delle attività didattiche
Francesco Zanot scuola@formafoto.it

Da gennaio 2014

Il Workshop, della durata complessiva di 28 ore, costituisce un insegnamento intensivo con il quale si intendono presentare e mettere in pratica i principi fondamentali, teorici e tecnici, della fotografia in studio.
Il programma del corso prevede un impegno di 4 intere giornate suddivise in 2 weekend consecutivi (a seguire il calendario dettagliato).

Il Workshop, tenuto da Giorgio Majno, introduce alla conoscenza e all’utilizzo dei principali strumenti della fotografia in sala di posa, dagli apparecchi per la ripresa in digitale ai fondali, dalle differenti tipologie di luci (flash e continue) ai dispositivi per modificarne la diffusione, fino all’introduzione di alcuni fondamenti di post-produzione.

Oltre a contenuti tecnico-pratici, il corso prevede l’approfondimento di elementi di composizione e creatività, i quali saranno applicati alle 4 macro-aree cui sarà dedicata ciascuna lezione:
1. RITRATTO
2. MODA
3. STILL LIFE (semplice – simulazione cliente privato)
4. STILL LIFE (complesso – simulazione rivista di settore)

Durante il Workshop saranno organizzate sessioni di ripresa finalizzate allo sviluppo di un progetto fotografico individuale di ritratto o still-life.
Obiettivo del corso è quello di sviluppare le competenze fondamentali per la pratica della fotografia in studio, oltreché maturare un’esperienza riguardo le differenti fasi del lavoro professionale (ideazione del progetto, gestione, produzione, post-produzione e proposta) fino alla sua introduzione nel mercato.
Per la partecipazione al corso è richiesta una conoscenza di base del funzionamento del mezzo fotografico.
Ogni partecipante deve essere munito di un proprio apparecchio fotografico (meglio se digitale) e, se possibile, di computer portatile.
E’ inoltre preferibile, nell’ambito del primo incontro, che ogni partecipante abbia con sé un sintetico portfolio individuale (10-30 immagini), indifferentemente su supporto cartaceo o digitale.
Sarà presente in studio un assistente specializzato in post-produzione.
Le lezioni di questo corso si svolgeranno integralmente in studio (Via Cappuccio 7, Milano)
Programma del Workshop:
I Incontro – Sabato
9-13 Introduzione e presentazione dello Studio.
L’organizzazione dello spazio e l’attrezzatura.
Visione del portfolio dei singoli partecipanti.
14-18 STILL LIFE SEMPLICE. L’uso delle luci e l’attenzione ai materiali.

II Incontro – Domenica
9-13 STILL LIFE COMPLESSO. La composizione e gli accessori in studio.
14-18 Presentazione del lavoro di alcuni fotografi di still life.
Revisione dei lavori svolti

III Incontro – Sabato
9-13 / 14-18 IL RITRATTO. Presentazione del lavoro di alcuni ritrattisti.
Ritratti in studio e in esterno.
Revisione dei lavori svolti.

IV Incontro – Domenica
9-13 / 14-18 LA MODA. Presentazione del lavoro di alcuni fotografi di moda.
Moda in studio e in esterno.
Revisione dei lavori svolti.
Conclusione.

Note biografiche del docente:
Giorgio Majno ha studiato fotografia, prima a Bologna al Dams, e poi negli Usa, dove ha ottenuto un MFA, Master of Fine Arts.
Nel 1983 ha aperto il primo studio a Milano. Lavora per case editrici, agenzie pubblicitarie e clienti diretti, e si è specializzato nello still life di oggetti d’ arte, d’antiquariato e di design.
Ha pubblicato libri per diversi editori (Mario Buccellati, Leonardo Arte, Il libro del FAI, Skira, Centenario di Lucio Fontana, Charta, La casa Bagatti Valsecchi, Scala, Vestire la luce, Silvana).
Le sue foto di ricerca personale sono state esposte in Italia e all’estero.
Ha insegnato fotografia negli Stati Uniti, presso la S.I.U. Southern Illinois University, e in Italia presso l’Istituto Europeo di Design, Milano.
Attualmente è docente di “Storia e tecnica della fotografia” presso la facoltà di Design ed Arti IUAV di Venezia, sede di San Marino.

Link utili:
www.giorgiomajno.com

Quota di partecipazione: € 390
Per la partecipazione al workshop occorre effettuare un’Erogazione Liberale per le attività culturali della Fondazione con la seguente causale:
EROGAZIONE LIBERALE (indicare il titolo del corso).
La Fondazione rilascerà regolare quietanza di avvenuta donazione valida ai fini fiscali.

Il numero dei posti disponibili per il Workshop è limitato.Si pregano dunque gli interessati a presentare con anticipo la domanda di iscrizione.

Modalità di pagamento
– contanti
– assegno bancario intestato a Fondazione Forma per la Fotografia
– carta di credito presso Forma
– bonifico bancario presso:
C/C postale n. 6925786
intestato: FONDAZIONE FORMA PER LA FOTOGRAFIA
IBAN: IT 69 G 07601 03200 00000 6925786
Codice BIC/SWIFT BPPIITRRXXX

Ai partecipanti che concluderanno il percorso del workshop verrà rilasciato un attestato di partecipazione a firma del docente e della direzione didattica di Forma.
Per informazioni:
tel 02 58118067 – 02 89075419

Responsabile delle attività didattiche
Francesco Zanot scuola@formafoto.it

ANTOINE D’AGATA
Quando: dal 16 al 21 dicembre

8. Antoine d'Agata, Sangatte,2004
In seguito alla esposizione personale di Antoine D’Agata,  si svolgerà a Forma nel mese di dicembre un workshop di un’intera settimana con il fotografo francese. In questa occasione i partecipanti saranno chiamati a confrontarsi con la propria quotidianità e le proprie ossessioni, attraverso un percorso di crescita insieme fotografico e personale.